Javier Maras.
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Berta Isla.
Parte 3.
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Titolo originale: Berta Isla. 2017.
Traduzione di: Maria Nicola.
2018. Giulio Einaudi Editore, Torino.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Passarono gli anni. Gli anni passando passavano e io cominciavo a essere meno giovane, e poi un po pi matura, e poi forse cominciai a invecchiare. Non molto, pare, il mio aspetto  rimasto sempre leggermente indietro rispetto alla mia et, in questo sono fortunata e non posso lamentarmi, ancora oggi molti mi danno dieci anni in meno di quelli che ho compiuto. Forse non volevo allontanarmi dallet che aveva Toms quando era scomparso, come se laumentare della differenza fosse una forma di abbandono, o di tradimento.
 Laccettazione della sua probabile e sempre pi sicura scomparsa non fu immediata. Non lo  mai, neppure quando vediamo morire qualcuno con i nostri occhi e vediamo il suo corpo immobile e silenzioso e lo vegliamo e lo seppelliamo secondo tutte le regole, passo dopo passo, e il dubbio non c. Addirittura in quei casi, che sono i pi normali, per un lunghissimo periodo lassenza  sentita come transitoria, come qualcosa che prima o poi dovr finire. Si ha la sensazione  ed  duratura, a volte pu essere morbosa  che la fine di una persona vicina e amata, che fa parte della nostra vita esattamente come laria, sia come una specie di falso allarme o di scherzo o di finzione, una montatura o il frutto delle nostre fantasie pi paurose, e per questo il sonno spesso ci confonde: sogniamo il defunto, lo vediamo muoversi e forse toccarci o penetrarci, lo sentiamo parlare e ridere, e al risveglio ci pare che si sia solo nascosto e debba ricomparire, che non possa essere svanito per sempre, che  la veglia a ingannarci. Crediamo che  solo questione di tempo ma torner. La ragione non  capace di accettare lidea di estinzione o il concetto di per sempre, che con tanta disinvoltura usiamo nel linguaggio di tutti i giorni. 
 Per sempre fa riferimento al futuro, nella nostra concezione comune, ma sempre comprende in realt anche il passato, e questo non si estingue mai e non si cancella mai del tutto. Quello che  stato sar e quello che c stato ci sar. E se la ragione ha difficolt ad ammettere e ad accettare questi concetti, non di meno ne ha il sentimento. La mano corre istintivamente al lato del letto che occupava il marito quando era in casa, e sembra di percepire la presenza che non c, di sentire lo sfioramento della gamba e il respiro insonne sul cuscino di chi non respira pi in nessun luogo.  difficile capire, per il sentimento quanto per la ragione, che quellessere cos vicino si sia incongruamente trasformato in un reietto delluniverso.
 Ma tutto arriva se gli si d tempo e linsistenza ottiene i suoi frutti, e di colpo viene un giorno in cui questa fase si conclude, in cui lassenza perde la sua prolungata provvisoriet e si impone come definitiva e irreversibile, e perfino i sogni non ci confondono pi: rimangono confinati nella loro sfera di illusione e irrealt, al risveglio sono come parentesi che non hanno pi significato, che si possono saltare e vengono saltate, e anche per la figura del morto passano gli anni che progressivamente la rendono pi lontana e sfumata; lui invecchia e ringiovanisce; invecchia perch la sua morte  avvenuta nel passato, non  pi una novit n una catastrofe, ringiovanisce perch mentre noi vivi maturiamo, lui ci appare pi ingenuo e puerile, anche solo per let a cui  rimasto fermo, congelato, unet che noi ci siamo lasciati alle spalle con inaspettata celerit; e anche perch ignora quanto  avvenuto nel frattempo. Viene un giorno in cui cominciamo a domandarci se sia mai esistito, se sia mai stato presente e non solo passato, se c mai stato un tempo in cui non occorreva ricordarlo perch era a portata di mano, era qui. (Questa  la morte dellaria, adesso  morto davvero).
 Non seppi mai con certezza. La promessa di Tupra non fu mai mantenuta.
 Non si arroveller per il resto della sua vita, glielo assicuro,  mi aveva detto.  Prima o poi avremo notizie, in un senso o nellaltro. Non verremo a sapere tutto, ma quanto ci basta. Allora le notificheremo quanto possibile sulla sua scomparsa. Ma non prima, mi rincresce molto. Non prima che sappiamo qualcosa di certo, e questo non avvenne.
 Prima di rientrare a Londra venne a farmi visita ancora una volta, dopo aver chiamato per assicurarsi che fossi sola, e al telefono aveva la stessa voce di quel Reresby che avevo sentito tempo prima, ma non dedicai un solo pensiero a quella somiglianza, forse venivano istruiti tutti allo stesso modo, al Foreign Office e allMI6, su come trattare i famigliari in pena. In quella seconda visita, due giorni dopo,
cedetti, come si diceva, delle donne e non degli uomini, nei romanzi di un tempo. Non ci fu molto di strano in questo, e nemmeno di particolare: da pi di un anno e mezzo non ero stata con un uomo, dallalba del 4 aprile del 1982, eravamo nel novembre del 1983, troppo tempo senza calore umano, c chi come me ne sente la mancanza, altri invece non ne hanno bisogno e vivono tranquillamente senza.
 Quelluomo mi era parso attraente fin dal primo momento malgrado il suo pretenzioso abito gessato e alcuni elementi repulsivi, ma anche ci che al principio ripugna pu finire per attrarre, dopo un rapido adattamento o dopo una sommaria approvazione, quando ormai la decisione  presa.
 Mi ero sentita inconsapevolmente tentata (con un rinvio della tentazione, voglio dire) perfino in mezzo al dolore, alle lacrime prigioniere e poi liberate, allo stupore, e pi grandi sono il dolore e lo stupore, pi vasta  la desolazione, e pi intensi sono lo stordimento e labbandono di s, e meno difese e remore si hanno, lo sanno bene i seduttori di professione, sempre in agguato nel momento delle disgrazie. Le assenze di Toms avevano avuto un effetto di accumulo nel corso di lustri, pesavano sempre di pi e alimentavano il mio risentimento, che forse non era pi necessario tenere a freno. Lattuale assenza aveva tutta laria di essere definitiva, o almeno sine die. E poi, che importava, lui non lo avrebbe mai saputo. Due giorni prima Tupra mi aveva circondato il collo e mi aveva posato una mano sulla spalla in un gesto di affetto di cui gli ero riconoscente, avevo affondato il viso nella sua manica e avevo sentito il suo odore, cera stato un contatto e questo  sempre il primo passo, anche se sembra che non abbia importanza, che non sia stato nulla di sessuale, che sia stato solo un gesto di conforto e di sostegno, per sorreggerci il viso o per tenerci in piedi.
 Quellintimit di una sola mattina mi diede licenza, per cos dire, di non attendere passivamente ed eternamente, di chiamarlo io a Londra di tanto in tanto e chiedere se ci fossero novit, se si stesse scoprendo qualcosa riguardo a Toms, anche se non fosse stato abbastanza per telefonarmi e comunicarmelo. Lui, quando poteva ed era presente (non sempre lo trovavo, viaggiava molto e io avevo solo il numero del lavoro), mi rispondeva con una cortesia vagamente spazientita, avvertivo il suo fastidio nel tono delle risposte, ogni volta pi circospette, pi affaticate. Mi trattava come si tratta qualcuno con cui si  contratto un debito casuale e immateriale, o solo un dovere di coscienza: con cortesia e sollecitudine, ma non con confidenza, certo senza lasciar trasparire alcun desiderio di rivedermi o di ripetere lesperienza carnale. Immagino che sarei anche andata a Londra  forse  , se lui me lo avesse proposto. Doveva essere uno di quegli individui cui basta una volta sola (quelli che si segnano una tacca nella mente dopo di che non sono pi interessati), e bench non ne siano pentiti n cerchino di cancellarla, fanno in modo che per laltro non si trasformi in una specie di lasciapassare per accedere alla loro persona o pretendere un trattamento di favore. A Madrid gli avevo chiesto se fosse sposato, lui aveva lasciato sfumare nellaria la domanda senza una risposta, e io ne avevo dedotto ingenuamente che lo fosse. Ci sono uomini che si fingono sposati per evitare di essere perseguitati da amanti occasionali.
  No, Berta, non ci sono notizie, niente di niente. Se ce ne fossero ti avrei chiamata.  come se lo avesse inghiottito la terra, una terra muta fino allesasperazione. Continuiamo a non sapere che cosa ne  stato di lui.
 Allora, invariabilmente, provavo a domandare:  E questo che cosa indica, come lo interpretate? Crescono le possibilit che sia morto o che sia vivo da qualche parte? E se fosse morto, potrebbero averlo ucciso? Sarebbe morto di morte violenta? Non mi puoi dire dovera?  passato tanto tempo e mi piacerebbe sapere almeno quale terra lha inghiottito. E se pu aver sofferto molto oppure no.
 E lui rispondeva sempre, con poche variazioni:  Pi tempo passa, maggiori sono le probabilit che sia morto, non voglio raccontarti storie. Ma, dato che non sappiamo niente, pu aver avuto un incidente o un infarto, non lo si pu escludere. Quanto al resto, no, non posso dirti dove si sono perse le sue tracce, dove  scomparso. Non ne abbiamo la certezza assoluta, tanto per cominciare. Toms si spostava, noi non eravamo sempre informati di quando lo faceva, non in anticipo. Poteva dipendere da molti fattori. Certo, se dovessero passare altri mesi senza notizie, renderemo pubblica una versione ufficiale dei fatti affinch possa essere dichiarato legalmente morto. La versione interna, la nostra, quella che per il momento risulta qui  che  scomparso a Buenos Aires nel maggio dell82. Ai fini pratici. Ti ho gi detto,  pi facile che venga dichiarata la morte in absentia se la scomparsa  avvenuta nel corso di una guerra, in un naufragio, in un disastro aereo o durante una calamit naturale. Missioni di spionaggio nel suo caso. Quando questa versione verr formalizzata, quando lavranno accettata i suoi genitori e tutti gli altri, tu non la prendere per vera. Quella vera te la racconter io, ammesso che riusciamo a scoprirla, un giorno o laltro . E la volta successiva che parlammo, cio, che lo chiamai rischiando di rendermi fastidiosa, torn a rispondermi pazientemente la stessa cosa allo stesso modo, perch non cerano mai novit.
 Ma aggiunse:  Adesso sono pessimista, comincio a pensare che rimarremo alloscuro. Per questo, contrariamente a quanto ti ho consigliato altre volte, forse pu esserti daiuto credere anche tu alla versione ufficiale, se questo ti pu servire. Almeno hai una storia. Incompleta o vuota, ma una storia che puoi raccontare e raccontarti. Una spiegazione ai tuoi figli dovrai pure darla, quando saranno grandi . 
 Fece una pausa.  Col tempo, una storia da ricordare.  molto probabile che non ce ne sar mai unaltra. Che non ne sapremo mai di pi.
 E in effetti non ce ne fu unaltra, non ci fu niente, non ci fu assolutamente nientaltro, e da un certo punto in poi smisi di disturbare Tupra, non aveva senso, e anche lui scomparve dalla mia vita, con naturalezza. La burocrazia fece il suo lento corso, e alla fine Toms Nevinson divent un morto a pieno titolo, in Spagna come in Inghilterra, e in qualunque altro paese; io diventai vedova e i miei figli orfani di padre, intendo dire i nostri figli, lui era stato cos poco presente nelle loro brevi esistenze che spesso dimenticavo che erano anche suoi. I bambini erano sempre rimasti con me e mi appartenevano, con me e basta.
 Cominciai subito a ricevere lo stipendio mensile dellOmt che Tupra mi aveva preparato e proposto, esente da imposte, perch non dovessi vivere in ristrettezze mentre ero in attesa della dichiarazione di morte in absentia e mentre si avvicinavano il 1989 e il 1990, e leredit spettante ai miei figli e a me. In Inghilterra non fu neppure necessario attendere i sette anni prescritti: erano ammesse delle deroghe
 ovvero una riduzione dei tempi  in base alle circostanze e alle probabilit del decesso, che nel caso di Toms erano molto alte: ufficialmente era scomparso in uno scenario bellico, per quanto con il passare del tempo il conflitto delle Falkland avesse assunto laspetto di una guerra in miniatura. Ma anche queste lasciano dei cadaveri come quelle colossali, per quanto vi si conceda minore importanza e le si commemori meno. E cos a partire dal suo decesso legale, il governo britannico mi assegn una pensione di reversibilit, ero la vedova di un funzionario dellambasciata a Madrid, di un civil servant, come vengono chiamati gli impiegati della pubblica amministrazione inglese. E quel contributo mi rese pi facile (gi me lo permetteva limmeritato stipendio, sommato a quello che invece mi guadagnavo in facolt, ora come docente titolare) tener fede al mio proposito di non toccare il denaro di Toms, almeno non quello depositato sul suo conto inglese, quasi certamente di provenienza ufficiosa o oscura, che forse lo stesso Tupra gli metteva in mano ogni volta che portava a termine una missione, una finzione, uninfiltrazione, un abominio.
 C in quasi tutti una sorta di superstizione riguardo ai corpi: finch non compaiono, nessuno osa considerare morti i morti, mai completamente. Tantomeno se non ci sono testimonianze orali o scritte di qualcuno che li abbia visti morire, e Toms nessuno lo aveva visto. Dopo laccenno che mi aveva fatto Tupra, avevo letto Il colonnello Chabert e non volevo che a Toms succedesse la stessa cosa, se un giorno fosse risuscitato, come quel povero militare la cui sopravvivenza era negata perfino dalla sua stessa moglie, inorridita dalla sua risurrezione, che ormai era convolata a nuove nozze con un conte e aveva figli dal secondo marito di maggiore fortuna e rango e di assai migliore avvenire; quel colonnello con lorrenda cicatrice di una sciabolata in mezzo alla testa, che poteva fare di lei una bigama e dei suoi figli dei bastardi; che era stato spogliato del suo patrimonio e ora, necessariamente e conseguentemente, della sua identit; che veniva accusato di essere un impostore e finiva ingannato e rinnegato, delirante in un ospizio, o smemorato come conveniva ai vivi (agli ininterrottamente vivi), abbandonata ormai ogni pretesa. Come ho gi detto, era una superstizione. In realt io non credevo sinceramente che Toms potesse mai ricomparire, quel breve romanzo di Balzac era finzione.
 Non lo era invece il soggetto di un film francese che vidi poco dopo e che godette di grande popolarit: Il ritorno di Martin Guerre. Era del 1982 o dell83, ma credo che io lo vidi nell84, quando riuscii a vincere le mie resistenze e finalmente trovai il coraggio: diverse persone me ne avevano parlato e largomento mi incuteva timore. Era basato su una storia vera, avvenuta nel Sud della Francia, molto vicino al confine con la Spagna, nel sedicesimo secolo, e anche  lo seppi dopo  su un eccellente romanzo del 1941, The Wife of Martin Guerre, di unautrice americana a me fino ad allora sconosciuta (malgrado la disciplina che insegnavo) di nome Janet Lewis. I processi cui la vicenda diede luogo ebbero una cos grande fama a quel tempo che perfino il giovane Montaigne si rec fino a Rieux o a Tolosa per assistervi, ne fa cenno in uno dei suoi Saggi. Il film racconta la scomparsa volontaria di un marito benestante e rurale, senza alcuna spiegazione. E di come dopo qualche anno quelluomo fosse tornato, o si fosse presentato nella sua casa un uomo che non solo gli assomigliava molto, ma che ricordava nei dettagli il passato di Martin Guerre, e quindi poteva essere soltanto lui. Come tale lo accettavano le sorelle, lo zio, che era il capofamiglia, e anche la moglie, Bertrande de Rols, questo il suo nome da nubile, che ora metteva al mondo con lui un secondo figlio, dopo il primogenito generato con Martin prima della misteriosa fuga. Ora non so se tutto questo lo raccontava il film, il romanzo di quarantanni prima o un libro di microstoria successivo, di una professoressa di Princeton, che mi presi la briga di leggere una volta superata la soglia della paura e risvegliata la curiosit. Probabilmente lo raccontavano tutti e tre, nessuna di queste opere si discostava dalle altre sugli aspetti fondamentali, nessuna veniva meno alla verit. Sta di fatto che dopo le prime manifestazioni di gioia e di benvenuto (durate assai a lungo), Bertrande cominci a essere tormentata dai dubbi e dal rimorso, tanto da convincersi che il secondo Martin era un impostore che laveva indotta a commettere adulterio (o laveva posseduta con linganno, volendo vedere il peggio), a concepire e a partorire un figlio illegittimo e a consegnare i beni dellassente a un avventuriero, a un truffatore.
 Di l la denuncia e i processi, il primo nella piccola localit di Rieux e quello definitivo nella citt di Tolosa. Laspetto paradossale e lacerante del caso era che il presunto impostore era stato pi gentile e affettuoso, pi benevolo e lavoratore del giovane scontroso, un po tardo, scontento, che laveva abbandonata anni prima. E poi quella storia era vera, era accaduta, e al di l delle ricostruzioni e rielaborazioni artistiche cerano le cronache dellepoca e perfino i verbali di uno dei processi; cerano dei documenti. Ma il Cinquecento era talmente lontano da apparirmi irreale quanto la Parigi immaginata da Balzac. Probabilmente a quel tempo i ricordi erano pi incerti, doveva essere pi difficile riconoscere un volto, una pelle o un odore.
 E cos passarono gli anni e altri anni, e ogni mese che passava consideravo pi definitivamente defunto Toms, prima e dopo i certificati che lo condannavano a esserlo agli occhi del mondo, che lo consacravano come tale. Ma quello che vediamo, leggiamo e ascoltiamo non pu essere ignorato. Dimentichiamo in fretta le vicende, per non parlare dei dettagli di qualunque storia, quelle vere come quelle di finzione, che tendono a livellarsi via via che vi si deposita il tempo. Eppure tutto ci che ci viene raccontato rimane latente nei meandri o negli anfratti della memoria, ai confini o ai margini della nostra immaginazione. Fa parte del nostro sapere, e pertanto del possibile. E bench io fossi sicura che Toms non sarebbe ricomparso, n come Chabert e nemmeno come Martin Guerre, non potevo non baloccarmi vagamente e pallidamente con questidea, soprattutto nei momenti di maggiore solitudine. 
 Come la morte assomiglia alla vita, trovandosi tra due vite, tornavo a ricordare, in attesa della seconda. E pure recitavo, sottovoce o dentro di me, quei versi pi adatti alle fantasie della disperazione: Noi nasciamo con i morti: ecco, essi tornano, e ci portano con loro.
 In quegli anni non me ne stetti ferma, non crollai n mi paralizzai. Flirtai occasionalmente con la disperazione, ma non per gusto, bens perch assale senza preavviso; non vi sprofondai n mi pass mai per la testa di chiudermi in casa ad aspettare colui che non sarebbe mai tornato. Dopo non molto tempo mi considerai vedova a tutti gli effetti; anzi, mi sentii tale. Scacciai la nebbia, alzai gli occhi e mi guardai attorno, pronta a rifarmi una vita, come si dice di chi vuole tornare in coppia dopo una perdita o una brutta esperienza, dopo un matrimonio infelice o carcerario, abitudinario, mortificante o oppressivo. Non era il mio caso. Il mio era quello di una donna che si era sposata convinta e felice fin dallinizio, ma il cui marito si era comportato come un fantasma o come un dottor Jekyll, con troppe dosi dombra e di tormento, di veleno sconosciuto e accumulato lontano da casa, con ripetuti addii fino alladdio finale. Non volli che il mio letto diventasse un letto afflitto, o se per certi periodi lo divent fu contro la mia volont. Vi passarono alcuni uomini, dei quali Tupra fu il primo e il pi precoce, quellunica volta, avrebbe potuto tornare, malgrado il suo distanziamento, non so se spontaneo o deliberato, e la sua intuibile tenebrosit. Nessuno di loro dur a lungo, nessuno rimase, per una ragione o per laltra, chiss perch, nessuno sostitu Toms. Un collega stupido delluniversit, lamico di unamica troppo abnegato e adorante, il pediatra dei miei figli, un inglese dellambasciata dove aveva lavorato Toms, ciascuno di loro fu accolto con propositi di durata, ma nessuno fu di lunga durata, se consideriamo lunga quella che copre un anno o pi, a quella non arrivai mai, fu sempre questione di mesi, e i mesi finiscono e si susseguono a grandissima velocit, anche quelli solitari, anche quelli in cui si soffre e che sembrano eterni e non finiscono mai, anche quelli fuggono via e sono subito passato.
 Uno di quegli uomini mi rifugg non appena gli mostrai affetto e un po di sentimento: si spavent, mi credette bisognosa e in caccia, come si dice; e i miei bambini gli fecero paura, temeva di doversi far carico di loro se fosse rimasto troppo a lungo al mio fianco, anche solo per la forza dellabitudine; e appena il suo desiderio fisico si plac, o lo ritenne semisoddisfatto, pass dallaccogliermi con entusiasmo al salutarmi con un cenno del capo quando ci incontravamo nei corridoi della facolt. Un imbecille. Un altro mi risult presto pesante, uno di quegli ammiratori silenziosi che non riescono a credere di aver avuto tanta fortuna quando improvvisamente vengono accontentati e si ritrovano nel luogo irraggiungibile e anelato. Sono cos atterriti di perdere la grazia ricevuta che diventano suscettibili e possessivi, in realt stanno aspettando di essere cacciati da un momento allaltro, sanno di non meritare ci che hanno e vivono in perenne allarme, vedono in ogni cosa sintomi di stanchezza e il presagio della fine. Fine che ovviamente sono loro ad affrettare, difficilmente  tollerabile chi  pauroso, troppo insicuro, fervido, chi crede di aver avuto accesso a una condizione privilegiata o di abitare un sogno. Io non volevo essere un sogno, n sentirmi oggetto di devota contemplazione in ogni circostanza, anche nelle pi normali e perfino nelle pi volgari, se gliene avessi dato loccasione. Lo congedai con tatto e buone parole, non aveva fatto nulla di male, si era limitato a essere melenso, e a venire a letto con me pieno di ansie e di cerimonie, come se fossi fatta di cristallo o, peggio ancora, come se fossi stata una specie di divinit.
 Il pediatra dei miei figli era un uomo dalla risata facile, un adulatore, che ispirava fiducia immediata, io sentivo che con lui i bambini erano in buone mani e non mi fu difficile trasferire questa convinzione su di me, ci sono momenti in cui si ha bisogno di un simulacro di protezione. Al contrario dellidolatra lui era disinvolto e giocoso, probabilmente molto donnaiolo, pi di una volta sospettai di non essere lunica madre di suoi pazienti con la quale stabiliva questo tipo di comodo legame, le visite si prolungavano oltre il dovuto e si vedevano coronate da un premio in natura, un premio discreto e rapido (non ci spogliammo mai), talmente rapido che i bambini non si chiedevano dove fossimo finiti. Sapevano quando andava via (veniva a domicilio, credo perch gli conveniva) perch prima di andarsene passava sempre nella camera del malatino per salutarlo con una frase scherzosa o una filastrocca improvvisata (i bambini trovano molto buffe le rime) e tranquillizzarlo. Era un uomo troppo fugace per fermarsi da qualche parte. Aveva appena divorziato e voleva godersi un periodo di libert assoluta. Fui io a decidere di interrompere quegli incontri, ho gi detto che aspiravo a una certa stabilit. Fui costretta a chiedergli che mi consigliasse un collega, era lunico modo per spezzare il circolo, quando veniva con il suo fonendoscopio sul petto e la sua valigetta non sapevo dirgli di no. Non la prese bene, ma accett e comprese:  Se cambi idea,  mi disse,  sono a vostra disposizione. Giorno e notte, a qualunque ora, con bambino malato o senza.
 Quanto allinglese, dur pi di tutti gli altri, undici mesi contati. Un tipo sereno e riservato, rispettoso e sollecito senza essere oppressivo, non troppo interessante e loquace ma con una strana capacit di trasmettere passione nellintimit, di farmi dimenticare momentaneamente quello che mi era successo e quasi tutto il passato, di fare in modo che ogni volta sembrasse la prima. Non con lui, ma in generale, come se fossi tornata ai tempi in cui nessuno si era introdotto dentro me. Il problema fu che fuori da quellambito mi dava esattamente la sensazione opposta: il suo lavoro era lo stesso di Toms. Infatti era stato lui a occupare il suo posto allambasciata, dove mio marito aveva avuto un ruolo pi nominale che altro, tanto si era assentato, tanto aveva trascurato le sue funzioni in nome di un interesse superiore. Quellinglese non doveva contemperare entrambi i servizi, sullaltro fronte non aveva sostituito Toms, questo era sicuro, mancava del carattere e delle doti necessarie, non sarebbe stato di particolare utilit (tanto per dirne una, non imparava facilmente neppure lo spagnolo; perch avrebbero dovuto reclutarlo?) Ma anche lui andava spesso a Londra e in altri luoghi, e ogni volta che mi annunciava una sua partenza, ogni volta che lo salutavo, anche solo per un fine settimana, rivivevo gli innumerevoli addii di Toms, oscuri e senza data di ritorno, avvolti nella nebbia prima e nel silenzio dellinesistenza poi. Questo non mi aiutava a seppellire mio marito. Non cera n ci sarebbe stato un corpo, ma almeno lo avrei voluto seppellire nellimmaginazione. Lunico modo era non ricordarlo pi. Entrare in una vita cos diversa che non vi interferisse mai ci che era inconcluso, perduto, superato. Il pediatra sarebbe andato bene, forse, se non fosse passato come una raffica di vento che ti investe colpendoti in viso e subito se ne va. Linglese, che mi portava reminiscenze costanti, mi impediva di scrollarmi di dosso Toms. Con grande rammarico del mio corpo a poco a poco lo allontanai, a poco a poco lo lasciai andar via. E cos non vidi mai la polvere sospesa nellaria, che secondo Eliot indica il punto in cui finisce una storia.
 Ai miei genitori quegli uomini sarebbero sembrati molti, se mai avessero saputo, soprattutto se li avessi elencati tutti di colpo come ho fatto ora. Ma non lo furono, in realt, chi pu saperlo meglio di me?
 Sfilarono nel corso degli anni, e furono infinitamente pi numerosi i giorni di solitudine di quelli che passai in compagnia, senza contare che le notti furono ancora di pi, nemmeno una si ferm a dormire il pediatra, gli altri s, o fui io ad andare a dormire nei loro letti o in quelli di certi alberghi dei dintorni di Madrid (El Escorial, vila o Segovia, Aranjuez o Alcal), raramente, solo quando potevo affidare i bambini ai miei genitori o a quelli di Toms, con il pretesto di un convegno o simposio di specialisti della mia disciplina. Non erano fughe allegre, erano tinte di provvisoriet, avevano un che di eccezionale e artificioso, come se fossimo amanti che decidono ogni tanto di recitare la parte degli amanti, come per obbligo: allontanarsi dalla citt, passare la giornata insieme senza sapere che cosa fare se non passeggiare, pranzare e approfittare della camera dalbergo, dormire insieme senza veramente desiderare di sfiorare nel sonno un corpo inusuale, forse invadente e molesto, in fondo aspettando la domenica sera per tornare alla normalit e a Madrid. 
 E ogni volta che una storia falliva o si esauriva, o quando vedevo che non sarebbe andata lontano, prendeva o riprendeva forza il fantasma di Toms. Non  strano,  la cosa pi normale: se qualcuno in cui abbiamo creduto ci delude, se unillusione si spegne, tendiamo a cercare rifugio in ci che non pu pi fallire perch ormai  passato. E non importa che a suo tempo ci deludesse clamorosamente, che ci regalasse dispiaceri e frustrazioni e incomprensioni, che si mostrasse opaco e scoraggiante, che ci sprofondasse nella perenne insoddisfazione. Ci che  perduto nel passato  sempre pi confortante di un presente tiepido e di un improbabile avvenire. Il male che ci ha fatto si allontana e diventa irreale. Ci che  gi accaduto non ci minaccia pi n ci getta nellansia o nella disperazione pi grande, che  quella per quanto deve ancora accadere. Lo viviamo con tristezza, s, ma senza paura. Nelle paure, una volta che si sono placate in quanto si sono realizzate, ci si pu rifugiare, perch ormai non torneranno pi.
 Cos dopo ogni fallimento, in modo istintivo, irrazionale se si vuole (ma chi non ricorre allirrazionalit, ogni tanto), accarezzavo lultimo dubbio: non cera stato un corpo e nemmeno una storia definitiva, le predizioni di Tupra si erano rivelate errate: Non si arroveller per il resto della sua vita, mi aveva assicurato.
 Il resto della mia vita poteva anche essere lunghissimo, ma gli anni passavano e io continuavo ad arrovellarmi. E mi tornavano in mente altre parole, pronunciate per strapparmi al pessimismo estremo e rendermi meno insostenibile la situazione: E poi Tom pu entrare da quella porta domani mattina, questo non  escluso. A un domani segue un domani, c sempre un altro domani, nel bene e nel male: nel bene perch ci aiuta a svegliarci e ad alzarci ogni mattina, nel male perch ci paralizza e ci porta a vivere le giornate nellattesa che finiscano. E nel dare ascolto ai suoi interessati consigli riconoscevo che migliaia di donne mi avevano preceduta, che il mio caso non era uneccezione: pensavo alle mogli dei marinai che tardavano anni a rientrare in porto, a quelle dei soldati fuggiti che non potevano arrischiarsi a tornare; a quelle dei prigionieri e dei sequestrati, a quelle dei naufraghi e degli esploratori dispersi. La storia era piena di donne che stanno a casa e aspettano, che ogni sera al tramonto scrutano lorizzonte sperando di distinguere in lontananza una figura familiare, e si dicono esattamente questo: Oggi no, oggi nemmeno; ma forse domani s, domani chiss.
 Su un punto Tupra aveva avuto ragione: qualcosa diceva a quelle donne se dovevano tener viva la speranza o abbandonarla. La necessit o la mancanza di necessit, la stanchezza, il distacco crescente, il rancore verso lo scomparso, per essersene andato ed essersi esposto, non solo come Ulisse ma come tutti quelli che si erano imbarcati alla volta di Troia e avevano assediato per anni la citt, inaugurando cos le grandi assenze della letteratura e pertanto della realt (esiste solo quello che viene raccontato, quello che si arriva a raccontare). E cos si dimentica quando si vuole dimenticare. Ma il punto su cui pi aveva avuto ragione era questo: Certo che  un processo lungo, non  come una freccia che va dritta al bersaglio senza deviare, ma avanza e retrocede e si smarrisce per vie laterali. Ed era cos, in effetti: ogni volta che mi distraevo o mi illudevo su un progetto, ogni volta che compariva un amante promettente, la freccia delloblio acquistava potenza e velocit e sembrava dovesse colpire il bersaglio senza che nulla potesse deviarla dalla sua traiettoria. Il pensiero di Toms sfumava e cresceva il risentimento: perch aveva scelto quellesistenza assurda, perch aveva intrapreso quella doppia vita che lo allontanava da me, fino a diventare una foglia dautunno che dondola e cade? Allora lo rifiutavo, lo detestavo, lo maledicevo. Allora lo seppellivo. Ma poi la freccia deviava dalla sua traiettoria quando lamante smetteva di promettere e io tornavo a sentirmi sola; mi voltavo per riprendere il cammino in senso opposto, verso il ricordo, la nostalgia, la pazienza e la speranza immotivata. E mi assaliva un ultimo dubbio: E se non fosse morto? E se un giorno ricomparisse perch non ha pi dove nascondersi o non sa dove andare? Solo allora si torna, quando non si sa dove andare.
 In quei periodi mi sforzavo di ritrovare il suo viso, e scoprivo con costernazione che pi provavo a raffigurarmelo, pi imprecisi mi apparivano i suoi tratti, pi mi sfuggivano e avevo difficolt a visualizzarli, e dovevo guardare le fotografie per vederli con nitidezza, con lingannevole nitidezza di ci che  definito da una luce, da unangolazione e da un istante. Appena chiudevo lalbum tornavo a non immaginarlo pi, e nulla esiste senza immaginazione. Perfino quando le cose succedono e fanno parte del presente, perfino allora  necessaria limmaginazione, perch solo lei d rilievo ai fatti e ci insegna a distinguere, mentre avvengono, le cose memorabili da quelle che non lo sono. Per abitudine o per malinconia acquisita, entravo ogni giorno nel suo studio e mi guardavo intorno. Era l che lui lavorava quando era in casa, che prendeva appunti, tracciava schizzi o preparava relazioni, oppure scriveva cose che non mi faceva leggere; e, con la porta chiusa, faceva lunghe telefonate in inglese. Non che lo usasse molto, ma nessuno usava quella stanza oltre a lui. Non mi ero decisa a liberarla n a smontarla, la conservavo esattamente comera lultimo giorno che lui aveva passato a casa, il 3 aprile del 1982. Come cominciava a sembrare lontana quella data  pi la data che il ricordo del suo addio  quando eravamo nel 1987, nel 1988 o nel 1989 e ancora pi tardi, dopo tanti anni. Facevo un po di pulizia in quello studio, toglievo la polvere inesistente, davo unocchiata al mappamondo chiedendomi in quale punto del globo si fosse fermato Toms, con un colpetto lo facevo girare. E ogni mattina, mentre sceglievo che cosa mettermi, vedevo con la coda dellocchio i suoi abiti appesi nellarmadio in camera da letto. Non ero stata capace di buttare nemmeno quelli. Se ogni tanto mi soffermavo ad annusarli o a toccarli, mi sentivo ebbra di tristezza per un istante; era come una ventata, anche se ormai nulla aveva pi il suo odore. Se notavo una macchiolina su una giacca pensavo che avrei dovuto portarla in tintoria, poi scacciavo subito quel pensiero, dicendomi Perch? E se vedevo una piega, mi figuravo che fosse il prodotto di vecchi movimenti del corpo, e i rigonfiamenti e le tasche sformate mi parevano tracce del suo portafogli, delle sue chiavi, del pacchetto di sigarette e dellaccendino o degli occhiali quando li teneva nella custodia, quasi sempre ne aveva un paio in tasca, un giorno scoprii che erano finti, le lenti non erano graduate, e in un cassetto della sua scrivania ne trovai altre tre paia, con montature molto diverse fra loro ma tutte con semplici vetri al posto delle lenti, le facce cambiano a seconda di quello che vi si sovrappone, probabilmente erano parti di travestimenti, questo avevo pensato.
 E a volte rimanevo a riflettere, o a parlargli col pensiero: Quanto poco ho saputo di te. Non ti conosco nellaltra met della tua vita, che forse  quella che pi conta per te. Non ti conosco nella distanza, nei tuoi viaggi, nelle tue missioni puerili che probabilmente ti hanno condotto a una morte violenta. Quanti brutti momenti devi aver passato, quanti momenti che ti saresti potuto risparmiare. Quanta paura devi aver avuto. Quante infamie devi avere commesso, quante cose devono aver pesato come piombo sulla tua anima e averti ferito come un ferro affilato. Quante notti di veglia o dinsonnia, quanti incubi come se un ginocchio ti premesse sul petto, anzi, che dico, il peso di un grosso animale inerte  un cavallo, un toro  che nessuno da solo  in grado di spostare. Quante donne devi aver amato e quante devi averne ingannate e deluse. Quanti segreti devi aver strappato a coloro che saranno giunti a fidarsi di te, quante morti devi aver causato, che quei morti non si aspettavano e avranno affrontato con incredulit. Che mestiere perverso il tuo, per quanto bene tu possa fare. Io non so nulla, non sapr mai nulla, dato che non tornerai. E anche se tu tornassi, non mi racconteresti nulla, immagino, neppure questa volta. N dove sei stato in questi anni n che cosa ti  successo, perch non sei potuto o non sei voluto tornare, n dare segni di vita, o anche solo chiamarmi e dirmi: Sono vivo. Aspettami.
 Non so perch sono rimasta con te e nemmeno perch ancora oggi non me ne sono andata del tutto, ora che tu non ci sei pi, n qui n da nessuna parte. La tua vita si  fermata e la mia  andata avanti, ma senza molto senso, senza una rotta, mi sono accontentata di quella che mi indicavano i miei figli, i tuoi figli  loro sono la mia bussola  che tu non hai conosciuto e non conoscerai. Ogni volta che ho cercato di trovare una strada mia, indipendente da loro e da te, il mio cammino si  visto interrotto oppure ho cambiato direzione. S, guardo i tuoi vestiti vuoti e penso che se ti avessi davanti e potessi guardarti, anche tu mi appariresti vuoto, con le tasche sformate, pieno di macchie e di pieghe, tu stesso vacuit. Assenza e silenzio; o tuttal pi il ripetersi di un verso come le parole illeggibili su una lapide coperta di neve. Tuttal pi un sussurro allorecchio che non capir. Ti conosco dalladolescenza. Da allora ti ho amato con determinazione. Ma dopo, in un lunghissimo dopo che ormai mi trascino dietro e mi attende, quanto poco ho saputo di te.
 Nel giro di undici mesi, morirono i miei genitori e poi Miss Mercedes, comera chiamata dai suoi alunni allInstituto Britnico, la madre di Toms. Fu come se si fossero messi daccordo tutti e tre per segnare la fine di una storia, il chiudersi di una generazione, e lunico che manc allappuntamento fu Jack Nevinson, che rimase molto afflitto e molto solo. Da tempo le due figlie e il figlio maggiore erano lontani, non vivevano neppure a Madrid. Una delle mie cognate si trasfer un paio di settimane in citt, per stargli vicina nei primi momenti; ma la sua casa, suo marito e la sua bambina erano barcellonesi e presto dovette tornare da loro. Laltra, che era funzionaria a Bruxelles, venne solo per il funerale, mentre mio cognato Jorge prese a pretesto la distanza e gli impegni per non farsi nemmeno vedere: per nulla interessato agli studi n alla diplomazia, da anni dirigeva unimpresa di sanificazione in Canada. Lontano dalla famiglia fin dalla giovent, quasi mai vedeva un motivo per attraversare lAtlantico e non lo vide neppure quella volta. Tanto,  aveva detto per telefono a una sorella,  per la mamma  esattamente lo stesso che io sia l o qui. Non venirmi a dire che a lei sarebbe piaciuto averci tutti e quattro insieme a salutarla. Lei non lo sapr, e in ogni caso Tom non c. Io non soffro di meno stando qui a Montral. 
 Laggi era conosciuto come George.
 Ebbi la sensazione che Jack, privato di sua moglie, si chiedesse per la prima volta che cosa ci faceva in un paese straniero di cui non aveva mai dominato bene la lingua e nel quale di colpo non cera pi nulla a trattenerlo, n gli affetti n il lavoro. S, ogni tanto passava al British Council e allambasciata, ma l ormai quasi nessuno lo conosceva e la gente, a quei tempi, aveva smesso di essere leale. Eppure ritornare in Inghilterra per lui non era pi pensabile: forse se la nazione si fosse fermata, o se si fosse fermata la sua et, ma entrambe sono cose che non si fermano mai, in nessun tempo e in nessun luogo. I paesi vengono usurpati da coloro che nascono senza volerlo, noi siamo soppiantati dagli adulti e dai vecchi in cui senza volerlo ci trasformiamo.
 Forse erano Guillermo ed Elisa, e anchio, i suoi principali appigli, noi potevamo offrirgli compagnia e una giustificazione al suo rimanere qui: i nipotini rimasti senza padre quasi dalla nascita, la nuora ufficialmente vedova e ora anche orfana. Con i bambini lui aveva sempre cercato, alla sua maniera modesta e timida, di supplire per quanto possibile allassenza di Toms, e dopo i nostri nuovi lutti si offr discretamente di fare da padre anche a me. Date le circostanze, mi vedeva come una figlia pi delle sue vere figlie, e Guillermo ed Elisa erano i suoi nipoti per antonomasia, per la loro vicinanza e anche perch erano leredit del figlio morto nel compimento del dovere, il figlio che non aveva potuto seppellire n piangere con certezza una sola volta. (Un altro degli inconvenienti dei morti che non lasciano corpo n tracce  che il dolore arriva per fasi, non  mai tuttintero,  graduale, e non c mai un lutto vero e lo si attraversa con esitazioni e a tappe). Ma noi non facevamo parte della sua vita quotidiana, anche se da quando Miss Mercedes era morta e lui era rimasto solo nella casa di famiglia in calle Jenner, io gli telefonavo tutti i giorni, prima di andare in facolt o di mettermi al lavoro in casa, per accertarmi che si fosse alzato bene. Non era delicato riconoscerlo n verbalizzarlo: in realt mi accertavo che si fosse alzato tout court e che non fosse morto durante la notte, nel silenzio e nella solitudine. A quei tempi non cerano i telefoni cellulari, ma cerano le segreterie telefoniche. Se per caso non rispondeva gli lasciavo un messaggio dicendogli di richiamare, e non mi sentivo tranquilla finch non aveva soddisfatto la mia richiesta.
 Non che mi aspettassi il contrario, ma il fatto che Toms non fosse comparso alla morte di sua madre fu un altro chiodo sulla sua bara immaginaria. A modo suo, lui era molto legato a lei (era pi protettivo con suo padre: se fosse stato lui a morire, il feretro si sarebbe chiuso ancora di pi), e alla notizia fu data tutta la pubblicit possibile. Jack pag un paio di necrologi sui giornali e ne fece fare uno anche allInstituto Britnico, e pochi giorni dopo un suo collega riusc a far uscire su un giornale inglese un breve articolo commemorativo pieno di elogi affettuosi e candidi. Certo che se Toms fosse stato vivo in un paese molto lontano, difficilmente sarebbe venuto a conoscenza di tutto questo.
 Fu dopo aver piantato quel chiodo che feci un ultimo tentativo assurdo e senza scopo: ritrovare il giovanotto  non doveva esserlo pi cos tanto  con cui ero andata a letto la prima volta, quello con cui avevo perso la verginit. Era stato un episodio casuale e senza conseguenze. Lo avevo conosciuto in strada fuggendo da una carica della polizia contro una manifestazione studentesca a cui lui nemmeno partecipava, nel 1969, quando non avevo ancora diciottanni. Mi aveva aiutata a sfuggire a un cavallo, mi aveva protetta e aveva ammansito lagente che lo montava, mi aveva medicato in casa sua una ferita al ginocchio, e nel farlo mi aveva toccato le cosce, prima con naturalezza ( normale che tocchino le mani che curano), poi con pi intenzione. Era un banderillero che abitava vicino allarena di Las Ventas, si chiamava Esteban Yanes e non ho mai capito perch successe. Fu tutto cos impremeditato che potevo solo attribuirlo al lassismo dellepoca in materia sessuale, alla mia passivit dopo lo spavento e alla curiosit. Ma anche a una forte attrazione primordiale, certamente. Aveva una bella testa di capelli neri, occhi di un colore azzurro o prugna, folte sopracciglia meridionali, una dentatura invidiabile, un sorriso senza doppi fondi e una gran serenit. Toms aveva gi dato inizio alle sue assenze, studiava a Oxford e tornava per le vacanze, non potevo certo immaginare che quellalternanza si sarebbe protratta indefinitamente, che quello sarebbe stato il nostro modo di stare insieme: insieme e contemporaneamente separati, finch la separazione avrebbe vinto.
 Al banderillero non avevo dato il numero di telefono n lui mi aveva dato il suo. Nessuno dei due aveva fatto nulla per ritrovare laltro, il breve momento che avevamo condiviso era bastato per capire quanto poco avessimo in comune, e del resto io non avevo intenzione di tenere in piedi una storia parallela, Toms allora era lontano solo provvisoriamente e io ero ben decisa a diventare Berta Isla de Nevinson, prima o poi. Ma nel corso degli anni mi ero ricordata molte volte di Esteban Yanes, sia quando ero sola che quando ero accompagnata. Era un ricordo piacevole, bello, se ha senso usare questo aggettivo, perch apparteneva a tempi di spensieratezza e capriccio, di improvvisazione e superficialit. A tempi ancora limpidi e sereni, quando Toms non mi aveva ancora costretta a vedere il mondo per met, con un occhio solo. Era un piccolo ricordo-rifugio, se vogliamo, e non ne possedevo molti nella mia vita. Conoscevo Toms da cos tanto tempo che solo i miei ricordi dinfanzia potevano dirsi non contaminati dalla sua opacit. Certo, sapevo dove abitava il banderillero, avrei riconosciuto il portone anche dopo ventanni. Ma era improbabile che vivesse ancora in quellappartamento scarsamente ammobiliato, decorato con fotografie e manifesti di corride e un mucchio di libri, un lettore avido ma disordinato, a quanto mi aveva detto o io avevo inferito.
 Non so che cosa mi condusse l. Immagino la mia ansia di non restare ferma, di non diventare una vedova a tutti gli effetti, o forse il desiderio di scoprire se avessi lasciato un ricordo nella mia giovent. (Quando si vive nel vuoto, si ha bisogno di riempirlo comunque, anche attingendo a un passato vago e insignificante). Era assurdo pensare che potesse nascere qualcosa da quellincontro, se fosse avvenuto. Era pi che probabile che Yanes fosse sposato, con una caterva di pargoli, o che si fosse trasferito in unaltra citt, o che avesse abbandonato la professione: una cosa  girare per le arene a ventanni e unaltra farlo a quaranta suonati. Mi vennero dei dubbi quando mi ritrovai in quella via. Quel giorno non avevo fatto caso al numero civico e cerano due portoni molto simili, uno accanto allaltro. Entrai in quello che mi parve pi probabile e chiesi alla portinaia di Don Esteban Yanes, cos dissi. 
  Qui non c. Yanes, dice? No, qui non c nessun Yanes,  mi rispose. Passai allaltro portone e feci la stessa domanda al portinaio, senza nessuna speranza. Con mia sorpresa, mi rispose:  Don Esteban  in viaggio, non rientra fino al mese prossimo. Be, con lui non si sa mai. Magari rimane fuori di pi. 
  Potrebbe fargli avere un biglietto per quando torna, gentilmente?
  Come vuole. Me lo dia e glielo metto nella cassetta delle lettere con la posta .
 Non avevo previsto quelleventualit, avrei dovuto andare in un bar a scriverlo e comprare una busta in una cartoleria dei dintorni, preferivo che non potesse leggerlo chiunque. Non per niente, per abitudine. Prima mi accertai che non fosse un caso di omonimia.
  Stiamo parlando del torero, vero?  
 Luomo mi guard con condiscendenza. 
  Insomma, torero... Don Esteban  nel mondo delle corride, ma torero no di certo. Vorr dire apoderado. 
  S, questo volevo dire.  stato un lapsus, mi scusi .
 Ora mi guard, un po piccato, come se usando quella parola avessi voluto sminuirlo, non credo la conoscesse.
  Scrivo il biglietto e glielo porto fra poco,  aggiunsi.  Grazie mille per la cortesia .
 Pensai che gli avrei dato una mancia al mio ritorno.
 Quello che scrissi a Yanes fu pi o meno questo: Caro Esteban Yanes, probabilmente non ti ricorderai di me. Sono Berta Isla, che hai salvato da un cavallo al galoppo e dal manganello di un poliziotto ventanni fa, dietro plaza de Manuel Becerra. Poi mi hai portata a casa tua e mi hai medicato la ferita. Non mi parve prudente accennare a quello che era successo dopo, c gente che non ama ricordare le avventure di giovent. Mi dice il tuo portiere che tarderai a tornare a Madrid. Passavo da queste parti e mi sono ricordata di quel giorno e di te. Mi piacerebbe rivederti e avere tue notizie, se hai tempo per una conoscente sconosciuta e non ti dispiace. Questo  il mio numero di telefono, nel caso tu voglia chiamare. Spero che la vita ti abbia trattato bene.  passata una vita, come si suol dire, dallultima volta che ci siamo visti. Lultima e lunica. Con i miei migliori auguri, Berta Isla. Tornai al portone, diedi la busta e cinquecento pesetas al portinaio, non era male per cos poco, ma volevo assicurarmi che non lavrebbe buttata via n strappata, per antipatia o per capriccio.
 E giunta a casa mi disposi a una lunga attesa. Cero cos abituata che dopo due giorni me ne dimenticai.
 Per questo mi colse impreparata la chiamata di Esteban Yanes, quasi un mese pi tardi. 
  Certo che mi ricordo di te,  mi disse.  Come potrei non ricordarmi? Mi sono rimproverato molte volte di non averti chiesto il numero di telefono quella sera. E poi, non volevo disturbarti. Adesso che sei stata tu a fare il passo, felicissimo di vederti, bella. Dimmi lora e il posto e sar l con drasticitezza .
 Mi divert che usasse ancora quella parola inesistente, ricordavo di avergliela sentita dire ventanni prima, mi era rimasta impressa. Il bella, invece, mi suon meno da lui, che era stato cos discreto, anche nellintimit. 
  Mi ha detto il tuo portinaio che sei diventato un personaggio importante,  gli dissi.  Nientemeno che un apoderado. Noi profani vi immaginiamo con un sigaro in bocca e un mucchio di bigliettoni, il mondo ai vostri piedi .
 Rise:  Povero me. Per il momento rappresento solo novilleros, poca roba. Non  mai detto che qualcuno non diventi un matador come si deve e mi riempia di quei bigliettoni che dici, magari, dolcezza . 
 Di nuovo non mi tornava quel modo di rivolgersi a me, doveva aver sviluppato maniere volgari.
  E le banderillas le hai abbandonate?  gli chiesi.
  Da un mucchio di tempo. Per certe cose bisogna correre molto e bene . Gli proposi di prendere un caff in uno dei dhors di plaza de Oriente. Non avevo molta voglia di spostarmi di nuovo nel suo quartiere, che non mi era mai piaciuto e nel quale ero tornata una sola volta, da quel gennaio del 69, in occasione di una visita alla casa editrice Siruela per una possibile antologia di racconti fantastici inglesi che poi non si fece, aveva sede proprio su plaza de Manuel Becerra, in un edificio molto pi piacevole di quanto ci si potesse aspettare in una zona cos squallida. In ogni caso Esteban Yanes suonava simpatico e mi figurai con piacere il suo gran sorriso africano. Sarebbe stato divertente incontrarlo di nuovo dopo secoli, e chiss che non diventasse qualcuno da rivedere ogni tanto e su cui poter contare. Anche quando il ricordo  tenue come quello di unimmagine statica, di un quadro visto allestero e una volta sola, sappiamo sempre con chi siamo stati a letto nel corso della vita. E anche se alla fine certe persone si sono rivelate deludenti o insopportabili, conserviamo per loro qualcosa di simile a un involontario affetto, o alla lealt. Il banderillero non aveva avuto il tempo di rendersi insopportabile n di deludermi, era intatto.
 Il pomeriggio stabilito, per, ebbi un pentimento preventivo, se cos si pu dire, o fui assalita da una strana apprensione. Temevo che lapoderado non mi riconoscesse, o di non riconoscerlo io. Temevo soprattutto di dargli una delusione, nessuno  pienamente consapevole di quanto sia cambiato nei decenni, non sono la stessa cosa una studentessa giovanissima e una donna che si stava avvicinando alla quarantina, con due figli che la reclamavano giornalmente e che era costretta a educare da sola, una donna vissuta per di pi nellincertezza e nella perdita (la perdita senza un termine preciso, senza una conferma, quella che pi incatena, la peggiore), una donna che aveva sofferto.
 E mi intimidii. Provai vari vestiti senza che nessuno mi soddisfacesse. Mi truccai in modi diversi e alcuni mi parvero scialbi e altri esagerati. Mi guardai allo specchio da tutte le angolazioni e nessuna mi mostr un quadro lusinghiero, cosa che in altri giorni non mi succedeva, non avevo ancora motivo di lamentarmi del mio aspetto e in genere non mi sentivo insicura, almeno fisicamente.
 Mi resi conto che con un binocolo potevo distinguere da casa le persone sedute al caff, non erano molte, era il mese di maggio con i suoi primi caldi. E cos cinque minuti prima dellora prefissata mi misi di guardia su un balcone. Aspettai. Aspettai. Non vidi nessuno che potesse essere lui, quello dellantico dipinto, e al principio non mi venne in mente che potesse esserlo un individuo piuttosto obeso che era apparso molto puntuale e si era guardato insistentemente attorno prima di scegliere dove sedersi. Portava un cappello a tesa larga, cosa allora piuttosto infrequente, aveva unaria antiquata. Anche il banderillero portava un cappello nel 1969, me ne ero dimenticata e ora lo ricordai, con la tesa troppo stretta. Lo avevo criticato con impertinenza e lui lo aveva subito gettato in un cestino, dicendomi qualcosa come: Ai tuoi ordini. Se a te non piace, non se ne parli pi.
 Mi era parso antiquato gi a quei tempi, non solo per il cappello: per quel suo modo di vestire a puntino, per la cravatta, il cappotto troppo lungo. Luomo di oggi portava un abito color sabbia, con una giacca che non doveva essere rimasta al passo con il suo forse progressivo ingrassare, si vedeva che lunico bottone abbottonato gli tirava. Prima di sedersi a uno dei tavolini se lo slacci, e la giacca gli si apr scoprendo una cravatta molto lunga, come se con quella pensasse di dissimulare la sua voluminosa pancia; talmente lunga che gli invadeva parte dei pantaloni. Non pu essere lui,  pensai.  Sarebbe troppo cambiato. Per ventanni sono tanti, e a volte sono crudeli, non si pu mai dire. Luomo si tolse il cappello per un attimo (il colore era abbinato allabito, era tutto di buona fattura ma non gli donava), prese un fazzoletto da una tasca e con lievi tocchi si asciug non solo la fronte e le tempie, ma anche la testa quasi completamente calva che aveva lasciato allo scoperto. Aveva una capigliatura abbondante,  pensai,  non pu essere lui. Per i capelli si possono perdere in breve tempo se il processo  rapido, cos come possono diventare bianchi in pochi giorni nel caso di grandi sofferenze o di panico, e in ventanni di tempo ce n finch si vuole, per ogni genere di deterioramento o impensabile e nefasta evoluzione. C chi invecchiando rimane riconoscibile fino alla fine dei suoi giorni, e chi di colpo diventa un altro, come se il suo volto e il suo corpo fossero stati rubati da un essere completamente diverso, la pinguedine e la calvizie fanno miracoli nei maschi, operano metamorfosi. Se quello era il banderillero, se quello era lapoderado, non me la sentivo di scendere a incontrarlo e fare quattro chiacchiere. Lui non aveva nulla a che vedere con il bel giovane che ricordavo, nel quale avevo trovato tante volte rifugio con incerta nostalgia. Di che cosa potevo parlare con quel signore calvo e grasso che non conoscevo, che faceva un mestiere che non mi interessava e di cui non sapevo nulla e nulla volevo sapere? Mi venne in mente una frase che avevo letto in un libro di uno scrittore contemporaneo chiamato Pombo: Il ritorno  linfedelt pi profonda. Ah, s, era molto probabile che avesse ragione. Se quellindividuo era il banderillero con cui ero andata a letto nella mia pi tenera giovent, mi rovinava un ricordo che mi aveva tenuto compagnia per met della mia vita.
 Continuai a guardare con il binocolo verso altri tavoli e verso i passanti, caso mai comparisse qualcun altro, un uomo che avesse un po di piet della mia memoria. Niente. Allora tentai di affinare il pi possibile la messa a fuoco. Avevo gi un ritardo di cinque minuti rispetto allora convenuta, il che era ancora perfettamente accettabile, ma dovevo decidere rapidamente se scendere o no, se rispettare limpegno che io stessa mi ero presa o se gli davo definitivamente buca. Alla fine si avvicin una cameriera a chiedergli che cosa desiderava, e allora lui le sorrise apertamente e non ebbi pi dubbi sul fatto che si trattava di Esteban Yanes malgrado la trasformazione. Il sorriso era identico a quello del 1969, non lo aveva perduto. La sua dentatura forte e un po sporgente gli illumin la faccia di simpatia, era di quelle dentature che sembrano avere vita propria quando si mostrano con generosit, un sorriso pulito e pieno di fascino fra quelle guance abbondanti. Ma mi accorsi di un altro particolare che annull quelleffetto positivo e grato: quando si volt verso la ragazza notai che aveva dietro la nuca una specie di piccolo chignon giapponese, o per meglio dire da samurai, rivolto allins, come un pompon. Cominciavano a vedersi in quegli anni le code di cavallo negli uomini, lo chignon era uninnovazione (poi tutto questo ha proliferato ad nauseam, loriginalit banalizzata). Uninnovazione spaventosa, a mio avviso. Gi quelli che si facevano la coda mi sembravano gente di cui non fidarsi; un tipo con uno chignon giapponese poteva essere abbastanza per farmi cambiare strada e scappare a gambe levate, soprattutto se una simile acconciatura era stata concepita per compensare la calvizie e distoglierne lattenzione. Tutti abbiamo un che di superficiale e arbitrario, e in quel momento io mi aggrappai a quel grottesco orpello per risolvermi a non scendere. Lo trovavo il colmo della pretenziosit e dellimbecillaggine. E tuttavia rimasi a guardarlo, per parecchio tempo. Passavano i minuti. Lo vidi osservare tutti i passanti alla mia ricerca, e guardare numerose volte lorologio, lo vidi accendere e consumare tre sigarette, lo vidi ordinare un secondo caff, mettersi e togliersi il cappello pi volte. E a un certo punto sentii che mi aveva vista, che aveva individuato la mia figura sul balcone. Lui non aveva un binocolo, ovviamente, quindi strizzava gli occhi per distinguermi meglio. Si rimise il cappello per sicurezza (il gesto fu esattamente quello di un torero) e si alz in piedi con lo sguardo fisso su di me, o cos credetti. Le lenti mi fecero sentire scrutata. Agit le mani per salutarmi, o per annunciarmi: Ehi, ehi! Se sei Berta io sono qui, sono io, o cos credetti. Allora mi sentii scoperta e arrossii e mi allarmai; sparii dal balcone, rientrai in casa, mi nascosi, come una spia che di colpo sa di essere stata notata. Dopo lo spavento, a poco a poco mi calmai. In fin dei conti, non poteva esserne sicuro. Non mi aveva nemmeno visto la faccia, coperta dal binocolo. E poi anchio ero cambiata, anche se infinitamente meno di lui. Lasciai passare qualche minuto prima di affacciarmi di nuovo, facendomi vedere il meno possibile, con cautela. Non cera, non lo vedevo pi. E subito dopo suon il telefono e questo mi spavent di nuovo.
 Forse  entrato nel caff per chiamarmi, gli ho dato il mio numero, che errore, adesso ce lha e ce lo avr sempre. Decisi di non rispondere, furono dieci squilli; poi ricominci a suonare e furono cinque. La seconda volta ci sperava gi di meno. Attesi ancora un po prima di uscire di nuovo e avere conferma della mia congettura: era tornato al tavolo, non era pi in piedi e non salutava; si era di nuovo seduto e se ne stava l, instancabile, fumando pazientemente, bevendo un altro caff.
 Guardai lorologio, quelluomo mi aspettava da quaranta minuti, quando si sarebbe stancato? Quando si sarebbe arrabbiato? Quando avrebbe capito che non mi sarei presentata allappuntamento che io stessa avevo reso possibile e sollecitato? Quel pensiero mi turb, mi riemp di vergogna. Come sono ingiusta e capricciosa. Sono andata a cercarlo a casa sua, gli ho chiesto di telefonarmi, gli ho proposto di vederci e adesso lo lascio l come un cretino solo perch  cambiato e non mi piace. Per il suo aspetto fisico, nientaltro. Certo, era lunica cosa che mi era rimasta di allora, questo e il fatto che mi avesse aiutata, che si fosse comportato bene. E che mi avesse portata a letto, soprattutto questo, che avesse messo fine alla mia verginit tanto rispettata da Toms, quellimbranato. Lidea di andare a letto ora con quellobeso mi attravers la mente e mi disgust. Mi fece ribrezzo. Anche se, chi lo sa, magari se fossi scesa e avessimo fatto due chiacchiere, se avessi rivisto quel sorriso che conservava intatto, mi sarei abituata in fretta alla sua nuova apparenza e dietro di essa avrei finito per vedere luomo di prima. Ma  improbabile,  pensai, e mi rinsaldai nella mia posizione.  Se lo sto piantando in asso  anche perch mi ha chiamata dolcezza; e per lo chignon da samurai. Pover uomo, magari  la sua modesta maniera di sentirsi ancora torero, i pochi capelli che ha non gli bastano certo per la coleta, e del resto, come farebbe a piantare le banderillas con quella panza? Lha detto lui stesso che per questo bisogna correre molto e bene.
 E allora mi accorsi che stavo facendo una trasposizione. Non erano passati cos tanti anni dallultima volta che avevo visto Toms, solo sette, eppure erano sufficienti perch se fosse stato ancora in vita e fosse ricomparso, se fosse tornato come i personaggi dei romanzi e della realt, come il colonnello Chabert e come Martin Guerre, poteva essere cambiato brutalmente, tanto quanto Esteban Yanes o ancora di pi; poteva aver patito grandi sofferenze o persecuzioni, poteva essere fuggito senza sosta, poteva essere un disertore a cui tutti volevano farla pagare. Avevo avuto una prefigurazione di come poteva essere un ipotetico futuro incontro con lui, e cos avevo conferma della mia disgrazia: non riuscivo ad abbandonare quella speranza irragionevole, coltivavo ancora la fantasia che potesse tornare. Meglio di no,  pensai per scacciarla.  Meglio che non si presenti come quellapoderado di giovani toreri che ho convocato e che mi aspetta invano l sotto con incomprensibile ostinazione, magari grasso e calvo come lui e per di pi trasformato, con il carattere guasto, taciturno e scontroso e senza pi voglia di niente, nemmeno di raccontarmi che cosa ne  stato di lui; con la certezza che qualunque futuro gli apparir pallido in confronto alle emozioni vissute nei suoi anni di vagabondaggio e macchinazione, immerso nella sua lunga esistenza ormai conclusa di sofferenze e pericoli e azioni abominevoli, forse divorato dai rimorsi o, al contrario, orgoglioso delle sue scorribande e di aver messo a ferro e fuoco i luoghi dove  stato, di aver seminato zizzania e portato distruzione, di aver condotto alla morte i suoi nemici o di averli uccisi strangolandoli con le proprie mani o con una pistola o un pugnale, che ne so, non lo sapr mai. S, il peggio  il ritorno, e quando  passato troppo tempo nessuno dovrebbe tornare. E no, non sapr.
 E inaspettatamente mi misi a piangere. Certo, mi succedeva, ogni tanto non potevo farne a meno. Era un pianto breve che mi assaliva quasi senza preavviso, in circostanze normali o neutre, per cos dire. Non sempre provocato dai miei pensieri erranti, come successe quella volta. Mi spuntavano le lacrime di colpo, mentre ero al cinema o guardavo le notizie in televisione, mentre ridevo con unamica o facevo lezione (e allora dovevo trattenerle per forza), mentre andavo da sola per commissioni, o mentre giocavo con i bambini che non erano pi cos bambini, se non riuscivo a fermarle loro mi guardavano preoccupati, vedere i genitori tristi scombussola i figli, se noi siamo inermi, chi li protegger? Gi il padre non potevano vederlo n contento n triste: via via che crescevano e facevano domande fu raccontata loro la versione ufficiale, quella di Bertram Tupra, quella del Foreign Office o della Corona; un caduto alle Falkland, uno dei morti di quella guerra piccola e poco eroica, uno degli uomini che persero la vita laggi e che nessuno ricorda, in quellassurdo conflitto conclusosi con disonore dei militari argentini e a maggior gloria della superba Thatcher, che seppe trarne profitto. Uno sciupio di vite, tanti morti sprecati, come sempre succede.
 Erano trascorsi sessantacinque minuti dallarrivo del banderillero ai tavolini del caff quando andai di nuovo a vedere; con gli occhi pieni di lacrime non avrei visto nulla, avevo aspettato che il pianto passasse e mi ero lavata bene la faccia, quel pianto era durato parecchio. Sessantacinque minuti e lui era ancora l. Il telefono aveva suonato di nuovo, dieci squilli, quelluomo stava provando discretamente, non insisteva di continuo. Quella lunga pazienza mi commosse. Gli interessava cos tanto vedermi, si era fatto davvero tante illusioni? Aveva tanto ripensato a me in ventanni, dopo una scopata fugace e casuale, per lui nemmeno inaugurale, perduta nella notte dei tempi ancora da cominciare? Esitai un momento. In fondo non era andato via, avevo ancora la possibilit di scendere, di inventarmi una scusa per limperdonabile ritardo e fare quattro chiacchiere con lui. Mi aveva fatto pena la sua lealt. Doveva avere ben poco da fare, per regalare pi di unora a una perfetta sconosciuta, a un fantasma del passato che ormai poteva essere grassa e sformata anche lei, invecchiata e disperata al punto da cercare lui. Esitavo, esitavo. E mi dibattevo in quel dubbio tardivo quando lo vidi chiedere il conto alla cameriera, settanta minuti dopo lora fissata per il mancato incontro al quale era arrivato cos puntuale. Pag, si alz, scambi qualche parola con la ragazza (a disagio per quellattesa vana, forse le diede una spiegazione), gett un ultimo sguardo tuttintorno, si sistem meglio il cappello, allacci il bottone della giacca e se ne and in direzione del Palazzo Reale, verso calle Bailn, a passo tranquillo, o molto lento, o forse vinto e deluso.
 Non mi chiam pi. Non cerc di prendere un nuovo appuntamento, o di sapere se me ne ero dimenticata o se lui aveva sbagliato giorno, ora o luogo. Non volle accertarsene, e nemmeno mettermi in imbarazzo chiedendomi se ero stata affacciata a un balcone di calle Pava, se io ero stata io. Gli bast quanto era accaduto, o lo cap.
 S, arrivarono il 1990 e il 91 e il 92, questultimo con i suoi grandi festeggiamenti e i suoi giochi olimpici e il suo ottimismo generalizzato, in una Spagna che allimprovviso si fingeva paese prospero. Ma per me quello fu il decimo anno dalla partenza di Toms, dal nostro addio temporaneo allaeroporto di Barajas, il 4 aprile. Mi parve inverosimile che mi fosse sfuggito un decennio, quel giorno era lontano e vicino, vicino e lontano, ma quando era vicino sembrava laltro ieri. In settembre avevo compiuto quarantanni e non riuscivo a crederci, mi sentivo molto pi vecchia e molto pi giovane, come una donna senza et che avesse gi attraversato tutto quello che le tocca attraversare mentre in realt non ha percorso che un tratto molto breve, con una vita insieme finita e non completamente cominciata, nubile e vedova e sposata insieme, con quella vita sospesa o interrotta o stranamente rinviata. Era come se per me il tempo non fosse veramente passato, anche se il tempo scorre sempre, sempre, anche quando ci illudiamo che ci aspetti o che ci conceda benevolmente una tregua. Centinaia di migliaia di persone rimangono fissate nelladolescenza o nella giovent, si rifiutano di abbandonarle e rimangono eternamente nella convinzione che per loro tutte le possibilit siano ancora aperte e che nulla sia toccato dalle rughe del passato perch il passato non  ancora arrivato; come se il tempo avesse dato loro ascolto quando una volta, distrattamente, senza neppure troppa convinzione, gli hanno detto: Fermati, non correre, fermati, che ci devo pensare.  una malattia cos diffusa che oggi non la si percepisce neppure come tale. Non era affatto il mio caso, per me si era aperta una parentesi nel 1982 e non trovavo mai il momento giusto per chiuderla. Nei miei corsi avevo dovuto affrontare Faulkner (superficialmente), e mi era capitato di leggere che in unintervista, quando gli venne chiesto come mai le sue frasi fossero cos lunghe, chilometriche, interminabili, lui aveva risposto: Perch non sono mai sicuro di arrivare vivo a cominciare la prossima o qualcosa di simile. Forse a me succedeva la stessa cosa con quella parentesi infinita: chiuderla per me voleva dire morire, o meglio, uccidere. Uccidere definitivamente Toms. Non potevo rinunciare ad affacciarmi ogni tanto al balcone, alluno o allaltro, soprattutto al tramonto, al calar del buio, per osservare la vastit della piazza  la parte compresa nel mio campo visivo  cercando di avvistare e discernere la sua figura, la sua figura familiare, che tornava a piedi verso casa, o scendeva da un taxi davanti alla chiesa dellEncarnacin; e ogni volta che vedevo un uomo con una valigia o una borsa da viaggio (cosa non infrequente dato il gran numero di turisti nella zona), correvo trafelata a prendere il binocolo di cui mi ero servita per spiare Esteban Yanes e lo rivolgevo assurdamente verso lindividuo in questione, pensando sempre che se Toms fosse tornato dopo unassenza cos lunga qualche bagaglio doveva pur averlo. E dimenticavo, con sciocca irrazionalit, che la sua figura, se non era sottoterra o in fondo al mare, poteva ormai essere tutto tranne che familiare, poteva essere diventata irriconoscibile come quella del banderillero paziente e conformista e leale.
 Era un atto superstizioso, al quale una mattina contribu anche Jack Nevinson, verso lora di pranzo. Come ogni domenica dalla morte di sua moglie, Jack quel giorno era a pranzo da noi. Guillermo ed Elisa (il bambino doveva avere gi tredici anni) erano usciti a giocare ai Giardini di Sabatini o a Campo del Moro e ritardavano al massimo il ritorno. Anche se n io n lui lo sospettavamo, a Jack rimaneva poco da vivere: due mesi dopo quella domenica fu colpito da un infarto notturno e mor. Quando gli feci la solita telefonata mattutina di controllo, non mi rispose. Gli lasciai un messaggio in segreteria e tard pi del dovuto a richiamare, quindi presi un taxi e andai alla casa di calle Jenner piena dangoscia o preparandomi gi al dolore, convinta che quello fosse il giorno che non lo aveva visto svegliarsi. Avevo le chiavi ed entrai, e lo trovai steso sul pavimento vicino al letto, con il suo pigiama chiaro e una mano aggrappata alla vestaglia di seta scura che non era arrivato a mettersi, come se fosse caduto cercando di raggiungerla o forse di alzare il telefono che aveva sul comodino, in questo caso per chiamare me, con ogni probabilit. Lattacco era stato cos fulminante, cos paralizzante, che non ce laveva fatta, doveva essere scivolato mentre si protendeva. O forse aveva cercato il freddo del parquet prima di morire, la frescura ci d sollievo quando stiamo male. Forse fu cos, aveva cercato di sottrarsi al calore accumulato fra le coltri e non aveva neppure provato a chiedere aiuto n a salvarsi. Ci sono persone che quando viene la loro ora sanno accettarla e pensano con il loro ultimo pensiero che va bene cos o non va tanto male, che ormai pu bastare e non ha senso combattere, sforzarsi di tirare avanti ancora per qualche mese o per qualche settimana. Sono poche le persone che hanno questa forza danimo, ma alcuni ce lhanno, a volte vorrei essere come loro, o lo volevo allora, quando questo successe. Con la morte di Jack, Miss Mercedes gi defunta da anni e i fratelli di Toms lontani, fu come se il mio lungo legame con i Nevinson si fosse definitivamente sciolto. Per quanto i miei figli portino questo nome e continueranno sempre a chiamarsi Guillermo ed Elisa Nevinson.
 Sui miei biglietti da visita, invece, non si legge pi Berta Isla de Nevinson, da tempo  scomparsa per le donne sposate lusanza di portare il cognome del marito come se fossero una sua propriet. Pubblicamente sono tornata Berta Isla e basta. Nel mio ricordo e nella mia immaginazione, invece no.
 Ma quella domenica Jack stava bene, non cera alcun indizio che potesse preoccuparci. Mi aveva chiesto un bicchiere di vino bianco e si era seduto al suo solito posto, dove in realt la maggior parte degli ospiti (non erano tanti) tendeva a sedersi, lo stesso da dove Miguel Ruiz Kindeln mi aveva spaventata come mai in vita mia, molti anni prima. Teneva la mano appoggiata su un bastone leggero che si era comprato da poco. Me lo aveva mostrato molto soddisfatto: il pomo si svitava permettendo di estrarre un punteruolo stretto e acuminato, il bastone si trasformava cos in una specie di piccola lancia o di piccolo arpione, che per di pi aveva laria di poter essere lanciato, unarma senzaltro mortale.
  Con linsicurezza che c oggi nelle strade,  mi aveva detto,  non si sa mai, si pu aver bisogno di un mezzo dissuasorio. Io non posso pi difendermi a pugni o mettermi a correre. Mi prenderebbero come un coniglio. Che dico, come una lumaca.
  Ma ci si mette tanto a svitarlo, a quanto vedo,  obiettai,  che prima che tu liberi larma, riuscirebbero a bloccarti. O, peggio, a strapparti il bastone per usarlo contro di te.
  Be,  si strinse nelle spalle,  serve se vedi arrivare il pericolo con un po di anticipo, e io ho locchio vigile. Allora avrei il tempo di svitarlo e mostrargli lo spiedo. Vero che fa paura? E deve far male.
 Bisognava dare molti giri al pomo di quel bastone, non ci vedevo una vera utilit. Ma se lo faceva sentire pi protetto, o se semplicemente gli piaceva lidea, andava bene.
  Ti ricordi quando Toms era stato ferito da certi muggers londinesi, anni fa? Gli avevano fatto un bel taglio, uno sfregio in faccia, e poi la cicatrice gli era sparita del tutto, come se non gli fosse mai successo niente. Una cosa misteriosa. Chirurgia plastica del Foreign Office, aveva detto, se non ricordo male. Cos mi aveva raccontato allora, va a sapere che cosa gli era successo veramente.
 Jack appoggi entrambe le mani sul mortifero pomo metallico, e su di esse il mento con la fossetta, che con la vecchiaia gli si era fatta pi profonda.
 Rimase pensieroso e mi rispose:   stato sempre un mistero tutto quanto riguardava Tom .
 Mi accorsi subito del tempo verbale: non aveva detto fu, come quando si parla di unazione definitivamente conclusa (e anche per una persona che non c pi), ma  stato.  Da quando  andato a Oxford, intendo, o da quando ha finito gli studi.
 Mi domando se non fosse stato un errore da parte mia insistere perch studiasse in Inghilterra. L deve essergli successo qualcosa. Qualcosa che lo ha cambiato, non so che cosa. A te lo ha mai detto?  Continuava a non usare il passato remoto, che  il tempo normale per riferirsi a un morto. Certo, lo spagnolo di Jack Nevinson era ben lontano dal potersi definire perfetto, malgrado avesse passato quasi tutta la vita qui. Fra noi alternavamo le due lingue, parlavamo a volte in una e a volte nellaltra, a seconda di come gli era pi comodo.
  Ma come potevo sapere che gli sarebbe successo quello che gli  successo? Tu ne sai niente?  Ripet la domanda, come se gli fosse difficile credere il contrario.
  No, Jack,  risposi.  Toms  sempre stato ermetico con me. Ha sempre sostenuto che non era autorizzato a rivelare i suoi compiti, n le sue destinazioni, niente. Diceva che se mi avesse raccontato qualcosa avrebbe commesso un illecito, avrebbe violato lOfficial Secrets Act o come si chiama la legge alla quale era soggetto, e questo nessuno pu farlo senza subire gravi conseguenze. Addirittura una volta congedato, silenzio fino alla morte, immagino che ancora oggi chi infrange questa legge venga accusato di alto tradimento. Certo, tutto questo me lo ha detto dopo avermi confessato per che cosa lavorava in realt. Ma nemmeno prima mi raccontava mai nulla, e devo ammettere che alle questioni diplomatiche io prestavo poca attenzione . 
 Rimasi in silenzio qualche secondo, immersa nei ricordi, e aggiunsi:  Per hai ragione, deve essergli successo qualcosa a Oxford, verso la fine. Il cambiamento lo avevo notato anchio. Perfino prima che ci sposassimo. Devono averlo reclutato allora. Si era assunto delle responsabilit che mai avrebbe immaginato quando era partito. Aveva cominciato a condurre una doppia vita, e in entrambe doveva fingere e nascondere. Ce n abbastanza per modificare il carattere di chiunque, no?
  S, abbastanza,  disse Jack.  E tuttavia, tuttavia... Ho sempre pensato che ci sia stato dellaltro. Tom  troppo misterioso,  insistette, e questa volta non disse neppure  stato, ma .
  Perch dici ?
 Jack alz il mento dal bastone, sorpreso, ma tenne le mani sul pomo, sembrava che si stesse affezionando a quella posizione.
  Ho detto ?
  S,  troppo misterioso, lo hai appena detto.
 Lui guard fuori, verso gli alberi, con gli innocenti occhi azzurri persi nei suoi pensieri.
  Ah, s. Pu darsi. Non lo so,  disse.  Immagino che non ci si abitui mai allidea che un figlio, che abbiamo visto cos minuscolo e insieme cos pieno di vita, non ci sia pi. Da quando nasce un figlio, siamo sicuri che quel bambino ci sopravvivr, che non ci toccher vederlo morire. E poi devi considerare che in fin dei conti io non lho visto morire, non ho mai visto il suo corpo n lho sepolto . Subito rettific.  Questa  la risposta facile. Ma non si tratta solo di questo, Berta, perch mentirti? Io sono il primo a volere che tu ti rifaccia una vita e lo dimentichi. Con un altro uomo, intendimi. Non voglio che la minima incertezza possa legarti o che il suo ricordo ti sia di peso. Per Tom  cos misterioso, cos sfuggente e camaleontico,  sempre stato cos inafferrabile fin da piccolo, che non riesco a credere che sia morto davvero. Chiamalo come preferisci: intuito paterno, presentimento, sospetto, scetticismo nei confronti della versione ufficiale, wishful thinking (non so mai come dirlo in spagnolo). Forse negazione della realt. Ma  un mio diritto, noi vecchi ce lo siamo guadagnato. Non ci rimane pi molto tempo e la realt ormai ci tocca poco, si disinteressa di noi e ci ignora. Le carte le abbiamo gi quasi tutte giocate e non ci aspettiamo grandi sorprese. E siccome la realt ci sta voltando le spalle, noi possiamo fare la stessa cosa con lei e negarla quando ci conviene. Se ce ne lascia la possibilit, certo, non  nemmeno il caso di delirare. Io non nego che Mercedes sia morta, ovviamente no. Ma ho la sensazione che Tom sia vivo da qualche parte. Che sia in fuga, che se ne stia nascosto, che viva sotto unaltra identit. Magari con il volto modificato da uno di quegli interventi chirurgici, tutto pu essere. Non lo so e non so perch. E probabilmente non ne avr mai la certezza, a meno che improvvisamente non venga ritrovato il corpo, allora s, dovrei accettare il fatto compiuto. Ma non credo che ricompaia prima della mia morte. Se  rimasto nascosto per dieci anni, nulla impedisce che gli anni diventino quindici, o venti, finch non sar dimenticato tutto quello che c da dimenticare. Alla fine tutto si dimentica, o perde di importanza per quelli che vengono dopo, quelli che ci succedono. Evidentemente, io morir senza sapere nulla con certezza. Da una parte  un peccato. Dallaltra  un bene, perch nessuno potr dissuadermi dalla mia idea, e quella me la terr.
 Mi sentii stringere il cuore. Anche lui ha fatto le sue congetture,  pensai.  Quanti anni passati a elaborarle.
  Davvero hai questa sensazione?  gli chiesi.
 Jack distolse gli occhi dagli alberi e mi guard. Era il suo sguardo limpido di sempre.
  Davvero, davvero, davvero?  
 Tacque un istante, come se esitasse. 
  Forse non dovrei dirtelo, Berta, perch non posso fondarmi su nulla. Non credere che io sappia qualcosa che tu non sai, non  cos. Ma quello che ho  qualcosa di pi di una sensazione.  una convinzione.
 Probabilmente aveva ragione, probabilmente non solo i vecchi, ma tutti noi vivi, abbiamo il diritto di respingere quelle parti di realt sulle quali non vi  certezza e che ci amareggiano o ci rattristano, o ci tolgono ogni speranza, o semplicemente non ci piacciono. Possiamo sempre dire A me non risulta di quello che non ci risulta, e in realt  molto poco quello che ci risulta, voglio dire che quasi tutto quello che sappiamo lo sappiamo perch ce lo hanno raccontato altre persone, oppure i libri, i giornali e le enciclopedie, oppure  stato consegnato alla storia attraverso cronache, archivi e annali, ai quali diamo credito in quanto li sappiamo antichi e consolidati, come se non si fosse mentito e travisato il vero nei tempi passati e non avessero prevalso le leggende. Noi non assistiamo a quasi nulla, non vediamo quasi nulla, non siamo in grado di affermare quasi nulla con certezza, anche se lo facciamo di continuo. Ne consegue che non  difficile negare un fatto o lesistenza di qualcosa quando si preferisce negarli, lopacit del mondo e la sua pessima memoria (labile, dubbiosa, mutevole) ce ne porgono la possibilit su un piatto dargento. Se qualcuno che ammiriamo o che amiamo commette unazione indegna, il pi delle volte possiamo dire: No, non era lui, non era lei, questo non  da lui. Mi era sembrato lui ma probabilmente mi sbagliavo. Non ho visto bene, era buio e avevo lanimo alterato, la prospettiva non era delle migliori ed ero senza occhiali. Lho confuso con un altro che gli assomigliava, sar stato questo.
 Come si pu non pensare allora che un figlio scomparso, il pi giovane, possa essere ancora vivo da qualche parte? Priamo aveva visto con i suoi occhi morire il suo primogenito, Ettore, trafitto col ferro, per questo and a supplicare Achille di restituirgliene il corpo trascinato e malridotto; se giunse a umiliarsi fino a quel punto fu perch aveva la certezza, perch lo sapeva. Ma se non lo avesse visto, se gli avessero solo dato la notizia che Ettore era caduto in singolar tenzone su un campo lontano, forse ne avrebbe atteso il ritorno, forse avrebbe potuto sperare in un errore dei testimoni, nel fatto che avessero visto male o avessero dato troppo frettolosamente per scontato il fatto, e nulla gli avrebbe impedito di attendere la propria imminente morte in uno stato di incertezza. Non per niente esistono certi verbi: confermare, constatare, provare; verificare, riaffermare, assicurare; e accertarsi. Non sono superflui e non stanno l per figura, rispondono a delle necessit.
 Io non potevo dare alcuna conferma a Jack Nevinson e nemmeno smentirlo, non si smentiscono le sensazioni, meno che mai le convinzioni. Per mi astenni dal dirgli quali fossero o fossero state le mie, con speciale intensit nel 1988, poi si erano placate. Avrei dovuto raccontargli il vecchio episodio dei Kindeln, che a lui e a sua moglie avevo sempre tenuto nascosto per non allarmarli e non preoccuparli. Era stato quello, certamente, pi di una volta, a darmi motivo di temere, di sospettare, che Toms fosse stato impegnato in missioni poco pulite in Irlanda del Nord; e la gente di l, che vedevo cos furibonda e piena dodio, mi faceva pi paura di ogni altra cosa. Non solo i membri dellIra e gli unionisti armati, ma la popolazione civile; la immaginavo posseduta dalla violenza e dallansia di vendetta come la nostra, in Spagna, negli anni Trenta del secolo scorso, che non mi abituo a chiamare scorso perch  il mio e io sono presente. (O come i baschi di allora, degli anni Ottanta, quella parte che era dominata dallEta). LUnione Sovietica, Cuba e la Germania Est, che erano altri scenari nei quali potevo collocare Toms a partire dalla mia assoluta ignoranza, non mi incutevano lo stesso panico, forse irragionevolmente. Potevano essere pi pericolosi, per io pensavo che l, almeno, la gente comune non intervenisse, tanto era soggiogata.
 Il 19 marzo del 1988 aveva avuto luogo il tragico episodio che divenne noto come luccisione dei Caporali o Corporals killings in lingua inglese, la lingua che parlavano tutti i soggetti coinvolti, vittime, assassini e testimoni. Tre giorni prima, a Belfast, durante i funerali di tre membri dellIra uccisi dalle truppe britanniche mentre stavano per mettere a segno un attentato, un paramilitare unionista, tale Michael Stone, aveva attaccato il corteo funebre con pistole e bombe a mano uccidendo alcuni dei presenti, fra i quali un altro membro dellIra, Caoimhn Mac Brdaigh o Kevin Brady.  comprensibile quindi che le esequie di questultimo si svolgessero in un clima di tensione, paura e sospetto. Per non infiammare ulteriormente gli animi, la polizia aveva deciso di farsi da parte e permettere che la cerimonia si svolgesse senza vigilanza. Il servizio dordine era costituito da un buon numero di membri dellIra e della Provisional Ira, ed erano presenti anche parecchi giornalisti e una troupe televisiva. Solo che per errore, o perch non al corrente delle ultime disposizioni, due caporali dellesercito britannico in borghese, a bordo di una Volkswagen Passat color argento, irruppero nellarea del corteo, alla testa del quale avanzavano alcuni taxi neri. La folla si sent aggredita e pens che gli occupanti del veicolo fossero paramilitari dellUlster Defence Association, come quello Stone da cui il defunto era stato ucciso tre giorni prima. Lautomobile dei caporali, disorientata e senza margine di manovra, nel tentare di ritirarsi sal sul marciapiede, seminando il panico e scatenando la furia dei presenti. Alla fine si vide circondata, bloccata dai taxi, mentre la folla, dopo avere infranto i vetri, cercava di strappare dallabitacolo i due militari, uno dei quali, Derek Wood, di ventiquattro anni, sporse dal finestrino unarma corta, una pistola o un revolver, ed esplose un colpo in aria che obblig la massa a retrocedere. Ma solo momentaneamente. Subito dopo, mentre la collera cresceva, la folla riusc a tirare fuori dallautomobile i due caporali, Wood e David Howes, che aveva un anno in meno del collega, e li gett a terra, dove vennero percossi e presi a calci. Una giornalista raccont listante in cui entrambi si videro perduti, disse che uno non gridava n si lamentava, si limitava a fissarci con occhi terrorizzati, come se fossimo tutti nemici in un paese straniero dove nessuno avrebbe capito la sua lingua se avesse chiesto aiuto. Poi i due furono trascinati in un campo sportivo l vicino, dove un gruppo di uomini li spogli lasciandoli in mutande e calzini. Secondo la Bbc vennero anche torturati. Un sacerdote cattolico redentorista, padre Alec Reid, cerc di intervenire e di far chiamare unambulanza, ma venne allontanato e minacciato con unarma da fuoco. Intanto il linciaggio continuava. I caporali furono gettati al di l di un muretto, oltre il quale era in attesa uno di quei taxi neri molto capienti, come quelli londinesi, che part a grande velocit. A bordo cerano i soldati vittime del linciaggio e due o tre individui, oltre al conducente. Luomo seduto accanto al posto di guida fu visto alzare il pugno fuori dal finestrino un paio di volte, in un rabbioso gesto di trionfo. Oggi  possibile vedere su YouTube una parte della scena, quanto riuscirono a filmare gli operatori televisivi prima che la folla, consapevole di ci che stava per succedere, impedisse loro di continuare, scostando le telecamere a spintoni. Il gesto del pugno si distingue chiaramente,  quello di chi fugge con un bottino promettente.
 La promessa non tard a compiersi, o cera fretta affinch si compisse. Il taxi non si allontan di molto, meno di duecento metri, fino a un terreno non edificato dove, una volta accertata lidentit degli assalitori, questi vennero giustiziati, secondo il comunicato della Brigata Belfast dellIra diffuso poco dopo. Il termine non si sposa molto bene con lo stato del cadavere di Wood, quello che aveva sparato in aria vedendosi circondato dalla folla: presentava sei ferite darma da fuoco, due alla testa e quattro al petto, quattro pugnalate nella zona posteriore del collo e molteplici ferite in altre parti del corpo. Padre Alec Reid aveva seguito il taxi a piedi prevedendo il destino dei due caporali, nella speranza di scongiurarlo. Ma quando arriv sul posto era gi troppo tardi (lintero incidente era durato dodici minuti), e si limit a somministrare lestrema unzione ai morti, appena spirati. Un fotografo cattur quel momento, e la fotografia divenne cos famosa che la rivista Life la scelse tra le migliori immagini degli ultimi cinquantanni, e dire che cinquantanni  la met di un secolo. Si vede padre Reid inginocchiato, con una specie di impermeabile o giacca a vento con la cerniera lampo, accanto al corpo insanguinato e seminudo del caporale Howes, il pi giovane dei due. Il sacerdote guarda verso lobiettivo, o meglio, verso il fotografo (forse cercando un altro essere umano capace di condividere la sua desolazione e di comprenderla), con unespressione dimpotenza o di modestia, come se in fondo sapesse che a nulla possono servire ormai al cadavere quegli ultimi riti che gli sta prestando. Ma  lunica cosa che sa fare, e c chi sente il bisogno di fare qualcosa, anche davanti allirrimediabile.
  superfluo dire che nel 1988, quando questa immagine usc sui giornali, non potei fare a meno di ricordare quellaltra di cui dicevo e che non ho mai ritrovato, nemmeno su Internet. Meglio cos, del resto: era molto pi intollerabile. Non so perch, ma quando una folla inferocita uccide, prima strappa sempre alla vittima i vestiti, forse per umiliarla o per pura furia o per farla sentire pi inerme, o per annunciarle quello che la attende, o animalizzarla. Vedere le fotografie di quei caporali uccisi era stato per me un cattivo presagio, se si pu definire presagio qualcosa che, ammettendo che fosse davvero accaduto, avrebbe ormai fatto parte necessariamente del passato, forse lontano. Considerata la rabbia collettiva che agitava lIrlanda del Nord, non avevo dubbi che se Toms si fosse trovato l, facendosi passare per irlandese o addirittura per un membro dellIra; se si fosse guadagnato la fiducia di alcuni di loro per incastrarli o denunciarli e fosse stato scoperto, qualcosa di non molto diverso da quello che avevano subito i due caporali, e altri soldati britannici e forse qualche agente infiltrato per non parlare dei confidenti, sarebbe toccato anche a lui. Solo che il suo corpo trucidato e seminudo non sarebbe stato lasciato sotto gli occhi di tutti perch servisse di lezione oppure come trofeo o messaggio o dimostrazione di forza, e ancor meno sarebbe stato permesso che un prete lo aiutasse nel viaggio verso laltro mondo. Lo si sarebbe sepolto segretamente in una notte senza luna nel mezzo di un bosco, lo si sarebbe gettato in mare o nel Lough Neagh legato con pesanti catene perch non riemergesse pi; lo si sarebbe dato in pasto ai cani o ai maiali, lo si sarebbe fatto a pezzi o bruciato fino a trasformarlo in cenere che si posa sulla manica di un vecchio e che questi soffia via. Lo si sarebbe fatto sparire, lo si sarebbe sottratto ai suoi superiori e ai famigliari, per inasprire il castigo, sarebbe stato sottratto a me, moglie sconosciuta e distante, Berta Isla. Non ci sarebbe stata piet per lui, solo accanimento, sarebbe stato un reietto dalluniverso, come i suoi resti e anche le sue tracce, come se mai avesse camminato sulla terra n attraversato il mondo. Cos come nel corso della storia sono state rase al suolo intere citt, annientandone gli abitanti affinch non ve ne fosse discendenza, ed essendo impossibile ucciderli due o pi volte, come avrebbero voluto i loro aguzzini, li si  puniti con la soppressione di ogni traccia e la cancellazione del ricordo. Cos come esiste lodio per un luogo, lodio spaziale, che conduce alla riduzione in macerie e addirittura al livellamento del terreno (una cosa malsana, lavversione per i luoghi), esiste anche lodio biografico, lodio per la persona. Non solo la si mette a morte, ma si cancella ogni segno della sua nefasta esistenza, la si annulla come se non fosse mai nata n vissuta n morta e non avesse percorso alcun tragitto; come se non avesse fatto niente, nel bene come nel male, e fosse stata solo una pagina bianca o uniscrizione illeggibile, qualcuno di cui non resta nulla da nessuna parte, come se non fosse stato nessuno. Questo poteva essere stato il destino di Toms, affondare nella nebbia di ci che  accaduto e non  accaduto, nella nera schiena del tempo, inghiottito dalla gola del mare. E diventare questo: un filo derba, un granello di polvere, una raffica breve, una lucertola che corre su un muro destate, una colonna di fumo che finalmente si spegne; o una neve che cade e non rimane. 
 Non potevo parlare a Jack Nevinson di quei timori del 1988 e di quelli precedenti, n dei Kindeln, n dellIrlanda del Nord n dellIrlanda. Forse lo avrebbero fatto dubitare, avrebbero scalfito la sua convinzione, non avrebbe avuto senso, era vecchio, ormai, era solo, ed  bene aggrapparsi a qualcosa quando si  vecchi e soli, al pi insignificante aspetto della giornata o se no a una fantasia. Quando mor, un paio di mesi dopo, mi fu di conforto sapere che non gli avevo detto una parola. Cos, cadendo dal letto in pigiama poteva aver pensato che il suo misterioso figlio minore era vivo e sarebbe tornato, anche se lui non lo avrebbe pi rivisto. E quando alla sua morte io rimasi un po pi sola (ma i miei figli furono sempre con me in tutti quegli anni, e anche qualche altro uomo che venne per non durare e non rimanermi accanto), non potei non sentirmi contagiata dalla sua sensazione, dalla sua convinzione basata sul nulla. Il 1988 si era ormai dissipato e con quellanno ci che era avvenuto a Belfast ai caporali Wood e Howes, mezzo linciati dai partecipanti a un corteo funebre e poi assassinati da svariate insaziabili mani che sentirono il bisogno di ucciderli dieci volte, con quattro pugnalate e sei colpi darma da fuoco. S, quellapprensione si and affievolendo e quel che mi aveva detto mio suocero, invece, rimase. Per questo, e per la superstizione che spesso mette radici e diventa riflesso automatico (come toccare ferro, o un tempo farsi il segno della croce), continuavo ad affacciarmi a uno dei balconi, di tanto in tanto, soprattutto al tramonto, al calar del buio, allalba quando lalba mi coglieva sveglia, e scrutavo plaza de Oriente dove Velzquez dipinse Las Meninas, con il binocolo o senza, e calle San Quintn e calle Lepanto, dove sorgeva la Casa de las Matemticas, e plaza de la Encarnacin, e la corte antistante al Palazzo Reale con i suoi molti visitatori, sperando di scorgere da qualche parte una figura familiare trasformata dal tempo e dalle tribolazioni. O forse da una vita migliore di quella che avrebbe potuto vivere con me, con unaltra donna e altri figli. Toms mi si era rivelato, in effetti, troppo misterioso, e nel regno delle chimere tutto  possibile.

 PARTE OTTAVA 
  Lei non immagina, Mr Southworth, la quantit di volte che ho ripensato ci che pensavo nel momento in cui decisi quello che avrei fatto, circa ventanni fa, non  vero?
 Tom Nevinson non era molto pi giovane del suo ex tutor, ma continuava a dargli rispettosamente del lei come ventanni prima.
 Ci sono casi in cui proprio non  possibile passare al tu, con i professori, per esempio, soprattutto se nel tempo intercorso professore e allievo non si sono pi rivisti, se non c stata continuit.
  Che cosa pensavi?  gli chiese Mr Southworth, forse per cortesia pi che per vera curiosit.
 Non si era ancora riavuto dalla sorpresa di quella visita non annunciata, senza neppure una telefonata di preavviso; dallinaspettata irruzione di quelluomo di mezzet che diceva di essere Toms Nevinson, cos diverso dal ragazzo che lui ricordava. 
 Mr Southworth aveva i capelli quasi del tutto bianchi, ora, prematuramente bianchi, per il resto non era molto cambiato. Occupava le sue stanze di sempre al St Peter s College, era ancora molto abile nel disporre le onde della sua toga nera che gli ricadeva a cascata intorno alle gambe, senza mai impigliarvisi, e che il professore si ostinava a indossare per i suoi tutorials e per fare lezione, sebbene questuso cominciasse a essere malvisto negli anni Novanta che annunciavano il nuovo rancoroso secolo: un simbolo di autorit e di spirito elitario. Tutto cominciava a essere malvisto, qualunque segno di cortesia, di distinzione o di cultura era sentito come unoffesa. Ma Southworth era di natura cortese, distinto e coltissimo, cos come lo era, ancora di pi, il Professor Wheeler (sarebbe divenuto Sir Peter Wheeler di l a poco), e non era disposto a contravvenire al suo modo di essere per accontentare una massa manipolata, educata al vittimismo congenito e incoraggiata a coltivare il complesso di inferiorit come lasciapassare, alibi e motore dellesistenza.
  Le sembrer eccessivo, una pretesa di chiaroveggenza da parte mia,  rispose Tom Nevinson,  ma in quel momento avevo la certezza che quella decisione avrebbe condizionato la mia vita, come poi  stato. Non i giorni, n i mesi e neppure gli anni successivi, ma tutto il resto della mia vita a partire da quellistante, e dire che il mio percorso era appena incominciato, lei mi conosceva e un po ricorder comero. Non ha idea di come sono oggi. Quello che pensavo, e che mi sono ripetuto spesso, fu questo: Ci che ora sar, sar sempre. Sar chi non sono, sar fittizio, sar uno spettro che va e viene, che si allontana e ritorna. E accadr, sar mare e neve e vento. Me lo sono ripetuto per averne conferma . 
 Rimase in silenzio, guardando intorno a s con occhi sconcertati e intensi, la stanza accogliente piena di libri dove aveva passato tante ore di lezione in un tempo che sembrava lontano secoli, come se non riuscisse a credere allimmutabilit di quel luogo dopo i suoi anni di erranza, e per di pi come se si fosse reso conto che le sue parole erano del tutto prive di senso per Mr Southworth, che non sapeva nulla.
 A suo tempo non lo aveva informato della sua successiva conversazione telefonica con Wheeler, o lo aveva fatto solo per sommi capi. E neppure dellincontro con i suoi reclutatori, Tupra e Blakeston, n delle condizioni che questi gli avevano posto. Una era che prendesse servizio immediatamente, e laltra era che non ne parlasse con nessuno. Avrebbe lavorato per i servizi segreti e sarebbe stato addestrato da loro, e da quel preciso istante tutto doveva diventare tale, segreto. Nevinson era passato a salutare Mr Southworth un paio di giorni dopo, e riguardo al problema di cui il suo tutor era a conoscenza si era limitato a dire:  Aveva ragione lei, Mr Southworth, la ringrazio. Il Professor Wheeler mi  stato daiuto. Mi ha consigliato bene ed  gi tutto risolto. La polizia non mi disturber pi, ha visto che io non centro con la morte di quella povera ragazza.
  E quel Morse?  gli aveva chiesto Southworth.  Sembrava capace e meticoloso.
  Non si preoccupi, anche con lui  tutto chiarito. Ho avuto la consulenza di un legale, e il Professore  molto convincente.
  Hanno trovato il colpevole?
  Non che io sappia. Ma lo troveranno, suppongo .
 Mr Southworth era discreto e non volle insistere, n indurlo a parlare. Semmai avrebbe chiesto a Peter, con cui era in confidenza, per lui Wheeler era Peter. E lo aveva fatto una settimana dopo, quando si erano incontrati nella Senior Common Room della Taylorian, ma Wheeler non gli aveva dato molte spiegazioni, come se fosse acqua passata, una piccola noia superata:  Ah, il giovane Nevinson,  gli aveva detto.  Niente. Un errore, un malinteso, uno spavento. Sar gi a Madrid, ormai, sotto lala di Starkie. O star per partire .
 S, luomo non pi giovane che diceva di essere Tom Nevinson e che di sicuro lo era (perch mai avrebbe dovuto farsi passare per un suo ex allievo dopo ventanni? perch avrebbe dovuto mentirgli in modo cos sciocco?), luomo che si era presentato nelle sue stanze al St Peter s con lo sguardo febbrile e un aspetto sconvolto, come se avesse appena visto un fantasma o fosse uscito dalloscurit di un lungo e profondo inganno, o avesse percorso un calvario o superato unordalia, si rese conto che Mr Southworth non sapeva quasi nulla. E tuttavia continu. Era stato difficile cominciare; ora che lo aveva fatto non avrebbe perso lo slancio, bench fosse uno slancio pieno daffanno, ai limiti dellincoerenza.
  E mi ricordavo anche di due versi che avevo letto per la prima volta poco prima: Polvere sospesa nellaria indica il punto in cui fin una storia.
 Prima che lui potesse aggiungere altro, Mr Southworth, che era uomo di molte letture, ne cit la fonte con naturalezza, senza saccenteria, come chi riconosce un passo della Bibbia.
  Capisco. Eliot. Little Gidding, se non ricordo male.
  S. Lo avevo letto per caso, saltando qua e l, in modo frammentario, non per intero. Da molto tempo ormai lo so a memoria, dal principio alla fine. E in quel momento mi dissi anche: Qui  finita la mia, di storia. Che cosa mi attende, visto che sono ancora qui, e ora  sempre. Questa  la morte dellaria. Ma si sopravvive.
 Questo fu quello che pensai, Mr Southworth, e mi dissi che era una fortuna e al tempo stesso una disgrazia -.
  Sono pi o meno le cose che dice Eliot, no?
 Questa volta Toms non glielo conferm, era preso dai suoi pensieri e troppo alterato, i suoi occhi si sperdevano o si concentravano continuamente, per pochi secondi erano vivi, rivolti verso il suo ex professore e tuttintorno, e poi subito gli si facevano smorti, diretti verso linterno, verso un ricordo o molti ricordi alla rinfusa, verso il nulla.
  Si sopravvive a quella morte, Mr Southworth. Si sopravvive allaria morta, io lo so e glielo posso dire. Sono cose che ho provato .
 Cav di tasca un fazzoletto e se lo pass sulla fronte e sulle tempie, ma a dispetto dellagitazione non sudava. Il fazzoletto era comparso pulito e piegato, rimase pulito dopo che lo ebbe usato.
   molto difficile mettere fine alla propria vita, se questa non se ne vuole andare.  difficile perfino ammazzare qualcuno, se la vita decide che non  ancora venuto il momento di lasciarlo, se non  disposta a ritirarsi. E anche farsi ammazzare, se ci si oppone con tutte le forze, con la volont, soprattutto. Lei non sa di che cosa  capace la volont quando  sotto attacco, qui a Oxford non pu saperlo. Questo  un posto pacifico, fuori dal mondo.
 Mr Southworth cominciava a lasciare da parte il disagio iniziale e la sorpresa per cercare di mettere a confronto il giovane brillante, le cui doti per le lingue avevano tanto colpito la sua attenzione, e anche quella degli altri docenti, negli anni di universit, con luomo che aveva davanti. Quelluomo aveva pi di quarantanni (dovevano esserne passati pi di venti dallultima volta che lo aveva visto). Aveva barba e baffi brizzolati e si era appesantito, nel corpo come nel viso. I capelli erano striati di grigio e non erano pi abbondanti, li portava pettinati allindietro e non nascondevano le sue considerevoli stempiature. I bei lineamenti del ragazzo si erano involgariti: era come se il naso gli si fosse schiacciato e il mento quadrato gli fosse diventato trapezoidale, come in una caricatura da fumetto vetusto; gli occhi grigi mancavano del brillio occasionale di un tempo, sembravano definitivamente tormentati e opachi, con le iridi pi scure e le pupille sfrenate, un tempo solo penetranti e inquiete; lunica cosa che non era cambiata era la bocca carnosa e ben delineata, anche se in parte coperta dai baffi e ora meno rossa e liscia. Profonde rughe gli segnavano la fronte e gli scavavano le guance, e presentava una cicatrice ormai vecchia sotto langolo sinistro del labbro, molto simile, pens Southworth, a quella che non si era mai cancellata dal volto di Wheeler dopo il lontano incidente automobilistico del 1941, durante laddestramento a Lochailort, sulla costa occidentale della Scozia, gli aveva sentito raccontare quellepisodio. Anche la cicatrice di Nevinson col tempo si sarebbe schiarita (morendo nel suo pallore senza morire mai completamente), strano che entrambi avessero una cicatrice nello stesso punto e con lo stesso percorso, a entrambi tagliava in diagonale tutto il mento.
 Il nuovo Nevinson parlava precipitosamente e in modo un po sconnesso, ma dando al tempo stesso limpressione di essere un uomo risoluto, che non avrebbe perso il filo del discorso quando fosse stato calmo e lucido, in possesso delle sue facolt, ricomposto. E che nemmeno avrebbe avuto molti riguardi, probabilmente. Vi era in lui unespressione esasperata, di impazienza, di stanchezza, di durezza interiore, che il giovane non aveva, a quanto poteva ricordare. Se il giovane era stato leggero e ironico, nelluomo si avvertivano gravit e rabbia, cera poco spazio per lo scherzo. Da molto tempo non aveva pi pensato a quella storia, ma ora si ricord di quanto fosse impaurito il suo allievo, quasi atterrito, dopo la visita di Morse alla quale lui era voluto rimanere presente per proteggerlo. Certo, la soggezione, il disorientamento assoluto e lo spavento si dovevano anche alla mazzata, alla notizia appena ricevuta che la ragazza con cui era stato a letto la sera prima, e altre volte, era stata assassinata poco dopo che lui laveva lasciata per andare a casa. Come si chiamava? Lagente Morse laveva nominata, ed era parso sorprendente che Tom, ora si ricordava, ne avesse ignorato il cognome fino a quel momento. Era una ragazza che lavorava alla libreria Waterfields, nome e cognome cominciavano entrambi per J, qualcosa come Joan Jefferson, o Jane Jellicoe, o forse Janet Jeffries.
 Mr Southworth non aveva letto nulla sui giornali in proposito, ma non cera nulla di strano in questo, lui non li leggeva tutti i giorni, potevano passare settimane senza che avesse il tempo di dare una scorsa ai quotidiani al college, era sempre di corsa, da una riunione a un tutorial, da una lezione a un seminario, e le poche ore che gli rimanevano le dedicava allo studio e alla lettura di migliaia di libri. Era vero che Oxford e gli oxoniensi erano fuori dal mondo, concentrati sulle loro inezie. Poco dopo Tom gli aveva detto che era tutto sistemato e, come la maggior parte dei suoi colleghi, lui non era un uomo curioso del mondo esterno alla congregazione, quanto accadeva fuori delluniversit in realt non lo riguardava. Aveva subito dimenticato lepisodio, lui non conosceva quella ragazza, o almeno non aveva idea di quale potesse essere, gli sembravano tutte uguali; e se ormai la cosa non costituiva una difficolt per il suo allievo, non era affar suo, gli competeva tanto quanto un delitto commesso a Manchester, a Parigi o a Varsavia.
 Luomo che ora aveva davanti non si sarebbe spaventato per questo, per una morte violenta per quanto a lui vicina, e nemmeno per le domande di un poliziotto che tendevano a coinvolgerlo, o almeno non a quel modo. Forse,  pens E. A. Southworth (cos recitava la targhetta sulla porta),  non batterebbe ciglio. Questo individuo ne prenderebbe atto come di uno dei tanti casi del mondo, del mondo sempre uguale a se stesso, del mondo che ora conosce. Che cosa avr visto Tom in tutti questi anni?  ebbe il tempo di domandarsi mentre lo guardava.  Che cosa avr fatto o che cosa gli avranno fatto, per renderlo cos spietato? Poteva diventare un diplomatico in Spagna o un funzionario del Foreign Office, aveva entrambe le vie aperte, con la quantit di lingue che parlava e tutte perfettamente. Ma questa non  la faccia di un diplomatico o di un funzionario.  la faccia di uno sradicato, di un disilluso, probabilmente di un disperato. Ma anche di un uomo spietato.
 Mr Southworth prese una sigaretta e ne offr una a Toms. Questi accett, ciascuno accese la sua con il proprio accendino. Poi il professore disse:  Che cosa ti  successo, Tom Nevinson? Che ne  stato di te per tutto questo tempo? Non so di quale decisione tu mi stia parlando, non ti capisco. Che cosa posso fare per te, ammesso che io possa fare qualcosa? Non che non mi faccia piacere la tua visita, ma perch diamine sei venuto a trovarmi, dopo tutti questi anni?
 Nessuno seppe mai che cosa fosse successo a Tom Nevinson, n che cosa ne fosse stato di lui, non con esattezza, non nei particolari; nemmeno a grandi linee. N dove n con chi fosse stato, di quali missioni avesse avuto la responsabilit, quanto male avesse fatto, quante disgrazie avesse sventato. Lo seppe solo lui, come tutti, in realt (tutti rispetto a se stessi), e in grado minore lo seppero Tupra o Reresby o Ure o Dundas, luomo che rispondeva a tutti questi nomi e ad altri ancora che non si conoscono, cos come Blakeston: i suoi immediati superiori, i suoi reclutatori, i ladri della sua vita gi tracciata. Pu darsi che ne sapessero qualcosa, molto vagamente, anche gli alti comandanti sotto i quali  da supporre che serv: Sir John Rennie e Sir Maurice Oldfield, Sir Dick Franks e Sir Colin Figures, Sir Christopher Curwen e Sir Colin McColl,  difficile che fosse arrivato a essere remotamente agli ordini di Sir David Spedding, che diresse il Secret Intelligence Service pi tardi, dal 1994 al 1999. Ma forse non ne vide mai nessuno n loro furono a conoscenza delle operazioni da lui svolte,  probabile che preferissero sapere il meno possibile di quanto avveniva nei diversi teatri e dei metodi che l venivano impiegati dai loro sottoposti, prudentemente lontani dai loro uffici. Avranno dato istruzioni dallalto e si saranno aspettati di vederle eseguite entro un certo termine, senza sapere chi se ne fosse occupato n come ci fosse riuscito. Saranno stati grati del fatto che i loro quadri intermedi mentissero e li tenessero alloscuro risparmiando loro i particolari sinistri o sgradevoli di quanto loro stessi avevano scatenato senza macchiare i tappeti su cui camminavano, e che chi di dovere prendesse le opportune misure senza chiedere loro alcuna autorizzazione n consultarli. Avranno ringraziato di essere avvolti da opachi veli di ignoranza, per rimanere esenti da colpe caso mai unoperazione o un dispositivo dovessero fallire clamorosamente o finire in una catastrofe. Limportante per loro era non venire coinvolti. Ma pu darsi che qualcuno si fosse prestato a conoscere Nevinson di persona, se questi si fosse rivelato particolarmente utile o si fosse distinto per qualcosa, o se avesse fatto carriera fino a diventare anche lui un quadro intermedio, forse al di sopra di Blakeston, per sempre al di sotto di Tupra, Tupra non era di quelli che permettono a un inferiore di scavalcarli. E nessuno seppe mai nemmeno quale fu il grado raggiunto da Toms Nevinson. Nessuno al di fuori della Military Intelligence, sintende. 
 La persona alla quale raccont di pi fu Mr Southworth, ma non gli disse quello che gli aveva chiesto, non gli raccont cosa gli era successo, che ne era stato di lui in tutto quel tempo. Era una domanda retorica o un modo di dire, nessuno  capace o  disposto a raccontare venti o pi anni della propria vita tutti insieme e quasi nessuno  disposto ad ascoltare, a meno che non si tratti di una narrazione scritta intorno a un personaggio inesistente, inventato, e anche cos non  facile seguire una storia tanto lunga. Quindi Toms gli riassunse come pot quello che gli era successo prima della sua partenza da Oxford, quando era ancora uno studente o stava per non esserlo pi.
  Ma certo, lei non sa. Non sa nemmeno linizio .
 E nel dire questo, nel rendersene conto, Tom Nevinson si calm e si ricompose e ritrov la lucidit, succede a quelli che devono dare spiegazioni e si accorgono che devono darle se vogliono essere minimamente capiti.
  Allepoca le avevo detto che era tutto sistemato. Che ero libero da sospetti riguardo allomicidio di quella ragazza, se ne ricorder, Janet Jefferys, qualcuno laveva strangolata la stessa notte in cui ero stato con lei. Le cose si mettevano male per me, se ne ricorda? Le dissi che ormai ero fuori da quella storia. Ma non le dissi come avevo fatto a uscirne, in cambio di cosa, perch, tra le varie condizioni, mi era stata imposta una regola, quella dellassoluto silenzio, che ancora mi vincola. Ma adesso posso dirglielo .
 E gli raccont come il Professor Wheeler gli avesse consigliato e procurato un appuntamento con Bertram Tupra, un uomo pieno di risorse. Come questi si fosse presentato da Blackwells in compagnia di Blakeston. Che cosa quei due gli avevano proposto. E la rapida decisione che aveva preso, quel momento che ricordava cos bene e che gli tornava in mente da mezza vita.
  Devo intendere che da allora hai lavorato per i servizi segreti? Per tutti questi anni? Mi dicevano che eri allambasciata a Madrid e collaboravi con il Foreign Office . 
 Il tono di Mr Southworth denotava un insieme di incredulit, beffa e spavento, come se non potesse concepire nulla di simile dalla sua pace universitaria, dal suo angolo fuori dal mondo. Avrebbe pensato di essere preso in giro se non fosse stato evidente che il turbamento di Tom non era simulato, che parlava perfettamente sul serio, in tono quasi drammatico. Era un uomo cui lultima cosa che poteva venire in mente era scherzare sulla propria situazione, su se stesso. Era come se con let la sua giovanile leggerezza fosse scomparsa senza lasciare traccia e il suo carattere fosse cambiato. Adesso era un uomo introspettivo, angosciato, affaticato e oppresso da un peso.
  Sono stato anche l, non creda, mi organizzavo per fare entrambe le cose. Per s. Pi o meno per tutti questi anni,  rispose Toms. 
  Anche se ho dovuto passarne alcuni fuori dalla circolazione, fuori dal gioco. Capita. Adesso no, non lavoro pi, adesso ne sono uscito. Comunque non posso raccontarle molto, la proibizione vale per tutta la vita. Non posso dirle dove sono stato n che cosho fatto. Posso parlarle solo in termini generali. Sono stato in parecchi posti e ho fatto parecchie cose. Alcune utili, certo, ma per lo pi brutte e sordide. Ormai non sono capace di inorgoglirmi di quasi nulla, come facevo in altri tempi: la giovent aiuta,  autocompiacente. In realt ci sono giorni in cui trovo difficile tollerarmi, vivere di continuo in mia compagnia. Si fa il proprio dovere, ci si concentra sul lavoro e non si pensa. Non si mettono le cose in prospettiva, non c nemmeno il tempo per farlo, ed  meglio cos finch si  attivi. Si vive alla giornata e ogni giorno  pieno di problemi pressanti e di pericoli, non si fa altro che cercare soluzioni e non rimane spazio per nulla. Ricevi degli ordini e non ti prendi la briga di discuterli, nemmeno di analizzarli. In un certo senso  comodo, quando in ogni momento c qualcuno che ti dice che cosa fare. Si capiscono quelli che amano le proprie catene, non hanno bisogno di farsi domande. Istruzioni precise, fai questo, fai quello e quellaltro. O generiche, vedi di ottenere il risultato. Per molto tempo ho vissuto cos, convinto di quello che facevo, cercando solo di farlo nel modo pi efficace. Quando si  costretti ad agire, conviene votarsi alla causa, essere dei fanatici. Io servivo il paese, la Corona, in senso lato.  chiaro che la regina per sua fortuna non ne sa nulla, povera donna, si sparerebbe un colpo se sapesse per che cosa si invoca il suo nome . 
 Aveva finito la sigaretta, ne prese una delle sue, fece il gesto di offrirne al suo ex professore, che per non volle fumarne due di seguito. Mr Southworth si ricord della marca di sigarette che Tom Nevinson fumava ai vecchi tempi, gli torn in mente la scatoletta delle Marcovitch, il poliziotto aveva voluto vederla. Adesso non le facevano pi, vide che Nevinson aveva un altro pacchetto, insolito anche quello, originale, George Karelias and Sons, vi si leggeva, un cognome che suonava greco. Mentre si accendeva la sua Karelias, Toms rimase in silenzio, pi del tempo che gli ci volle per accenderla. Poi riprese:  Certo che a volte bisogna scegliere, di solito tra due mali, e decidere al volo. Una delle cose che pi mi tormentano  laver preso parte alluccisione di tre colleghi. In effetti non erano colleghi, non li conoscevo. Ma erano connazionali, soldati inglesi, combattevano dalla mia parte. E fu necessario sacrificarli, questo  il termine. Permettere che fossero uccisi senza allertarli, senza metterli al corrente del pericolo. Vede, mi toccava tacere, non potevo farci niente. Anzi, mi toccava collaborare nellesecuzione, fingendo ardore. Era pi importante non mandare allaria unoperazione di lungo periodo, non dare adito a sospetti, non correre il rischio di essere scoperto. Se mi fossi rifiutato di prendere parte allattentato, se mi fossi trattenuto, perfino, se non avessi mostrato una gioia selvaggia per il successo ottenuto, mi avrebbero guardato con diffidenza, o peggio, con ostilit. E magari sarei morto. E si pensa sempre a se stessi prima che agli altri, questo lo si constata presto. Quando  in gioco la sopravvivenza, si  addirittura capaci di disobbedire agli ordini, o di non aspettare di riceverne. Si accettano le conseguenze, certo, ma a quelle si pensa dopo, non sul momento. Tanto, se si viene beccati, la missione  finita,  finito tutto, quindi la prima cosa  rimanere vivi. E non farsi scoprire. Almeno non fu mia la mano esecutrice, il privilegio se lo riservarono loro. Ma se lincarico lo avessero affidato a me, avrei premuto il grilletto, suppongo. Che altro potevo fare? Mi darebbe qualcosa da bere, per favore, Mr Southworth? Mi si sta seccando la bocca, sono diverse notti che non dormo. Parlo in senso figurato, nessuno premette un grilletto quella volta, cera un detonatore, fu un macello.
 Southworth gli elenc le bevande che aveva nelle sue stanze, e in piedi, mentre gli riempiva un bicchiere di vino bianco non molto freddo per quanto provenisse da un minifrigo (era ancora un po presto per bere alcolici, le nove e mezzo del mattino, ma quella fu la scelta di Toms Nevinson nella scarsa variet), gli chiese ci che aveva gi capito perfettamente:  Eri un infiltrato? Eri una talpa?  questo quello che facevi? Quello che mi racconti mi fa pensare allIrlanda del Nord . Cera ancora dello scetticismo nel tono di Mr Southworth, come se tutto quanto gli sembrasse unassurda fantasia, quel mondo cos diverso dal suo. Mr Southworth non andava al cinema, non guardava la televisione e non leggeva romanzi se non quelli di Galds, Clarn e Pardo Bazn, Valle-Incln e Baroja, per le sue lezioni, e semmai per proprio piacere personale poteva affacciarsi a quelli di Flaubert e Balzac, Dickens e Trollope. Non aveva familiarit con le storie di spie. Non poteva nemmeno basarsi sulla finzione per farsene unidea.
 Toms non rispose allultima sua frase.
  Non ho fatto solo questo. Ma mi  capitato varie volte, in vari luoghi, il posto conta poco,  sempre lo stesso lavoro: diventare amico dei nemici e se possibile fregarli. Non dico che non sia interessante, perfino appassionante: si arriva a conoscerli. A quale altro compito potevano destinarmi, Mr Southworth, col mio benedetto dono per le lingue? Con tutte quelle che parlavo e con tutti gli accenti che riuscivo a imitare. Non se ne ricorda? Ebbene, per questo fui reclutato, cosa crede? Principalmente per questo. E il primo a propormelo fu il Professor Wheeler, immagino lei non ne abbia neppure il sospetto, non penso che Wheeler parli di queste cose, se non con i suoi colleghi del Sis o del Sas, o del Pwe, ammesso che esista ancora. Prima mi chiedeva perch diamine sono venuto a trovarla dopo tanto tempo. In parte sono venuto perch lei mi dica fino a che punto il Professore  responsabile. Lei  suo amico. Lo conosce bene e si fida di lui. Lei lo ammira, lo adorava. Siete rimasti amici, no? Anche se ormai il Professor Wheeler  in pensione e non  pi capodipartimento. Adesso al suo posto c addirittura un gallese, a quanto ne so, Ian Michael, vero?
  Responsabile di cosa?  lo interruppe Mr Southworth.
  Di quello che mi  successo. Di quello che credo mi abbiano fatto. Della strana circostanza che abbiano sostituito la mia vita con unaltra. Adesso  tardi per riavere indietro la mia, quella che avevo in mente. Il tempo parallelo scorre quanto laltro. Il tempo parallelo,  ripet meditabondo.
 Bevve il suo bicchiere di vino in un solo sorso.
  Tom, non capisco. Ma a qualunque cosa tu ti riferisca, temo di non essere in grado di dirti fino a che punto Peter, il Professor Wheeler, sia responsabile di alcunch.  meglio che tu lo chieda a lui. Si trova a Oxford in queste settimane. Presto partir per Austin e ci rimarr per qualche mese. Le universit americane lo invitano con frequenza da quando  in pensione. Passa parte dellanno laggi. Lo trattano come un luminare e arrotonda i suoi introiti.
  No, preferirei non vederlo se non  assolutamente necessario. Non vorrei diventare violento con un uomo della sua et, quanti anni avr adesso, unottantina? Con un uomo che rispettavo. Non vorrei obbligarlo a rendere conto se lei ritiene che non ce ne sia motivo. Lei pu dirmelo.
  Violento?  Southworth non riusc a trattenersi dal ridere, per linverosimiglianza di quellavvertimento. Si decise a prendere anche lui un bicchiere di vino e torn a sedersi, con uno svolazzo della toga. 
  Che cosa stai dicendo? Non so neppure se gli dispiacerebbe cos tanto, purch tu gli dessi il colpo di grazia abbastanza in fretta. Lultima volta che gli ho chiesto come stava mi ha risposto: Cosa vuoi, attendo una visita di quella signora, possibilmente indolore e di preavviso, come le salve dalle navi prima della cannonata col proiettile.  molto consapevole della sua mortalit, ormai.  attivo e in buona salute, ma si  abituato allidea che a poco a poco si andr spegnendo. Forse una morte violenta non gli dispiacerebbe. Magari lo divertirebbe, sarebbe una sorpresa . 
 In tutti i dons di Oxford emergeva prima o poi la vena sarcastica.
  Rida, se vuole,  disse Toms con aria grave. Mi riferivo alla violenza verbale, non fisica, anche se non me ne mancherebbe la voglia. Vede, Mr Southworth, io lho sempre ritenuta una persona onesta, una persona retta, di quelle che non tengono per s quello che pensano. Voglio che lei mi dica fino a che punto il Professore era al corrente. Non lo sapr con certezza, certo, non pu saperlo. Ma mi basta il suo giudizio e lo prender per buono. Lei conosce Wheeler meglio di chiunque. Se crede che non fosse al corrente, non andr a trovarlo. Ma se lo ritiene colpevole, non si salver da una mia visita, e le mie non saranno solo cannonate a salve.
  Colpevole di cosa? Al corrente di cosa?  disse Southworth, spazientito e insieme sconcertato.
  Il lavoro nei servizi segreti ti ha reso criptico.  una deformazione professionale?
 Toms Nevinson lasci passare questa nuova battuta.
  Poi ci arrivo. Andiamo per parti.
  Se non sono troppo lunghe...  rispose Mr Southworth, sempre con umorismo e gettando unocchiata allorologio.  Ho una lezione alle dodici alla Taylorian. Lunica di questa mattina, per tua fortuna. Pensavo di dedicare un paio dore a prepararla, ma in realt la faccio tutti gli anni, probabilmente perfino tu lavrai sentita, Valle-Incln non lo salto mai. Non mi verr molto peggio se non la ripasso .
 Tom Nevinson si rese conto che non era facile strappare Mr Southworth alle sue abitudini, al suo mondo e al suo ritmo pacato. Allinizio credeva di esserci riuscito con la sua irruzione, con il suo aspetto disturbato e la sua incoerenza, uno spettro irriconoscibile e collerico. Ma appena si era calmato e aveva cominciato a spiegarsi, aveva preso il sopravvento in lui il tono cortese di Oxford, ironico, scettico, pieno di supponenza, lo ricordava bene, si manifestava anche nei membri pi seri e nobili della congregazione. Mr Southworth era l da molti anni, ormai, e dovevano averlo corrotto, dovevano aver eroso la sua ingenuit e rettitudine,  difficile non farsi contagiare da unatmosfera clericale vecchia di otto secoli. Ma lui non era pi uno studente, era un veterano in ben pi dure battaglie, se ne fregava delle gerarchie.
 Si alz bruscamente, si avvicin a Mr Southworth e gli afferr la tonaca a due mani per i falsi risvolti, un gesto aggressivo, insolito.
  Lei non riesce a prendermi sul serio, vero, Mr Southworth? Adesso per le toccher farlo. Mi star ad ascoltare finch non ne avr abbastanza. Questo non  un gioco. La mia vita non  stata un gioco, non  stata affatto divertente. Me lavete rubata voi ventanni fa, tutti insieme, come si pu fare una cosa simile? Quello che potevo dare non era poi cos importante, non credo che fossi lunico. Ma lo stato  capriccioso e non rinuncia a sfruttare uno solo dei suoi cittadini. Anche lei ha fatto la sua parte: mi ha consigliato di parlare con Wheeler e di mettermi nelle sue mani, Wheeler mi ha condotto a Tupra e di l non sono pi uscito. Sono solo due settimane che ne sono venuto fuori, due settimane . 
 Non gli mollava la toga, gliela tirava energicamente, e gli pass per la testa un pensiero: Cos vede che se voglio posso essere violento, che lo sarei con il Professore, alloccorrenza, se lo meritasse. Non mi costerebbe niente. Let non assolve.
 E subito dopo ebbe questaltro pensiero, in contraddizione col primo: Povero Mr Southworth, lui non ha fatto niente. Voleva solo proteggermi, aiutarmi. 
 Allora lo lasci andare, si vergogn, retrocedette di due passi, torn a sedersi. 
  Mi scusi, Mr Southworth, ho ecceduto, lei non centrava, ne sono sicuro. La prego di scusarmi. Ma sono pi di ventanni perduti, si rende conto? Questo pu alterare e gettare nella disperazione chiunque. Lei non lo concepisce. Lei li ha passati tranquillamente qui dentro, anno dopo anno, con le sue lezioni, il suo Valle-Incln e i suoi seminari, un continuum ininterrotto, non si sar neppure accorto dello scorrere del tempo. Io invece li ho passati aspettando la morte, ogni giorno, a qualunque ora, con rare tregue ogni tanto. Ma tanto uno lo sa che sono solo tregue, e non riposa mai. Lultima tregua vera, per di pi, lho avuta molti anni fa. E non aspettavo la visita di quella signora perch per et mi toccasse, come ora tocca al Professore, ma perch mi obbligavano ad andarci molto vicino, a muovermi nei territori da lei pi frequentati. Alcuni le appartengono pi di altri, le ho gi detto che cosa successe a quei soldati. Quello  il terreno su cui ho camminato. Anzi no. Uno ancora pi paludoso, e pi pericoloso .
 Mr Southworth si risistem la toga con calma, si lisci i lunghi falsi risvolti, cuciti ai due lati dellapertura frontale; mantenne la compostezza in ogni istante e accavall perfino le gambe con garbo. Aveva ancora il suo bicchiere di vino in mano, non ne aveva versato una goccia, non avendo opposto resistenza. Aveva lasciato fare, senza neppure cambiare espressione, semmai aveva serrato un po le labbra  con cautela pi che con indignazione  mentre Toms lo afferrava, non era arrivato a strapazzarlo.
  Sei scusato,  gli disse.  Ma se si ripete ti butter fuori e non ascolter pi una parola. Raccontami pure quello che vuoi, chiedimi quello che vuoi, ma che alle dodici meno un quarto sia finita. Alle dodici far lezione come al solito.
 Suon fermo e un po offeso, non tanto da mostrarsi in collera e nemmeno da apparire autoritario. Tom Nevinson per un attimo parve disorientato, come se in realt non sapesse molto bene che cosa raccontare, ora che era invitato a farlo; da dove iniziare o in quale direzione continuare, perch ormai aveva cominciato, sia pure in modo confuso.
  Ho servito con dedizione, Mr Southworth,  disse alla fine.  Al principio di malavoglia, ma poi con dedizione, per molti anni. Ho fatto quanto mi si chiedeva, quanto mi si ordinava. Pi o meno bene, per quanto potevo. Sono stato in molti posti, come le ho detto, e ho fatto il mio dovere. Mi ero convinto che il mio compito fosse utile, dir di pi: che fosse cruciale per la difesa del Regno. Ero restio quando ho cominciato, poi sono diventato un entusiasta. Con lentusiasmo si giustifica tutto.
  Quello che facevi. Linfiltrazione, intendo.
  S. Be, non sempre. Abbastanza. Ma non solo, ho anche fatto lavoro dufficio, indagini, relazioni informative, sopralluoghi. E intercettazioni, e pedinamenti, sorveglianza. Ho passato notti intere chiuso in unautomobile, a tener docchio un portone, una finestra. E ho visto uninfinit di filmati. Spionaggio, per meglio dire,  un concetto pi ampio e comprende tutto. Per s, certo, mi sono camuffato, ho cambiato spesso personalit e aspetto, e ho parlato come non parlo, alterando la voce e laccento. Questa  la cosa pi sporca. Quella che fece Enrico V quando si mescol ai suoi soldati avvolto in un mantello, di notte, per discutere con loro e sondare gli animi. O farli parlare . Mr Southworth era un uomo di cos vaste letture che di sicuro avrebbe colto il riferimento al volo. 
  Forse  lui la spia di pi alti natali, in letteratura, almeno. Me lha fatto notare mia moglie, un giorno, devo dire che non me ne ero accorto .
 La parola che us fu wife, moglie, non woman, donna e basta.
  Tu hai una moglie, certo,  disse Mr Southworth.
 Era naturale che lavesse, a quellet.
  S, mi sono sposato molti anni fa, nel 1974, a Madrid. Con quella che era gi la mia fidanzata quando studiavo qui. Berta, non so se allepoca gliene parlai. Abbiamo avuto due figli, un bambino e una bambina. Sono dodici anni che non li vedo e non parlo con loro, me lo hanno proibito, per sicurezza, per la sopravvivenza. Loro mi credono morto, ammesso che ci abbiano creduto, mi riferisco a Berta. Suppongo di s, ma non sono nei suoi pensieri, che  quello che conta. Perch ufficialmente sono morto, Mr Southworth, non esisto pi. E ho unaltra figlia, da unaltra donna, con la quale ho convissuto per qualche anno e che ignora il mio vero nome . 
 Qui la parola non fu wife, ma woman.
  La bambina non porta il mio cognome, ne porta uno inventato, quello che mi sono visto costretto a usare dopo la mia morte e che ancora compare sui documenti che posseggo. Presto torner a essere Toms Nevinson, e uscir dallarchivio dei deceduti. Quella bambina, tuttavia, avr per sempre il suo falso cognome, temo. Non credo che potr seguire la sua vita, e neppure saperne nulla. Quella dei miei figli spagnoli lho in gran parte perduta, mi toccher perdermi quella della mia figlia inglese, che ci posso fare. Sua madre non vorr pi rivedermi. Ho convissuto con lei finch non si  stancata, dei miei misteri, dei miei silenzi, della mia vita passiva e strana. E si  tenuta la bambina, certo, i figli sono delle donne, il pi delle volte. Da tempo non vedo pi nemmeno loro. E lei? Si  sposato? Ha figli?
  Oh, no. Non fa per me,  rispose Mr Southworth senza altre spiegazioni, gi pi sereno. 
 A Toms era sempre parso un uomo dedito quasi religiosamente allinsegnamento, alla musica e alla letteratura, un appassionato. La sua vita fuori delluniversit era un perfetto mistero, ammesso che ne avesse una. 
  E dici che tua moglie non sa nulla? Da dodici anni? Che cosa straordinaria.
  Non la vedo e nemmeno le parlo, come le ho detto. Ma qualcosa so, e anche dei bambini che ormai non sono pi cos bambini. Tupra mi tiene informato sullessenziale, di tanto in tanto. Mi fa sapere che stanno bene, che non mancano di nulla. Perch io stia tranquillo, nei limiti del possibile, e non ceda alle tentazioni.  stato cos per anni. So che Berta  stata riconosciuta vedova a tutti gli effetti, sia qui che in Spagna. E che nel frattempo non si  risposata, pur essendo libera di farlo. Questo  quel che mi fa pensare che forse non ha creduto del tutto alla mia morte. Ovviamente un cadavere non c mai stato, Mr Southworth. La versione ufficiale  che sono scomparso in Argentina. E visto che  passato molto tempo, sono stato dichiarato deceduto. Ormai lo sono da molto, non creda.
  In Argentina, con tutti i posti che ci sono...  mormor Mr Southworth con un filo di ironia.
  Un po tirato per i capelli, no? Un po troppo lontano. Se perfino Borges se ne era andato via, un motivo doveva esserci.
  Vedo che nemmeno lei ricorda che siamo stati in guerra con lArgentina.  incredibile con quanta
facilit si dimentichino certe cose. Tranne quando c una partita di calcio fra le due nazionali, e allora tutti tornano a infiammarsi.
  Ah, s, hai ragione, vero. Ormai non ci si pensa quasi pi. Hai preso parte a quella guerra? O a una partita di calcio?  
 Mr Southworth non sapeva nulla neppure di calcio.
  Se vi ho partecipato non importa. Il fascicolo relativo alla mia scomparsa dice di s, che laggi si sono perse le mie tracce e di me non si  pi saputo nulla. Vittima di argentini infuriati, si suppone. Che importa, le ho gi detto che sono stato in molti luoghi, qualche spiegazione alla mia famiglia bisognava darla. E a un settore del Foreign Office che non ne sa granch. Che non viene messo pienamente al corrente, con il suo benestare.
  Da allora sono passati dodici anni.
  Dodici. Ho salutato Berta per lultima volta proprio allinizio di quella guerra. Ma la storia  unaltra, certo, altrimenti adesso non sarei qui. Vede, si pensa sempre che certe cose non succedano, malgrado il rischio che succedano. In fondo siamo tutti ottimisti, andiamo a letto la sera convinti di alzarci la mattina dopo. E cos uno si sente pi sicuro via via che compie missioni ed esegue incarichi e non ne esce male. Ogni successo porta con s della superbia, e si finisce con lo sviluppare un senso di invulnerabilit, inconsciamente. Se  andata bene questa volta, perch non la prossima, si pensa. E pi ostacoli si sono superati, pi uno se l cavata, pi pensa di farcela e pi si butta. Finch un giorno qualcosa non funziona e gli va male. O non gli va male, ma deve togliersi dalla circolazione, diventa inutilizzabile. Quel che si dice bruciato. Non si sa per quanto tempo, forse anche per sempre. Ecco, io sono dovuto sparire davvero, mi sono dovuto nascondere, la cosa migliore era che fossi morto per tutti, per mia moglie in primis, questo  da manuale, proibita ogni comunicazione, ogni contatto. Pensi, cera gi stato qualcuno che laveva avvicinata, moltissimi anni fa, degli altri, giusto per sicurezza, facendole prendere uno spavento da infarto. Se venivo creduto morto, cerano meno possibilit che mi cercassero, anche se il nemico tende a non crederci, vuole sempre vedere il corpo. Una talpa viene catturata e punita. La si dimentica solo se passa il tempo e non ricompare, e quelli che se la ricordano muoiono o si ritirano, finiscono nelle riserve o si bruciano anche loro. Ma per questo devono passare degli anni, a meno che con molta fortuna non vengano uccisi o arrestati tutti. Ma non dei secoli: la vita clandestina  breve, il ricambio rapido, chi viene dopo non ti conosce o ha gi le proprie pendenze. Non si prende il disturbo di vendicare i propri padri e nonni, queste sono leggende. Si passa in fretta alla preistoria.
  Non so se ti seguo, Tom. Non del tutto.
 Toms parlava a grande velocit, adesso, dando per scontato che Southworth, venuta lora, se ne sarebbe andato.
  Certo che mi segue, Mr Southworth. Lei  molto intelligente. Quindi sono sparito. Ho assunto unaltra identit, mi sono stati forniti dei documenti e un passato lavorativo con i quali poter fare una vita normale nella citt in cui mi hanno mandato, aprire un conto in banca, prendere in affitto un appartamento, usufruire della sanit pubblica, come tutti. Una citt di provincia di medie dimensioni dove in teoria nessuno sarebbe venuto a cercarmi. L vive solo gente del posto, o chi  stato destinato l per lavoro. Sono diventato un discreto insegnante di scuola media.
  Di spagnolo, di lingue, immagino.
  No, non di lingue, questo avrebbe potuto destare dei sospetti, parlo troppo bene quelle che parlo. Di storia, geografia, lettere, secondo le necessit della scuola. Lo avr fatto per cinque anni o gi di l, pensi, ho perso il conto, insegnavo a ragazzini di dodici o tredici anni, di quattordici o quindici, di quelli che se ne fregano di tutto. Meno male che non insegnavo una lingua straniera, anche parlare bene linglese  un fastidio a quellet, c da non credere a quanti sforzi facciano per maltrattarlo. Per fortuna non vivevo solo dello stipendio, ma era come se ne vivessi: non dovevo eccedere nelle spese, limportante  non dare mai nellocchio, in nessun aspetto dellesistenza. Una noia mortale, certo, starsene fermi in un posto, lontano da tutto, moderarsi. Ma ne va della vita: un passo falso e pu andare allaria tutto. Anche il nemico ha le sue talpe. Meno capaci di noi, ma le ha, tutte le organizzazioni reclutano gente inattiva e disorientata, la gente cerca dei motivi per vivere e si attacca a quello che capita, non c una causa che non abbia i suoi fanatici. Quindi, in una condizione come la mia, uno obbedisce agli ordini e si adatta, si accontenta. Pazienza e rimescoliamo le carte, come disse Cervantes. Il brutto  che non c nemmeno il mazzo, in quelle circostanze. Uno se ne sta l, inchiodato dov, finch un giorno qualcuno viene e dice: Basta cos, il pericolo  calato. Puoi uscire facendo molta attenzione, se vuoi. Tutti ti credono morto, o
nessuno si ricorda pi di te. Nessuno si prender la briga di venirti a cercare, nessuno perder pi tempo con te. Insomma, se non altro sono vissuto decorosamente e senza fare economie, ci sarebbe mancato solo questo, grazie al denaro che mi passavano in contanti ogni sei mesi, non poteva figurare sul mio conto corrente. Si  costretti a diventare paranoici, a comportarsi come se si fosse vigilati anche se probabilmente non lo si  e nessuno sa niente di niente. Si  costretti a pensare che tutto possa essere controllato. Tupra mandava qualcuno, ogni volta una persona diversa, perfettamente sconosciuta, che mi informava di come andavano le cose a Madrid. Be, parlai anche con lui, ogni tanto, sempre da una cabina . 
 Toms tacque un istante e abbass gli occhi, guard a terra, con unespressione di dolore sopravvenuto, o forse ritrovato dopo un breve rinvio, giusto il tempo di quella visita a Mr Southworth. Poi aggiunse:  La cosa ha anche il suo lato buffo, paradossale: quando il Professor Wheeler mi sugger di entrare nei servizi, uno degli argomenti che us era che cos avrei potuto intervenire almeno un poco sui fatti del mondo, sulle grandi decisioni. Non sarei stato un reietto delluniverso, disse, come lo sono e lo sono sempre stati gli abitanti della terra, con pochissime eccezioni in ogni tempo e in ogni luogo. Ed  proprio cos, invece, che mi sento, e da molto tempo ormai, un reietto delluniverso. Alla fine ci che conta e che mi salva  che mi si creda morto, e che nessuno si ricordi di me .
 Mr Southworth si alz e gli vers dellaltro vino, dopo averlo interrogato con lo sguardo, con la bottiglia in mano. Toms Nevinson aveva vuotato il suo bicchiere in un sorso e si accese meccanicamente unaltra Karelias, non ne offr al suo ex professore, questa volta.
 Era taciturno, assorto, lo sguardo sempre inchiodato a terra. Mr Southworth consult di nuovo lorologio, cera ancora tempo.
  Il tuo  un caso singolare, a quanto racconti. Ma immagino che figurare come morti possa farci sentire tutti in salvo. Nessuno pretende nulla n ci fa pi domande, nessuno cerca di piegare la nostra volont o di darci degli ordini, nessuno si disturba a venirci a cercare o a farci del male,  disse, forse per dire qualcosa, o per strappare Tom alla sua malinconia.
  Che cosa volevi sapere riguardo a Peter? Dal momento che lo hai nominato di nuovo.
 Malgrado laspetto cos diverso del suo ex allievo, malgrado le maniere brusche di poco prima, Mr Southworth si accorse di aver ritrovato qualcosa del vecchio affetto superficiale, della stima che aveva per lui ai tempi in cui era uno studente unico, addirittura strabiliante, non per la sua intelligenza, ma per le sue doti fuori del comune, per la sua estrema facilit nellapprendere e parlare qualunque lingua, nellimitare e riprodurre laccento di chicchessia. Non gli aveva dedicato un pensiero in ventanni  forse una volta, forse due, dopo la sua partenza; forse qualcuno gli aveva detto che lavorava per il Foreign Office o allambasciata?, ma ora cominciava a ricordare la preoccupazione che aveva sentito per lui una mattina, quando parve che fosse indagato per luccisione di quella commessa di Waterfields e un poliziotto era venuto a interrogarlo in quelle stesse stanze. Non gli risultava che fosse mai stata fatta luce sul delitto, che fosse stato trovato un colpevole, ma non aveva seguito la vicenda, una volta che Tom non venne pi sospettato e se ne fu andato. Southworth nutriva un forte istinto protettivo nei confronti dei suoi allievi. Era riuscito a giustapporre a gran fatica il volto appesantito e segnato di quelluomo barbuto e stempiato con quello del giovane promettente e belloccio di tanti anni prima. Il fisico delluomo che aveva davanti era insignificante, come quello di tanti inglesi, come quello di tanti spagnoli. E lo vedeva ancora spietato, perfino in quel suo repentino silenzio. Forse taceva perch stava tramando vendetta, o la stava covando. Emanava un rancore insieme astratto e concreto, che sembrava appartenere al tipo pi feroce di tutti, quello degli ingannati. Lui aveva ingannato, per la natura stessa delle sue attivit, ma probabilmente si considerava a sua volta vittima di un grande e primigenio inganno. In questo senso intese la sua risposta:  Voglio sapere fino a che punto il Professore ha avuto parte in quella storia, che cosa ne pensa lei. Non voglio affrontarlo se lei ritiene che io non debba. Se lo vede innocente, o ignaro. Con il mio capo mi sono gi confrontato, nella misura del possibile, certo. Ci sono persone contro le quali non si pu fare nulla, anche se si avrebbe voglia di ammazzarle.  una cosa che si impara,  un fatto. Le canagliate di alcuni bisogna mandarle gi, tuttal pi rinfacciarle .
 Us la parola spagnola putadas, Mr Southworth era un ispanista, come Wheeler, del resto.  E non c niente che si possa fare contro lo stato, contro la Corona. La Corona vince sempre,  troppo in alto, troppo forte, ha leggi che cambia o ignora, le elude impunemente. E ti schiaccia. Quando non c altro mezzo, quando non si pu tornare indietro... Vede, lultima cosa che ci si pu aspettare dal mondo  giustizia, risarcimento. Questo non esiste. Si possono mettere in atto delle rappresaglie, se ci si riesce, e ricavarne una piccola soddisfazione momentanea, ma non per molto. Lo dicevo sempre a Meg e questo la mandava in bestia perch non le dicevo mai a che cosa mi riferissi, come mai lo dicessi. Mi guardava preoccupata e intimorita, si chiedeva che cosa mi fosse successo, che cosa avessi perduto. Lei non ha mai saputo niente di me, conosceva solo il mio presente e un vago passato inventato. Si meravigliava che non avessi parenti e che non ne parlassi mai, genitori, fratelli, niente. Nessuno veniva mai a trovarmi in quella citt di provincia, nessuno mi aveva mai scritto una lettera. Al principio avevo finto un paio di viaggi, ma poi mi ero stancato: in realt mi chiudevo in un albergo per due o tre notti, non uscivo praticamente mai dalla camera durante il giorno, avevo paura di incontrarla per la strada, quando lei mi credeva assente.
  Meg? Laltra donna?
  S, la madre della mia figlia pi piccola. Allinizio non pensavo che potesse succedere, non immaginavo nulla di simile. Credevo che non sarei rimasto in quella citt per molto e non desideravo stabilire nessun rapporto, nessun legame. La cosa pi consigliabile era che mi limitassi a far lezione e a passare inosservato, un tipo grigio, un tipo insulso. Il sabato andavo a vedere le partite della squadra locale, era in Premier League, lottava per non retrocedere, non conviene apparire troppo strani o isolati. Credevo di poter reggere la solitudine senza problemi, ero abituato a situazioni peggiori. Ma linattivit e la mancanza di tensione non aiutano, cala ladrenalina, questo abbatte. Il tempo diventa lunghissimo e si ha bisogno di compagnia, e di uno sfogo. E non va bene farsi la fama del putero, nelle citt piccole la gente prima o poi sa tutto .
 Qui torn a servirsi del vocabolo spagnolo, come se nella sua lingua i termini derivati da puta, puttana, suonassero pi forti ed espressivi.
  Alla fine non mi cost fatica, in realt fece tutto lei. Lavvicinamento, la seduzione, lei capisce. Era assistente alla poltrona nello studio di un dentista. Andai a farmi curare un dente e l ci conoscemmo. Qualche sfioramento involontario o volontario mentre ero sotto i ferri, il seno a pochi centimetri dal naso per qualche secondo. Due parole scherzose quando entravo, altre due quando uscivo, aveva la risata facile, di quelle che fanno sentire lusingati. Non  giusto che io lo dica, ma lei si incapricci in fretta, mi prese di mira. E poi, si sa, non ci si tira indietro davanti a un camice bianco aderente .
 Si ferm, si chiese se Mr Southworth fosse sensibile a quel tipo di attrattive, non ci bad, and avanti, la cosa non lo riguardava.
  Pochi mesi dopo lei era pronta a sposarsi, e comunque voleva che vivessimo insieme. Decisamente pi giovane di me, non tanto in termini assoluti, o cos a lei sembrava. Nulla mi avrebbe impedito di sposarmi, nella mia nuova identit ero celibe. Avrei potuto farlo e poi filarmela, senza un addio e senza spiegazioni, quando mi fosse stato permesso di tornare nel mondo. Cero abituato, ad apparire e sparire dalla vita delle persone. Qualche mese qua oppure l, fingendo, una volta furono due anni, e poi via, a missione conclusa. A volte lasciandomi alle spalle qualche condannato a morte o qualche cadavere, e altri sulla via del carcere, gente con cui avevo vissuto . 
 Toms tacque per un istante, solo un istante.
  C una lunga tradizione di mariti che piantano le mogli, pi che il contrario. Senza una parola. Per preferivo non fare nulla che potesse dare nellocchio, non ritrovarmi al centro di festeggiamenti, ed evitare che entrassero in scena i parenti di Meg, loro non abitavano in citt e non ci venivano mai, era lei che andava a trovarli. Meno gente mi conosceva, meglio era. Da vicino, intendo . 
 Fece una nuova pausa.
  Eppure hai avuto una figlia da lei,  disse Mr Southworth approfittando di quel silenzio.  Com possibile?  
 Adesso era come minimo incuriosito, accavallava e ridistendeva le gambe in segno di interesse, faceva ondeggiare le falde della toga.
  Un inganno, dopo un po di tempo. Un inganno da parte sua. Per quante precauzioni uno prenda, se una donna vuole rimanere incinta, ci riesce. Purch sia fertile, ovviamente, e di esserlo io lo sapevo. Sicch un giorno venne a darmi la notizia, Non so come sia potuto succedere, una disattenzione, e allora s, non ho potuto fare a meno di andare a vivere con lei, per il bambino, non aveva senso che se ne occupasse lei da sola quando abitavamo entrambi nella stessa citt. Sondai se fosse disposta ad abortire, non creda, ma senza speranza. Come potevo sperarci se era stata lei a volere quella gravidanza, se laveva decisa a tavolino? Non ne ero contento, ma in fondo non cambiava quasi nulla, sotto un certo profilo la cosa mi conveniva: pi la mia vita era normale, meno rischiavo, e che cosa c di pi normale che sistemarsi, trovarsi una compagna e fare un figlio? La banalit pi assoluta, alla portata di tutti. Una cosa per la rifiutai, questo s, il matrimonio; trovai dei pretesti, tirai per le lunghe. Lei cominci a insospettirsi dei miei silenzi e del fatto che non avessi ricordi precisi, il mio passato le era completamente oscuro. Dovetti improvvisare, riempire qualche lacuna, inventare episodi che poi faticavo a ricordare. Ma in genere non ero molto loquace, me la cavai. Lei si accontentava, era smemorata e si dimenticava.
  E perch tante resistenze? Lo hai detto tu stesso: eri un altro ed eri celibe, e non avresti avuto alcun problema a diventare uccel di bosco quando fosse venuto il momento. Non ti saresti fatto troppi scrupoli, intendo .
 Qui venne fuori in Mr Southworth lispanista, affezionato a espressioni colloquiali che ormai nessuno usa pi.
  Certo che ero un altro, ma ero sempre io. In tanti anni sono stato molte persone, in questo  consistito in parte il mio lavoro, eppure sono rimasto sempre io, oltre a essere quegli altri, e io ero sposato con Berta. Potr sembrarle poco coerente: sono stato con parecchie donne, a volte per mio piacere, a volte per solitudine o per urgenza e a volte perch mi conveniva, mi facilitava le cose o mi consentiva laccesso a certe informazioni o mi proteggeva. Ma se uno non conserva una lealt simbolica, almeno simbolica, allora  perduto e dimentica chi era, chi  veramente. E per quante anomalie si presentino in una vita, uno spera sempre di poter tornare quello che era, un giorno. Gi lidentit  abbastanza scossa quando si finge troppo a lungo e ci si adatta a unesistenza presa a prestito. Qualcosa bisogna pur conservarlo intatto. Qualcosa di simbolico, come le dico, tutto il resto  quasi impossibile. Non so, come lesule che non cambia nazionalit anche dopo trentanni fuori dal suo paese, che lha maltrattato e costretto ad andarsene. Ne conosco molti esempi .
 Chiese un altro po di vino alzando il bicchiere, e aggiunse, forse perch Mr Southworth non lo prendesse per un sentimentale o uno squilibrato:  Certo che avrei sposato Meg, non creda, se fosse stato necessario, se ne fosse andato della mia vita. Mica avevo fatto voto. Ma non  stato necessario, non lo era. Preferivo non farlo. Per fortuna non ci sono pi pregiudizi contro le coppie non sposate, nemmeno in una citt di provincia, nemmeno in una scuola media. Mi barcamenai. E cos nacque la bambina e tutto fece il suo corso normale. Normalissimo. Ogni giorno mi sentivo pi sicuro, ogni giorno era un giorno di meno che avrei passato in quel buco. Anche se tutto era lentissimo, questo era quello che mi dicevo.
  Per Berta era ufficialmente vedova,  disse Mr Southworth.
 Non era cos convinto di dovergli versare ancora del vino, ma non poteva dirgli di no. Tom non dava segni di sentirne gli effetti, doveva essere un buon bevitore, se cominciava gi dal mattino. O un alcolizzato, alcuni reggono impassibili parecchi bicchieri.
  Lei avrebbe potuto sposarsi in qualunque momento, come mi hai detto. La tua lealt, come la chiami tu, sarebbe caduta nel vuoto. O no?
  Non lo so. Pu darsi. Io sono io e lei  lei, e a lei  stato detto che sono morto da un mucchio di anni,  diverso. Ma non si  risposata. Che io sappia, non si  risposata. Questo  quello che mi ha detto Tupra, che si tiene al corrente. Non che mi fidi della sua parola. Anzi: da due settimane a questa parte non mi fido pi. So che  capace di qualunque cosa, ma non vedo che cosa ci avrebbe guadagnato mentendomi su questo punto. Lui s che di scrupoli non ne ha. Infatti  pi bravo di me nel nostro lavoro, che non  pi il mio. Lui si sar certamente sposato pi volte, sotto i suoi diversi nomi. Pu darsi che lo abbia fatto anche Blakeston, quando lavorava sul campo, malgrado il suo aspetto grottesco. Ci sono molte donne che muoiono dalla voglia di avere un uomo, purch sia. E ci sono altrettanti uomini che muoiono dalla voglia di avere una donna. Finiscono per incontrarsi fra di loro, e ne viene fuori un mondo insoddisfatto .
 Di colpo si rese conto che forse prima non aveva nominato Blakeston, perch aggiunse:  Laltro mio reclutatore, le ho gi parlato di lui. Quello vestito da generale Montgomery.
 Mr Southworth non rispose, gli chiese:  Gi. E adesso? Che cos successo due settimane fa, per spingerti a venire qui?
 La vita aveva fatto il suo corso, in effetti, per quello che era stato Toms Nevinson ed era cresciuto a Madrid, che aveva studiato allInstituto Britnico del paseo Martnez Campos prima, e al collegio Estudio di calle Miguel ngel poi, un ragazzo del quartiere Chamber che oggi, intorno ai quarantanni, viveva in una citt inglese di medie dimensioni con lassistente alla poltrona di un dentista di nome Meg e una bambina piccola di nome Val, vale a dire Valerie. In parte quella vita tranquilla e monotona era anche piacevole, un riposo dopo tante vicissitudini e una cos prolungata erranza, chi non desidererebbe ogni tanto potersi ritirare in una di quelle citt in cui si sente lo scorrere delle ore e diventare un signore di provincia dalla vita metodica e senza sorprese, un Mr Rowland qualsiasi, questo il nome che gli avevano dato per il suo periodo di latitanza e fuga, per il suo indispensabile periodo di esilio. Tom Nevinson si era affezionato subito alla bambina, non aveva frenato in alcun modo la sua
adorazione, soprattutto quando la piccola ebbe qualche mese e cominci a sorridergli, a sorridere proprio a lui con qualcosa di simile a una consapevolezza o a un riconoscimento, per quanto animale, e non pi ad abbozzare una smorfia priva di destinatario. Non fren il suo amore pur sapendo che prima o poi se ne sarebbe andato e forse non lavrebbe pi rivista, o forse proprio per questo. Finch dura, di questa felicit devo approfittare,  si diceva.  Che importa se non lascer traccia n ricordi in lei, questo sar domani e oggi  oggi,  quello che conta, lunica cosa che per me ha sempre contato, ho vissuto giorno per giorno e notte per notte. E in me lei lascer dei ricordi, conserver queste immagini e la sensazione di questo contatto liscio e morbido, non mi sono quasi occupato di Guillermo ed Elisa e ora loro saranno gi dei ragazzini, sono stato poco presente nei loro primi anni e quelli che ora potr godermi di Val non me li voglio perdere, visto che sono qui recluso, arenato. E se pure lei non dovesse saperlo, nessuno potr mai toglierle la sua prima storia damore, e di lei si potr dire: Elle avait eu, comme une autre, son histoire damour, dovesse anche diventare un giorno una donna insensibile e dura, oppure spietata come me, tanto da allontanare le persone, impossibile predire chi diventer un bambino piccolo, i figli possono dare delle delusioni e forse  meglio se io non ci sar, lo dico per consolarmi.
 Che sfacciataggine, come chiunque altra. Questa era la frase che aveva mormorato Mr Southworth nel suo francese quasi perfetto, nella mia ultima mattina di libert, lultima mattina innocente che ho avuto. Se un giorno lo rivedr, devo ricordarmi di chiedergli che cosa stava citando, perch era senzaltro una citazione. E poi aveva aggiunto: Non sempre riconosciamo le storie damore degli altri, neppure quando ne siamo noi loggetto, la meta, il fine. Non mi sono mancate le occasioni di toccarlo con mano, e di subirne le conseguenze.
 Cos attendeva con ansia lora di tornare a casa dopo le giornate a scuola. E quando la bambina cominci a camminare, appena scopr la velocit, partiva di corsa verso la porta non appena sentiva la sua chiave nella serratura, barcollando, cadendo, rimettendosi in piedi con volont inverosimile, spingendosi su con la forza delle sue piccole mani, fino a ritrovare lequilibrio effimero e riprendere a incespicare tutta contenta. E si gettava fra le sue braccia. Lui la sollevava e la lanciava in aria e la riprendeva un paio di volte, ridendo con lei, e con la madre, preoccupata per la corsa, felice di quella scena. No, non era del tutto malvagia quella vita, quasi una benedizione in confronto a quelle che gli era toccato vivere. Ogni tanto si chiedeva se per caso non avesse messo al mondo altri figli senza saperlo, unaltra bambina o un bambino di unaltra nazionalit, di unaltra lingua, o su unaltra isola, allevato dal nemico, educato nellodio per la sua gente, indottrinato. Dava unalzata di spalle: non erano di sua competenza, ammesso che ci fossero, ammesso che li avesse generati distrattamente. Neppure Val lo sarebbe stata, non appena lui lavesse abbandonata. I bambini dimenticano in fretta, gli adulti ricordano.
 Ma nello stesso tempo, Toms si consumava. Pazientemente e solo interiormente, come chi attende senza un termine preciso e sa di non avere vie di fuga; chi deve essere salvato. Quando la bambina non cera, quando era al nido o dormiva, il peso di ogni ora che passava si faceva sentire. La calma, il grigiore, la ripetitivit, la lentezza, il senso di inutilit e di vivere ai margini, lontano da tutto ci che muove il mondo, da ci che  significativo  di essere sostituibile e di essere stato sostituito  , tutto questo lo mortificava e lo corrodeva. Non si raccontava storie: sapeva che sarebbe venuto il giorno in cui avrebbe dovuto ritirarsi, come tanti suoi colleghi e tutti i suoi predecessori dai tempi di Sir Mansfield Cumming, dal 1909, e che quel giorno non era lontano, la clandestinit logora il fisico e lanima e mina il carattere, e al tempo stesso crea dipendenza, quasi nessuno  capace di rinunciarvi. S, era stanco, e adesso che si era fermato si era reso conto di quanto. Ma si sentiva ancora giovane, quarantanni non sono niente in altri ambiti, in quasi tutti. E in ogni caso non accettava che il suo allontanamento per motivi di forza maggiore si trasformasse in un pensionamento definitivo. Aveva dato troppo nel suo periodo attivo per accettare lordine di mettervi fine per sempre. Per ora quellordine non era arrivato, anche se il tempo passava con indifferenza, continuava a passare, quindi poteva permettersi di fantasticare di andarsene, di tornare al suo lavoro. A costo di dover elaborare strategie e tattiche in un ufficio, come sempre pi spesso faceva Tupra, probabilmente. Non sarebbe stato male, pianificare operazioni, bench non se ne facessero pi cos tante dalla caduta del Muro nell89 e dalla dissoluzione dellUnione Sovietica nel 91. AllMI6 erano rimasti come svuotati, e nel vuoto, cerano agenti che si offrivano al settore privato, alle multinazionali, ai partiti politici, alle grandi imprese straniere. Lui quegli eventi storici se li era persi, chiuso nella sua citt dadozione; si consolava, si amareggiava, pensando che un po vi aveva contribuito, chiss chi se ne ricordava ormai.
 Soltanto una volta gli si accese lallarme durante il suo eterno periodo di stabilit provinciale, e fu allinizio, quando non aveva ancora conosciuto Meg e non si sospettavano ancora n la dissoluzione n la caduta. Si era presentata una donna, nella scuola dove insegnava, chiedendo di Mr James Rowland, quello era il suo nome, anche se tutti lo chiamavano Jim, non i suoi alunni, certo, a quei tempi non si era ancora imposta la falsa amicizia. Lui era in aula a far lezione, il bidello aveva detto alla donna che non poteva essere interrotto. Quando la lezione fin, Tom non era libero, aveva unaltra classe subito dopo. Ma il bidello, su insistenza della visitatrice, entr nellaula mentre i ragazzi uscivano ed entravano gli altri e gli comunic che cera una signora ad aspettarlo in portineria, non aveva voluto andarsene per tornare a fine mattinata, aveva preferito non muoversi e attenderlo l.
  Le ha detto come si chiama?  chiese Tom, o piuttosto Mr Rowland.
  Sa,  un bel problema. Prima mi ha detto Vera Qualcosa. Non lho capito, un cognome straniero. E ha un accento di fuori.
  Di dove?
  Non ne ho idea, Mr Rowland. Io questo non so distinguerlo. Mi ha ripetuto il suo nome, e siccome continuavo a non capire, ha detto che adesso  anche Mrs Rowland. Ecco, insomma, io credevo che lei non fosse sposato, se mi permette, Mr Rowland.
  E infatti non lo sono, Will, non si preoccupi.
  Allora non  sua moglie.
  Certo che no, Will. Parli pure liberamente. Che aspetto ha? E let?
  Sulla trentina. Abbastanza ben vestita per essere straniera. Voglio dire che non sembra una di quelle immigrate che vengono qua. Ma nemmeno esattamente una signora, se capisce cosa intendo .
 In realt fu ladylike il termine che us, equivalente piuttosto a distinta.
  E allora?
  Non so. Potrebbe essere unattrice, una presentatrice della televisione, quel genere l. Non che ne abbia vista mai una fuori dalla televisione, ma per dire.  molto profumata, mi rimarr quellodore nel gabbiotto per giorni. Non si preoccupi,  un buon profumo. Un po forte, ma buono . Questo lo aggiunse come se ne fosse stato responsabile Mr Rowland.
  Che cosa le dico? Che aspetti unaltra ora? Mi mette un po in imbarazzo averla l su uno sgabello. Non so cosa dirle. Al massimo posso cederle la mia sedia.
  No, le dica che sono uscito e che non torno per tutta la giornata.
   sicuro? Sembra molto decisa a vederla oggi a tutti i costi.
  S, sono sicuro. Ci sar un equivoco, mi avr preso per un altro Rowland .
 Non era affatto un cognome raro, ma neppure troppo frequente. A Londra ce ne saranno stati una trentina sullelenco telefonico, a Oxford sei o sette. Per questo era stato scelto: alla fine uno Smith o un Brown sono meno credibili.
  Mi scusi, Mr Rowland, lo so che non sarebbero fatti miei, ma non  meglio se chiarisce?
  Oggi non ne ho il tempo. Le dica quello che le chiedo, Will, sia gentile.
 La cosa non gli piacque per niente, gli dava i brividi che qualcuno potesse averlo rintracciato cos presto in quella citt, sotto la sua nuova identit che in pochissimi conoscevano. Anche nellMI6 cerano delle talpe, dappertutto ce ne sono, e a quel tempo lui si sentiva ancora in grave pericolo, una sensazione che avrebbe cominciato a placarsi solo dopo un paio danni di assoluta calma piatta, di noia, di vita abitudinaria e di attesa, di attesa senza un termine prefissato. Alla fine delle lezioni si avvicin con cautela al gabbiotto di Will, e vedendolo seduto da solo si affacci a indagare:
  Se ne  andata la mia falsa moglie? Ha detto qualcosaltro?
  Mi ha chiesto dove abitava, per andare a cercarla a casa. Non sono autorizzato a darle questa informazione, le ho detto. E il telefono? Nemmeno, mi spiace. Ha detto che alloggia al Jarrold e che la prega di passare gentilmente a trovarla quando ha finito .
 Non era lalbergo migliore della citt, ma era di sicuro il secondo e quello di pi antica tradizione, pi confortevole e antiquato. 
  Secondo me non ci ha creduto quando le ho detto che era andato via. Se non passa lei dallalbergo, torner qui domattina.
  Va bene. Grazie di tutto, Will.
 Quella storia non era divertente. Se anche si fosse trattato davvero di un equivoco, quella strana visitatrice aveva attirato lattenzione del bidello, e questo poteva voler dire attirare lattenzione dei colleghi, forse del preside e degli allievi, mentre il primo comandamento  passare inosservati, non dare mai da parlare a nessuno per nessun motivo. E dal momento che non lo aveva pregato di essere discreto, altrimenti la sua curiosit sarebbe ancora cresciuta e si sarebbe fatto pi domande, nulla impediva a Will di parlarne in giro. Un uomo come lui si nutriva delle novit pi minute e di quel poco che poteva esserci di inaspettato.
 Toms pens che era troppo rischioso incontrare quella donna, nessuno poteva assicurargli che non gli sparasse addosso appena lo avesse avuto davanti, anche in un luogo pubblico e in presenza di testimoni, non sarebbe stata la prima volta che succedeva, prima si regolavano i conti e poi si vedeva, intanto erano regolati. Per anche non fare nulla era rischioso, perch quella Vera Qualcosa o Mrs Rowland si sarebbe presentata a scuola il giorno dopo e quello dopo ancora, e non era detto che si comportasse sempre in maniera cos educata, e in ogni caso sarebbe stato impossibile evitarla indefinitamente. Quindi and a casa, prese la Charter Arms Undercover che gli avevano permesso di portare con s per le sue piccolissime dimensioni e la facilit con cui poteva essere nascosta, la mise nella tasca del cappotto e si incammin verso il Jarrold. Meglio chiarire la questione al pi presto, malgrado il brutto presentimento.
 Chiese alla reception di Mrs Rowland. Con il ricevitore gi staccato, il portiere volle sapere chi doveva annunciare.
  Mr Rowland.
  La signora dice che salga. Camera 38, terzo piano.
  No, le dica che la attendo in quel salone .
 Ce nerano due, ai due lati dellingresso, indic quello dove vide pi gente. And a sedersi, con gli occhi fissi sulla porta, ma lontano, in fondo, con le spalle contro il muro, ben coperte. Aspett cinque minuti, durante i quali vide entrare diverse persone e soltanto una donna sola, ma di mezzet e senza la minima aria da attrice o di qualcosa che potesse avvicinarsi. Ordin un t, e prima ancora che glielo portassero vide finalmente comparire quella che poteva essere Mrs Rowland. Abbastanza ben vestita, come aveva detto Will, in uno stile pi frivolo delle inglesi, pi curato; sulla trentina, per niente brutta ma neppure bella (il naso a un millimetro dallessere lungo), nel complesso con un bel fisico. Rimase ferma sulla porta, a guardare qua e l verso i tavoli occupati, evidentemente cercando una persona precisa, inconfondibile. Il suo sguardo sorvol su Tom, subito non si ferm, non lo riconosceva. Allora lui alz timidamente due dita, come per fare una domanda, con laltra mano affondata nella tasca del cappotto che non si era tolto, stretta sul calcio della pistola. Colse un moto di delusione sul volto della donna, quasi di desolazione; indissimulato, si trasform quasi subito in una smorfia di disprezzo o fastidio. Neppure questa reazione era inglese, troppo spontanea e cruda. Poi la donna torn padrona di s, cancell alla meglio quellespressione e si avvicin al suo tavolo. Lui si alz in piedi per salutarla, la mano sempre nella tasca.
  Mrs Rowland? Sono Jim Rowland. Mi  stato detto che voleva vedermi. Noi non ci conosciamo, vero?
 Lei non fece neppure il gesto di sedersi, n di stringergli la mano. Rimase in piedi, immobile, senza mettere a fuoco lo sguardo, come se avesse fretta di andarsene. Si tocc i capelli con ansia, aveva una specie di caschetto color paglia. Agli occhi chiari mancava solo un minimo di curvatura per risultare sporgenti, e se fossero stati di un tono pi chiari sarebbero stati color vino bianco, giallastri. Tutti i suoi tratti sembravano sul punto di renderla una donna poco piacevole; sfiorava la bruttezza e tuttavia era piuttosto attraente.
  Non  lei, mi scusi,  disse, e a Tom laccento parve italiano. Avrebbe dovuto ascoltarla di pi per saperlo, poteva essere jugoslavo o di qualche altro paese dellEst. Lidea lo mise ancora pi in guardia.
  Be, io sono io,  rispose.  Non so chi lei sperasse di trovare. Questa mattina  venuta a cercarmi a scuola.
  Speravo di trovare mio marito. Ma non  lei, scusi ancora.  stato un errore. Stesso nome e stesso cognome. Mi dispiace che si sia disturbato. Mi dispiace di averla importunata. Le auguro una buona serata.
 Che incredibile coincidenza, pens Toms in un lampo, scegliere lo stesso nome di un uomo che una moglie recente stava cercando. Non sembrava propensa a dargli delle spiegazioni. Si volt per andarsene, dopo aver mormorato in fretta altre parole di scusa. A lui non aveva niente da dire, lui non era il suo Jim Rowland e non era disposta a raccontargli la sua vita. Il suo accento era rimasto vago. Avvertibile ma non marcato, non cos forte.
 In quel momento gli portarono il t che aveva ordinato, la donna dovette fermarsi per permettere alla cameriera di passare.
  Aspetti. Gi che siamo qui, non desidera prendere qualcosa?  le disse Tom, e nellistante in cui lo disse si rese conto che anche la pi elementare curiosit gli era vietata.
 Se avesse insistito, ne era sicuro, non avrebbe avuto difficolt a convincere la signora Rowland a fargli compagnia per qualche minuto e a esporgli il suo caso, la sua storia e quella di suo marito. Ma non voleva attirare lattenzione di nessuno in quella citt di provincia. Se qualcuno lo avesse visto conversare in un albergo con una probabile straniera, in un luogo dove di stranieri non ne passavano molti, lo avrebbe notato e lo avrebbe raccontato in giro; lui non sarebbe pi sembrato cos insignificante e gli avrebbero fatto delle domande. E se lei per qualche ragione lo avesse coinvolto; se lui si fosse interessato e avesse provato la tentazione di aiutarla a trovare laltro Jim Rowland, per esempio (era un esperto nel trovare la gente), sarebbe uscito dal ruolo che gli era assegnato. 
 Sono un professore grigio e insulso, la persona pi banale di questo mondo, alla quale non pu succedere nulla di imprevisto,  ricord.  La mia vita di avventure  finita, almeno finch sono qui.
 E subito dopo lo assal unaltra idea: E poi forse questa donna sta fingendo. Forse  stata mandata per vedermi in faccia e accertarsi che sono Tom Nevinson, le avranno mostrato delle fotografie e lei mi avr riconosciuto, malgrado gli occhiali, i baffi e la barbetta curata da intellettuale. Lei non mi far niente, ma forse andr a darne conferma: S, quel James Rowland  Tom Nevinson, senza dubbio. Potete occuparvene. O forse mi conoscono sotto un altro nome, quelli che lhanno mandata e che verranno a cercarmi. Per questo non vuole parlare con me, sedersi come se niente fosse. Ha visto quanto basta, la sua missione  compiuta e sa che me darn matarile, mi faranno secco per colpa della sua testimonianza. Lespressione spagnola dar matarile, gli era balenata nella mente. Questo capita a essere bilingui, le due lingue ti fluttuano dentro di continuo, a volte simultaneamente.
  No, grazie,  rispose Vera Rowland, ammesso che quello fosse il suo nome. Aggir la cameriera e lasci la sala a passo rapido. Quasi di sicuro sarebbe tornata nella camera 38 e avrebbe preso un treno la mattina dopo, chiss per dove.
 
 PARTE NONA 
 Quello fu lunico momento di allarme durante la sua lunga e smorta permanenza in quella citt che non era mai del tutto sveglia, come tante nel mondo. In s dur poche ore, ma ci vollero mesi per mettere a tacere leco, mesi che trascorse nellattesa che un giorno arrivasse qualcun altro, un uomo o una donna con un incarico. O due uomini, come Lee Marvin e Clu Gulager allinizio di un film degli anni Sessanta, Contratto per uccidere, gli pareva che si presentassero in un posto simile, una scuola o un collegio dove John Cassavetes viveva nascosto da anni facendo il maestro o qualcosa di simile, Cdigo del hampa,
La legge della mala, lo avevano intitolato in Spagna, lo aveva visto quando aveva quindici anni. Era vagamente ispirato a un racconto di Hemingway che ricordava a malapena: sapeva solo che la vittima dei due sicari  lo svedese Ole Andreson, il nome gli era rimasto impresso  non cercava di fuggire n si difendeva, accettava la sua esecuzione  eufemismo giustificatorio per chi ha bisogno di giustificarsi, usato anche dal Sis e quindi anche da lui  come se ormai fosse stanco di aspettare o stanco di avere paura, e si dicesse: Finalmente mi hanno trovato. Non devo lamentarmi. Ho avuto una proroga. Inutile e senza senso, ma una proroga nelluniverso. E dato che queste prima o poi finiscono, cos sia. Quel suo atteggiamento stupiva i due killer, Marvin e Gulager nel film, e li incuriosiva al punto che di l in poi davano inizio a una loro personale indagine. Se qualcosa di simile fosse successo a lui, pensava Tom Nevinson, non sarebbe rimasto fermo, n si sarebbe mostrato passivo, non si sarebbe lasciato crivellare di colpi contro una lavagna senza opporre resistenza. Nei mesi che impieg a scrollarsi di dosso quello spavento teneva la sua pistola Undercover in tasca anche quando entrava in classe. Sapeva che si sarebbe stancato di aspettare se quella situazione fosse durata troppo a lungo, ma non si sarebbe stancato di vivere nella paura, perch la paura non si era separata da lui fin da quando era ragazzo, da quando avevano ucciso Janet Jefferys una notte dopo che era stato a letto con lei. Lui cera troppo abituato per stancarsi, aveva convissuto con la paura in quasi tutte le forme possibili. Ma il tempo era passato e nessuno si era fatto vivo, nessuno era venuto a cercarlo n aveva tentato di ammazzarlo, di dargli matarile. A poco a poco cominci a rassicurarsi; mai troppo, stava sempre con le antenne alzate: certa gente aspetta proprio che uno abbassi la guardia e non ha fretta. A volte ripensava a quella donna, Mrs Rowland, e non poteva fare a meno di intrattenersi immaginando possibili storie, la sua curiosit era destinata a rimanere insoddisfatta, era pentito di non averla trattenuta al Jarrold e di non averla interrogata, sarebbe stato facile dirle: Me lo deve, per il disturbo. Se non era venuta per identificarlo, probabilmente stava davvero cercando suo marito, una cosa ben strana. Forse era una moglie assoldata o comprata, per corrispondenza. Si era trasferita in Inghilterra, si era sposata o aveva creduto di sposarsi con quel James Rowland (Adesso sono anche Mrs Rowland, aveva detto a Will, come estrema risorsa, dopo che per due volte lui non aveva capito il suo cognome straniero; peccato, avrebbe potuto fornire a Tom maggiori indizi), e il marito, per chiss quale motivo  per delusione, pentimento, spavento tardivo, per bigamia?, si era fatto uccel di bosco, per usare lespressione di Mr Southworth, e laveva piantata. O forse lavevano attirata con linganno in una rete di prostituzione. Se era stato cos, ne era uscita, evidentemente, della puttana maltrattata e sottomessa non aveva affatto laria. Toms laveva vista molto risoluta, quasi autoritaria, senzombra di smarrimento; il trucco era discreto; labbigliamento continentale e frivolo per quellisola bacchettona, ma senza eccessi. Forse voleva vendicarsi del marito ingannatore e passava in rassegna tutti i Rowland esistenti in Gran Bretagna escludendoli uno a uno. O forse reclamava solo delle spiegazioni, dopo un comunissimo abbandono. Suonava tutto molto strano, ma limmaginazione non era il suo forte, non gli veniva in mente altro. In fondo era un po come se Berta si fosse messa in viaggio per il mondo alla sua ricerca, lui s che era un marito scomparso. Ma per Berta lui era morto, non avrebbe avuto senso cercarlo, nemmeno cercare il suo cadavere perduto in chiss quale punto del globo, tanto pi che, in teoria, cerano altri che se ne stavano occupando, o che se ne erano occupati senza successo.
 Col tempo lepisodio sfum, o lui lo accanton finch non lo vide pi che come un vaticinio o un presentimento. Poi aveva conosciuto linfermiera Meg, laveva messa incinta in modo imprevisto, era andato a vivere con lei e avevano avuto Valerie, la sua bambina che tanto amava e che non avrebbe visto crescere per molti anni. Cerano dei giorni in cui si immaginava di vivere in quella citt da sempre, di esserci nato e di morire l, ormai vecchio; e che tutto quello che era successo prima era stato un sogno, per quanto intenso e vario.  il destino di quasi tutto ci che finisce: che per il solo fatto di essere finito sembra un sogno. Quello che non c pi  come cenere sulla manica.
 Finch nel 1993 ricevette quella visita. Tupra gliela annunci il giorno prima, ma n lui n Blakeston si degnarono di venire, e nemmeno uno degli individui che erano passati a consegnargli denaro in contanti ogni sei mesi, questo non era mai mancato in tanti anni, probabilmente semplici corrieri. Mandarono una persona nuova, un subalterno, un esordiente, un praticante. Malgrado il preavviso, Toms and allappuntamento con cautela e con la sua vecchia Undercover in tasca, come era tenuto a fare con qualsiasi sconosciuto. Si incontrarono in una delle sale del Jarrold, Toms si era affezionato a quellalbergo, ogni tanto ci andava a leggere da solo i giornali, come se fosse in citt soltanto di passaggio. Era un giovane damerino un po flaccido, dallaspetto inoffensivo e dalla dizione pedante, vestito con ricercatezza e con unassurda onda dickensiana sulla fronte, come un fregio policromo l appiccicato (i capelli erano bicolore, biondo e castano, si usava molto negli anni Novanta). Disse di chiamarsi Molyneux, cognome dal suono francese non infrequente in Inghilterra, forse vagamente patrizio, ed era venuto a dirgli la seguente cosa: con la caduta del Muro e il galoppante smembrarsi dellUrss, nei paesi dellEst nessuno era pi molto attento n attivo. La Stasi e gli altri servizi erano preoccupati soprattutto di se stessi, dato il loro progressivo smantellamento e dati i possibili sviluppi, temevano improvvise rappresaglie o linciaggi, secondo la piega che avrebbero preso le cose (dopo quanto era successo alla coppia Ceausescu in Romania, nessuno si sentiva pienamente al sicuro).
 Tutti erano sulla difensiva, ammesso che non fosse ancora cominciato lo sbando generale e la distruzione degli archivi compromettenti.
  Non riteniamo,  us un plurale retorico che senza dubbio si estendeva a Tupra,  che si preoccupino di regolare i conti pregressi, devessere lultima cosa che hanno in mente .
 Quanto allUlster, si registravano progressi taciti ma reali, era improbabile che volessero rovinarli con unazione estemporanea, vendicativa. Esisteva sempre la possibilit che qualche elemento singolo, qualche irriducibile, ci provasse, alla psiche degli individui non si comanda (Molyneux us questa parola, psiche, era saccente anche nel vocabolario).
  Ci saranno ancora bombe e attentati prima che si arrivi alla pace o a qualcosa che le assomigli. Questo lo diamo per scontato, abbiamo avuto tremila morti negli ultimi ventanni, fra tutte e due le parti . 
 Ma ultimamente la tendenza era a placare, a lasciare irrisolto lirrisolto, almeno fino alle reincarnazioni future, e questa metafora gli piacque, ne rise da solo con la sua risata breve.
  Insomma,  aggiunse il giovane flaccido,  ci pare giunta lora che lei possa tornare, uscire di qui, Mr Nevinson, pardon, Mr Rowland. 
 Ma non del tutto, non per riprendere servizio. Questo solo se un giorno le venisse richiesto, pu darsi di s, pu darsi di no, non siamo in grado di assicurarle nulla. Lei si  logorato parecchio, e adesso  fuori allenamento da molto tempo . 
 Questo fu il modo sprezzante con cui gli annunci leventualit di un pensionamento definitivo. 
  A poco a poco. Per pu tornare a Londra, stare l e vedere come si sviluppano le cose. In una zona centrale, non sar costretto a vivere in un sobborgo chiss dove, come se fosse ancora al confino. Ma lontano da noi, almeno per il momento. Dei pochissimi che conoscono la sua identit e la sua faccia, i pi la crederanno morto, ormai lei non dovrebbe essere in pericolo. Ma  meglio esserne sicuri.  meglio che lei conservi il suo aspetto attuale e che non si faccia vedere presso di noi, e nemmeno al Foreign Office.
 Quel cialtrone, pens Nevinson, si permetteva di parlargli usando il noi, escludendolo; si morse la lingua, prefer non metterlo subito al suo posto, si salvava solo perch era un emissario di Tupra. E poi lo irritava quellonda napoleonica assurda, posata come uno scarafaggio sulla fronte, gli veniva voglia di prendere un pettine e un paio di forbici e fargliela sparire. Ma al tempo stesso non poteva non sentirsi emozionato e riconoscente, provava addirittura il ridicolo impulso di baciargli quella fronte bombata e chiazzata, solo perch era il portatore di cos buone notizie: andarsene di l, tornare a Londra. Non erano stati pochi i pomeriggi in cui, uscito da scuola, era andato alla stazione e si era spinto fino al binario con il cartello Trains to London. Li aveva visti arrivare, quei treni, fermarsi un paio di minuti, chiamarlo con gli sportelli aperti, invitarlo. Aveva provato una voglia immensa di fare qualche passo e salire, avrebbe potuto comprare il biglietto a bordo. Era cos semplice, cos normale, e tanti passeggeri lo facevano senza pensarci, come unabitudine. Per lui, invece, era diventata unimpresa impossibile, inimmaginabile quanto imbarcarsi di l per Giava. Una volta a Londra, mancavano poche fermate di metropolitana allaeroporto, e l ci sarebbe stato un aereo che poteva portarlo a Madrid, a Berta e ai suoi veri figli, o ai suoi primi. Aveva visto partire quei treni con rammarico, perfino con dolore, nei giorni di maggiore debolezza. Li aveva visti allontanarsi come un contadino dellOttocento poteva vederli passare in lontananza dal sentiero o dai campi.
  Quando potrei trasferirmi?  chiese a Molyneux.
  Fra una settimana sar pronto un piccolo appartamento in Dorset Square, vicino a Baker Street. Decisamente piccolo, in realt una mansarda, ma sufficiente per un periodo di interregno. Ci dir lei quando vuole trasferirsi. Si prenda tutto il tempo che le serve, la mansarda di l non si muove.
 Il giovane Molyneux ignorava che durante la Seconda guerra mondiale una sezione del famoso Soe aveva avuto sede al numero 1 di Dorset Square. Toms si chiese se non gli sarebbe toccato vivere nello stesso stabile sia pure per un interregno; se limmobile fosse ancora a disposizione dei servizi segreti dopo mezzo secolo. Le propriet della Corona rimangono sempre alla Corona, probabilmente,  si disse.  La Corona ci molla solo quando non ha pi bisogno di noi.
  Dice che sar pronta fra una settimana? Fra una settimana, allora.
 Andarsene senza dir niente non era pensabile, andarsene senza un addio, senza spiegazioni, come tanti mariti privi di scrupoli nel corso della storia, come alcune donne, anche. Solo perch Meg non facesse rumore e non lo cercasse, perch non denunciasse la scomparsa, decise di raccontarle una parte della verit. Nessuno avrebbe mai trovato il James Rowland che era stato, dal momento che non esisteva. Ma lo angosci immaginarsi Meg girare tutta lInghilterra inutilmente, come quella Mrs Rowland straniera, non si sa mai di che cos capace una persona disperata, una persona che non capisce che cosa le  successo.
  Ho una moglie da molti anni. E due figli suoi,  fin per dirle.  Me ne sono andato, sono venuto qui per dimenticarli, per non acuire il mio dolore con la vicinanza. Per questo non ho voluto sposarti, perch ero gi sposato e lo sono tuttora, non c mai stato un divorzio. Almeno non ho spinto linganno alle estreme conseguenze, e non ho infranto la legge. Adesso mi si presenta la possibilit di tornare alla mia vita di prima, sulla quale, avevi tutta la ragione del mondo, ho taciuto troppo, avrei fatto meglio a parlartene, sarebbe stato pi giusto per te. Se ho taciuto non lho fatto con cattive intenzioni, ma di certo con assoluto egoismo. Uno tira avanti come pu, un giorno dopo laltro, si difende da un dolore infinito e si aggrappa a quello che trova, senza pensarci. Ti ho usata,  vero. Ti ricordo, per, che non volevo arrivare fino a questo punto, non volevo che avessimo la bambina. Adesso non mi pento, al contrario, ringrazio, lo sai. Non posso chiederti di perdonarmi, non me lo aspetto e non lo merito. Mi si spezza il cuore al pensiero che non ti vedr pi tutti i giorni, che non vedr nemmeno Val. Ma devi capire che da anni ho il cuore in pezzi per gli altri miei figli, loro li conosco da pi tempo. Si vergogn di usare quelle espressioni, di parlare del suo dolore, del cuore e della pena infinita, santo cielo; ma era cos che gli toccava fare. Non avrebbe migliorato le cose, ma sarebbe stato ancora peggio se quelle parole banali non fossero uscite dalla sua bocca, la gente ha bisogno di frasi melense in alcune circostanze, senzaltro in quelle di un abbandono. Sono una commedia, ma bisogna dirle; non servono a niente, ma leniscono leffetto della botta, retrospettivamente, non sul momento. E in fin dei conti non era la prima volta nella sua vita che vi ricorreva, chi finge deve saperle maneggiare, pur provandone sempre vergogna.
  Non vi mancher niente. Ogni mese ti verser una somma sufficiente per le spese. Di questo non devi preoccuparti. Lo so che ora non te ne importa, che  il meno. Pi avanti non lo sar.
 Toms Nevinson sapeva di avere davanti pochi giorni di psicodramma, di pianti, di rimproveri, di preghiere, di furia occasionale e di mutismo offeso, il tutto a fasi alterne. Quel prezzo lo pagava ben lieto, voleva uscire di l prima di tutto, tornare nelluniverso, fermare quel lento e inesorabile appassimento, non arrugginire definitivamente. Quei giorni e quelle notti di inutile dibattersi erano un pedaggio assai modico. Sarebbero passati in fretta, e poi di colpo lui sarebbe stato fuori di l, sarebbe stato a Londra, e da Londra, chi poteva saperlo. Gli pesava di pi separarsi dalla bambina che dalla madre, ma era abituato a separarsi dalle persone, a lasciarle in pessime condizioni, a volte, o condannate. Fece un tentativo:  Io vorrei venire a trovarvi ogni tanto, passare qualche settimana qui con voi, almeno finch tu non mi avrai sostituito. Perch mi sostituirai, in fondo lo sai, anche se oggi ti pare impossibile. Ti supplico di lasciarmelo fare. Se non sei disposta, lo capisco. Come potrei non capirlo se mi sono allontanato dai miei figli per non rendermi le cose pi difficili, per non gettare sale sulla ferita. Sono stato nella tua posizione. Conosco bene quella ferita. Ci sono passato . 
 Non le parl di Madrid, non le disse che era mezzo spagnolo n qual era il suo vero nome, non le spieg che cosa aveva fatto per gran parte della sua vita (non era autorizzato, e non lo sarebbe mai stato). Meglio non tentare la sorte, meglio non darle appigli per indagare, meglio che il nome Tom Nevinson non esistesse per lei, anche se non sapeva se avrebbe potuto mai riaverlo, per coloro che lo ricordavano era quello di un morto. Meglio che, se un giorno fosse riuscito a tornare a Madrid, linfermiera Meg non comparisse l con una bambina, con una bambina sua, mai dare delle idee a chi  disperato, potrebbe metterle in pratica.
  Non voglio vederti mai pi, e nemmeno che ti riveda la bambina,  fu la risposta finale di Meg, il suo verdetto dopo quei giorni di accuse e grida e lacrime e dormiveglia, al massimo di dormiveglia, da esaurire anche luomo pi freddo.
  Se un giorno dovr avere un altro padre,  meglio che di te non si ricordi. Sar pi felice se non sentir pi la tua mancanza e poi ti dimenticher completamente, come se non fossi mai esistito. Magari la mia memoria fosse altrettanto labile, noi adulti non abbiamo questa fortuna. Io invece mi ricorder di te, ti odier fino alla morte.
 Toms Nevinson aspett pazientemente che trascorressero quelle giornate. Tutto arriva, prima o poi. Aspett con tristezza, senza dubbio, ma anche con illusione. Prefer risparmiarsi un addio in piena regola, con la consapevolezza del distacco da parte di tutti e tre, o di loro due, almeno, la bambina non avrebbe nemmeno saputo concepirlo. Era gi tutto detto, quindi non annunci quando se ne sarebbe andato, il giorno preciso. Approfitt di una mattina in cui Meg e la bambina erano fuori, una al lavoro, laltra allasilo, e si prepar un bagaglio scarso che comprendeva la sua Undercover, non era il caso che Val la trovasse e provocasse un incidente. Gett le chiavi sul letto matrimoniale, usc, si chiuse la porta alle spalle, trov superfluo scrivere un biglietto. Appena entrata in casa, Meg lo avrebbe capito che se ne era andato, lo avrebbe sentito dallodore. Con passo leggero si diresse verso la stazione, questa volta avrebbe preso il train to London, non sarebbe rimasto sul binario a guardarlo partire. Sarebbe salito a bordo e poche ore dopo sarebbe sceso a Paddington, probabilmente, non aveva mai raggiunto la capitale da quella citt. Di l la metropolitana fino a Baker Street, appena tre fermate, e Molyneux sarebbe stato ad attenderlo davanti al Dorset Square Hotel per condurlo alla sua mansarda, dargli le chiavi e probabilmente alcune istruzioni. Poi sarebbe stato libero e il suo esilio sarebbe finito. Che cosa veniva dopo era ancora da vedere, in quel momento non aveva nessuna importanza. Quando vide entrare il treno in stazione non si mosse, non si alz in piedi n si avvicin al bordo della banchina. Era sempre rimasto seduto, nei pomeriggi in cui andava l, e per automatismo fu tentato di fare come sempre. Forse ebbe un momento di tardiva esitazione. Guard il grande orologio appeso in alto. Rimase immobile, avrebbe perso il treno se avesse lasciato passare ancora due minuti, tre al massimo. In quella citt cera un senso di pace che non aveva mai conosciuto altrove, in quellesistenza monotona e smorta e sonnolenta. Ed  bello non avere responsabilit, o avere solo quelle delluomo comune. Quando le cose finiscono, perfino quelle di cui pi si  desiderata la fine, di colpo si prova una gran pena e si comincia a sentirne la mancanza. Pens: Quello che ci lasciamo alle spalle ci pare inoffensivo perch lo abbiamo superato con successo, perch siamo ancora vivi e non abbiamo perso tutto. Vorremmo tornare al passato perch quel passato  ormai chiuso; conosciamo il risultato e vorremmo ripeterlo. Quale sarebbe stato il valore della calma a lungo anelata, della serenit autunnale e della saggezza matura? Qui sono stato al sicuro, ho condotto una vita ordinata e tranquilla. Nel complesso noiosa, ma questa noia mi mancher. Mi mancheranno la scuola, le camminate lungo il fiume e la contemplazione della corrente, perfino i colleghi. Mi mancheranno le partite allo stadio e le mie pause nel salone del Jarrold con una tazza di t, a leggere il giornale come un viaggiatore di passaggio o uno sfaccendato signore di provincia. Mi mancher Meg con il suo corpo caldo, e soprattutto mi mancher Valerie, mi mancheranno i suoi passetti corti e svelti, le sue corse verso le mie braccia e le sue risate senza un perch, che sono le pi fresche e scompaiono col tempo. Poich io so che il tempo  sempre tempo e il luogo  sempre luogo, e solo quello, e ci che  reale  reale in un tempo e in un luogo solamente. 
 Il treno era l, con gli sportelli aperti, ad attirarlo come sempre. Bastavano pochi passi: uno, due, tre, quattro; forse cinque. Toms pens, ricord: La storia  una trama di momenti senza tempo... Su, presto, qui, ora, sempre... Da quanti anni lo accompagnavano quei versi, letti da Blackwells distrattamente. Si alz, prese la valigia, fece quei passi, fu dentro; ma bastava farne uno in senso inverso per essere di nuovo fuori, di nuovo sul binario. Guard la banchina e guard lorologio appeso in alto. Si chiusero le porte.
 Quando, gi seduto al suo posto, sent partire il treno, si permise un ultimo pensiero, breve come queste parole, prima di applicarsi, come tante altre volte, a dimenticare: Addio, fiume. Addio, donna. Addio, bambina. Quante cose continuo ad accumulare, quante cose mi sono lasciato alle spalle.
 Passarono alcuni mesi e venne il 1994. Toms Nevinson aveva trovato quanto gli era stato annunciato: proibito avvicinarsi allMI6 o allMI5, o alle loro varie sedi sparse e semiclandestine, nonch al Foreign Office; proibito cercare di incontrare Tupra o Blakeston o qualunque collega, proibito chiamarli o farsi vivo. Vietato stabilire contatti con Madrid, e soprattutto cedere alla tentazione di rivelare a qualcuno che era vivo ed era tornato. Non era pi James Rowland, non conveniva pi usare quel nome con cui molti lo conoscevano, gli abitanti della citt dove aveva passato diversi anni e dove aveva stretto legami eccessivi, dove aveva lasciato discendenza. Molyneux gli aveva consegnato dei nuovi documenti, ora si chiamava David Cromer-Fytton, ignorava perch gli avessero assegnato un cognome raro e composto (sembrava preso da un romanzo o dai ranghi pi alti dellesercito, o direttamente dalla guerra di Crimea), uno di quei cognomi che saltano allocchio e si ricordano, mentre a quanto ne sapeva gli conveniva ancora passare il pi possibile inosservato. Tom Nevinson rimaneva ufficialmente morto, e sempre meno gente si ricordava di lui, le persone poco presenti o nocive, una volta morte vengono depennate e scompaiono dalla memoria, se non ci sono pi  inutile conservarne il ricordo, cos com inutile conservare il loro numero di telefono sulla rubrica. Si pu anche essere restii a farlo, ma alla fine su entrambi si tira una bella riga.  anche vero che i ricordi si riattivano assai facilmente, basta sentire un nome o rivedere un volto. E sebbene Tom avesse cambiato aspetto numerose volte, non era opportuno che lo riconoscesse gente dei vecchi tempi. Scopr di avere davanti ancora dellattesa, ancora passivit, ancora inazione, ancora invisibilit e dissimulazione. Era a Londra, finalmente, ma come un turista o un pensionato. Cera, ma era ancora in esilio. Almeno nellaltra citt aveva la scuola e la bambina.
  Che cosa devo fare?  chiese al giovanotto flaccido, diventato il suo unico contatto, due settimane dopo essersi sistemato nella mansarda. Era un sottotetto piccolo ma confortevole, non mancava niente. Aveva vissuto in posti infinitamente peggiori, e poi l cera luce e una bella vista sulla piazza, che gli offriva il distratto spettacolo di chi entrava e usciva dal Dorset Square Hotel, dove Molyneux gli dava appuntamento. Non si trovava sullo Strand n a St Jamess, ma la zona era ugualmente centrale, in effetti: vi abbondavano i visitatori del Museo di Sherlock Holmes, aperto relativamente da poco, e del Museo delle cere di Madame Tussauds, entrambi molto vicini; e poi cerano le folle che andavano a fare un giro da Selfridges e i pochi raffinati diretti alla Wallace Collection.
  Niente, niente di niente, per ora,  rispose Molyneux, soffiando via il suo svolazzo sulla fronte, se lo era lasciato crescere al punto che adesso sembrava avere posata l sopra una lucertola pietrificata, forse perch lo inondava di lacca.
  Usi il suo tempo come meglio crede. Visiti la citt, di sicuro non ha mai avuto tanto tempo libero come adesso. Di sicuro non ha visto mille cose che valgono la pena, in fin dei conti lei viene dalla Spagna. La casa di Sir John Soane, per esempio? C sempre pi gente che la scopre. Fra poco non si riuscir pi a muovere un passo l dentro, ed  un posto pieno di meraviglie. Oppure vada ai Kew Gardens.
  Che cosa mi sta suggerendo, che mi compri una guida?
  Questo dipende da lei. Pu anche andare al cinema dal mattino alla sera, o a tutti i teatri, o a vedere del porno. Soldi ne ha. Noi gliene diamo . 
 Continuava a usare quel plurale con cui si dava importanza, ma improvvisamente pass a un singolare in cui Toms vide unintenzione offensiva. 
  Le ho portato del denaro, e gliene porter ogni due settimane, in contanti. Se lo amministri pure come le pare. Tra una cosa e laltra lei ci sta costando parecchio.
  Attento, Molyneux,  gli disse Tom Nevinson serio e infastidito; o glielo disse Cromer-Fytton.  Non si permetta. Chi ha detto questo? Tupra? Se lo ha detto lui, gli trasmetta questo messaggio: qualunque cifra spendiate per me e per le mie famiglie nel corso di una vita, sar sempre troppo poco. E non mi costringa a elencargli quello che ho fatto. Anche i fondi che ho ottenuto o risparmiato. Lui lo sa, e non dovrei ricordarglielo.
 Evidentemente Molyneux non voleva problemi con il suo capo, quindi rettific subito:  Mi scusi, era unosservazione personale. Mr Tupra non ha mai detto nulla al riguardo, non si  mai lamentato. Sapr lui quello che fa. Ho soltanto visto che lei  in stallo da un po. Ma certo, io non so niente dei tempi remoti. Non avrei dovuto, mi dispiace, ritiro quello che ho detto. 
  Le ricordo che portiamo dei gradi, anche se non ce ne serviamo, Molyneux, e che lei sar al massimo caporale. Non si permetta delle confidenze con me, non sia impertinente, se non vuole beccarsi una punizione. E non parli dei miei anni di attivit come di tempi remoti. Non  colpa di nessuno se lei  un giovanotto ignorante. Non so perch non mi hanno assegnato qualcuno con maggiori competenze. Ci che pi mi preoccupa  appunto uscire da questa situazione di stallo. Non ho il minimo desiderio di rimanere fuori dalla circolazione, n di trasformarmi in un passivo. In una palla al piede, secondo lei. Quando potr parlare con Bertram?
 Il fatuo Molyneux si spaventava subito. Prima faceva il presuntuoso, poi si spaventava. Poco ci manc che scattasse sullattenti, dopo la reprimenda. Probabilmente pens che Nevinson era un duro della vecchia scuola, che ne aveva viste molte. Che forse aveva commesso nefandezze che lui non era nemmeno capace di immaginare. Alle nuove generazioni i tempi del Muro e dellUnione Sovietica cominciavano ad apparire mitici quanto arcaici, quasi immaginari. S, cos presto, questo  leffetto della progressiva accelerazione del mondo. 
 Ora gli rispose con delicatezza e rispetto:  Con Mr Tupra? Non lo so, forse neppure lui lo sa.  questo lostacolo per un suo rientro, Mr Cromer-Fytton . 
Per lo meno non si dimenticava come doveva chiamarlo in ogni occasione.
  Bisogna aspettare, bisogna accertarsi che lei sia al sicuro, che nessuno la stia cercando e che nessuno le spari addosso appena metter la testa fuori. Parlo metaforicamente, ma non solo; lei capisce. Cerchi di essere paziente. Non ci vorr meno di alcuni mesi, ma in confronto a prima le sembreranno pi corti. Per questo le suggerivo di approfittarne, di distrarsi il pi possibile. Non intendevo certo sminuirla.
  Gi. E non si permetta neppure di dirmi che in fin dei conti vengo dalla Spagna, come se fossi uno straniero. Lei vede in me qualcosa di straniero, Molyneux? Vede qualcosa che non va? Le sembro meno inglese di lei? Che accento vuole che usi?
  No, per nulla. Solo che ho studiato la sua scheda, fin dove  consentito, ovviamente, fin dove arriva. Come pu immaginare, ci sono molti periodi in bianco. Mi scusi di nuovo, se questo pu averla infastidita.
  E mi vede la faccia di uno che va a vedere del porno, Molyneux? Cerchi di non equivocare pi sul mio conto.
 Nelle settimane che seguirono, le prime settimane di alcuni mesi, ammesso che tutto andasse bene e che lattesa non si prolungasse, Toms Nevinson ripens a quel breve scambio pi spesso di quanto avrebbe supposto, nelle sue interminabili passeggiate senza meta o chiuso nella sua mansarda. Non aveva ancora compiuto quarantatre anni e apparteneva gi ai tempi pi remoti, come un mammut, per un qualsiasi ragazzotto. Inconvenienti dellaver cominciato cos presto, forse. Era vero che per diversi anni era rimasto fuori gioco. Ed era vero che veniva dalla Spagna, l aveva trascorso la sua infanzia e la sua prima giovent, e anche parti della sua vita adulta. L si era sposato, sua moglie e i suoi figli erano spagnoli. Adesso erano dodici anni che non metteva piede laggi, che non vedeva Berta e i bambini, che non dovevano essere pi cos bambini. Nellinattivit obbligata cui si vedeva costretto, aveva il tempo di sentirne acutamente la mancanza, forse pi che in tutto il suo confino nella citt di provincia. L aveva dovuto fabbricarsi un personaggio, farsi passare per quello che non era, per un altro, inventato, attivit in cui era abilissimo e che lo teneva impegnato e sveglio, anche se non per unindagine o un compito preciso, solo per rimanere nascosto. A Londra, invece, non era tenuto a essere nessuno. Nella capitale la gente non fa domande, non si accorge di nulla, un uomo pu entrare e uscire di casa per decenni senza che nessuno si interessi di quello che fa o di che cosa si occupa, se  scapolo o sposato o divorziato o vedovo, se  solo al mondo o ha una famiglia lontana o vicina, se  sano o malato. A Londra lui era invisibile, molto pi di prima. Spesso si domandava chi diavolo potesse venire a cercarlo, chi mai si sarebbe preso la briga di appostarsi da qualche parte in attesa di vederlo comparire per abbatterlo. Tutte quelle precauzioni gli parevano superflue, uno spreco. Ormai per quasi tutti lui non cera pi: moglie, figli, genitori, e naturalmente fratelli, compagni e nemici. Amici in realt non ne aveva, si rese conto, forse pochi amici madrileni che dovevano averlo completamente dimenticato, che lui aveva trascurato al di l dellammissibile. Chi poteva ricordarsi di lui? Chi poteva averlo presente? Abitava non lontano, a poche fermate di metropolitana, dallMI6 e da Tupra  luomo che gli infondeva vita con i suoi ordini e i suoi incarichi  , e al tempo stesso era lontanissimo, in unaltra galassia, finch non lo avessero chiamato. Quindi adesso s che era davvero un fantasma. E Molyneux era un ignorante, in effetti: quellattesa non gli sembrava pi corta, ma infinitamente pi lunga. Quanto pi ci si avvicina a un obiettivo, quanto pi si vede prossimo il ritorno, meno si tollera ogni ulteriore rinvio: viene un momento in cui ventiquattro ore in pi sono un supplizio intollerabile per chi attende da secoli. Deambulava, passeggiava come un uomo che ha rinunciato ai minimi privilegi di cui gode la maggior parte della gente, quelli pi modesti e comuni: un lavoro e un po di compagnia, quattro chiacchiere davanti a una birra, la sensazione di iniziare la giornata e la sensazione di portarla a termine, lidea che il giorno dopo sar lievemente diverso da quello appena concluso. Per lui mattina, pomeriggio e sera erano uguali, doveva riempirli, nulla lo reclamava, quasi non pronunciava parola. And a visitare la casa di Sir John Soane e un mucchio di altri musei, anche i pi reconditi. And alcune volte a teatro e vide parecchi film nei cinema. Camminava per tenersi in esercizio e non stare troppo nella mansarda a guardare la televisione o a leggere, o affacciato alla finestra, bench ci passasse molto tempo. Si immergeva nella folla che percorreva la citt da un capo allaltro, gente piena di fretta e di cose da fare, gente con la spensieratezza del turista, e che pure era piena di affanni. Gli piacevano gli assembramenti di persone, invidiava tutti. Si abbeverava della loro agitazione, dei loro mormorii, delle frasi isolate colte al volo, delle loro cattive maniere e risate. E sapeva che la sua presenza non aveva il minimo influsso su di loro e non offriva nulla in cambio. Lui era come laria. Quindi  questo che sono,  si diceva.  Aria morta.
 Ripensandoci, avrebbe preferito non aver mai formulato quellespressione, farsi passare per quello che non era, perch gli venne da analizzarla. Per anni non se ne era mai curato, ma in questo consisteva il suo lavoro, nellessere altre persone e quasi mai quello che era. Ora che Mr Cromer-Fytton mancava di qualunque caratteristica, ora che non doveva assegnargli alcun ruolo n comportamento, n doveva parlare lingue diverse o imitare dizioni o accenti che non erano i suoi, ora che era libero di plasmarlo come gli pareva perch non aveva spettatori da ingannare o da persuadere, Tom Nevinson si rese conto che gli era difficile capire chi fosse davvero. Tutti quegli andirivieni e quelle assenze lo avevano sfumato. Per un lungo periodo recente era stato Jim Rowland, insegnante di scuola media, ma anche costui era stato sepolto in fretta. Una volta partito il treno per Londra, raramente si era voltato indietro. Quando il pensiero di Meg e di Val era in agguato, soprattutto di Val, se ne staccava immediatamente, come aveva fatto dopo altre incarnazioni, senza riguardi n rimorsi, non poteva rimanere preso in nessuna ragnatela. Lunico luogo dove la sua mente o il suo ricordo tornavano davvero con forza era Madrid, la casa di calle Pava e quella di calle Jenner ora vuota (gli erano state comunicate le notizie fondamentali, la morte di sua madre prima e quella di suo padre poi), la calle Miguel ngel e di Monte Esquinza e Almagro e Fortuny e Martnez Campos e tante altre. Se lui era ancora qualcuno, se il tempo e le circostanze non lo avevano diluito o ridotto a una pietra o a uniscrizione illeggibile, allora era Toms Nevinson, nonostante tutto: il figlio minore di Jack Nevinson del British Council e di Miss Mercedes dellInstituto Britnico, il fidanzato di Berta Isla, il marito di Berta Isla, il padre di Guillermo ed Elisa. Jim Rowland era stato uno dei tanti ruoli che aveva interpretato, unillusione, lui non aveva nulla a che fare con quel tizio che si era comportato cos male con una donna, ingravidandola, e con una bambina, mettendola al mondo per poi abbandonarla insieme a sua madre. Quel professore mezzo scemo non era lui, per lui aveva fatto pi o meno la stessa cosa, lui, Toms Nevinson, e per di pi si era finto defunto e si fingeva tale tuttora, lasciava sua moglie nellinganno. Di colpo lo consumava la nostalgia di Berta e della vita che gli era stata sottratta quando la stava appena cominciando. 
 E dato che quella gli era ancora negata e ormai era in gran parte trascorsa, confidava nella chiamata di Tupra: la sola cosa che poteva salvarlo dai suoi crucci e dalle sue tentazioni sarebbe stato sentirsi di nuovo utile, di nuovo senza una personalit propria. Linattivit e lattesa lo stavano spingendo a ritrovarla, e lui questo non poteva permetterselo, perch lo indeboliva e lo confondeva. Lo spingevano a guardare verso Madrid e ad accarezzare idee insensate.
 Nella sua ricerca di assembramenti e di folla, di gente, si recava spesso al Museo Madame Tussauds, in Marylebone Road, non lontano dalla sua mansarda. L cerano sempre lunghe code, soprattutto di turisti stranieri o venuti da fuori Londra, e classi condotte dalle maestre, intere scolaresche in gita, fra pochi anni anche Val avrebbe potuto essere fra quei bambini, lavrebbero portata dalla citt in cui lui laveva condannata a vivere per molto tempo, se non per sempre. Nel museo non si potevano fare tre passi senza urtare qualcuno, centinaia di persone si facevano fotografare accanto alle figure di cera pi famose, quelle del momento e quelle ancora inamovibili, dalla Regina ai Beatles, da Churchill a Elvis Presley, da Kennedy e Cassius Clay fino a Marilyn Monroe. Toms si domandava se i visitatori pi giovani sapessero chi erano questi ultimi, o quando sarebbero stati ritirati e sostituiti.
 I vivi dimenticano sempre pi velocemente,  si diceva,  con sempre maggiore impazienza, disprezzo e risentimento nei confronti di ci che non ha aspettato loro per esistere, di ci che conoscono solo per sentito dire, o come unirritante leggenda alla cui creazione non erano presenti e che pertanto deve essere cancellata. I vivi sono sempre pi a loro agio nel ruolo di barbari, di invasori e usurpatori, come ha osato il mondo considerarsi importante prima della nostra nascita,  con noi che tutto si inaugura, tutto il resto sono anticaglie, inservibili rimasugli il cui destino  la triturazione e la spazzatura.
 Io faccio parte di questo,  si diceva,  sono vivo e sono morto, per quasi tutti sono un morto che non ha lasciato troppo il segno, n per quelli che mi hanno amato, n per quelli che mi hanno odiato.
 Stare l, in coda o allinterno del museo, in mezzo a tante persone e completamente vive, desiderose di vedere le celebrit del passato e i loro idoli del presente, immobili, alla loro merc, disposti a farsi fotografare e toccare, bench fosse proibito, perfezionate sculture di cera molto pi visibili di quanto non lo fosse lui, anche se lui camminava e parlava e vedeva, tutto questo contribuiva a farlo sentire meno solo, meno sorpassato e spettrale. Sebbene ci andasse in silenzio e da solo, sempre estraneo allallegria dei gruppi, partecipava dellentusiasmo e del chiasso di chi lo circondava, spingeva e veniva occasionalmente spinto, udiva le estasiate esclamazioni di riconoscimento del cantante o del calciatore preferito, e osava persino scambiare qualche osservazione superflua con qualche visitatore o visitatrice al suo fianco:  La somiglianza non  molto riuscita, vero?  per esempio, o:  Dicono che i modelli si prestano a farsi prendere le misure esatte, io credevo che Mick Jagger fosse pi alto e un po meno mingherlino, lei no? Forse con let si sta restringendo .
 A questo replic una donna che voleva fare la brillante:  Lei crede che anche Cromwell ed Enrico VIII si siano fatti misurare?
 Una mattina, mentre si trovava in una delle sale pi affollate, fu colpito da un bambino e una bambina. Soprattutto dalla bambina. Doveva essere sugli undici anni, suo fratello sembrava averne un paio di meno, la parentela era evidente dalla fortissima somiglianza. Quasi non si fermavano davanti a nessuna delle figure, correvano qua e l, anzi, in realt passavano da uno spazio allaltro e poi tornavano a quello di prima e poi subito scappavano via, tornavano a entrare e uscire, creature eccitate e inquiete per quella sovrabbondanza, si davano la voce lun laltra, gridavano: Guarda, Derek, guarda chi c, e Guarda, Claire, c anche James Bond, la grande quantit di personaggi non permetteva loro di concentrarsi su nessuno, si sentivano attirati dalle loro continue scoperte. Era un comportamento frequente fra i bambini al Madame Tussauds, in realt da molto tempo il museo  concepito per loro e per gli adolescenti, ossia per le grandi masse infantilizzate delluniverso, in continua crescita. A colpirlo furono le facce, i lineamenti di quei due fratelli. Aveva la strana impressione di conoscerli, che non fosse la prima volta che li vedeva, soprattutto la bambina, ne era sicuro. Ma chi potevano essere? Dove poteva averli visti? Sent il brivido del riconoscimento indubitabile  una scossa, un lampo, piuttosto  , e poi linquietudine di non saperlo collocare, come quando in un film o in una serie televisiva appare un attore secondario dal volto inconfondibile e non riusciamo a ricordare in quale altro ruolo lo abbiamo visto. E pi ci sforziamo, pi il ricordo ci sfugge, o ci si confonde, e la nostra mente  perso ormai ogni interesse per la trama del film  non trover pi pace finch non lavr individuato. In primissima e irrazionale istanza pens che fossero i suoi figli, Guillermo ed Elisa, fu unidea assurda dettata dalla perplessit. Potevano essere venuti a Londra, certo, per ormai dovevano avere unaltra et, e poi Guillermo era pi grande di Elisa, non viceversa, e non avrebbero parlato come dei bambini inglesi e non si sarebbero chiamati Derek e Claire. Chi erano Claire e Derek, allora? Da che parte della sua mente venivano? Dove aveva gi conosciuto quella bambina cos attraente? Perch di sicuro sarebbe diventata una donna attraente. Fece un rapido ripasso mnemonico dei bambini con cui aveva avuto qualche fugace rapporto nei suoi viaggi, non di rado si era mescolato con la popolazione locale, qualche volta era andato a letto con una madre o con una ragazza che aveva fratelli piccoli, ma le et non coincidevano. E poi lui aveva passato gli ultimi cinque anni o pi lontano da tutto, confinato in quella citt di provincia, relegato perfino nei periodi di vacanza, e l erano sfilati davanti ai suoi occhi numerosi alunni e alunne, di cui, per la vicinanza, conservava, con precisione o vaghezza, nella memoria i volti, e nessuno gli aveva destato quellinquietudine mista a fascinazione, come quella che suscitano certi quadri  ritratti soprattutto  dai quali non si riesce a staccare gli occhi per un lungo inaspettato momento: uno crede di aver finito di guardarli e passa ad altri dipinti del museo, ma qualcosa lo spinge a tornare sui suoi passi per guardarli di nuovo, qualcosa lo costringe a non separarsene ancora, per due o tre volte, per quattro volte. Si rese conto che non riusciva a distogliere lo sguardo e che il suo atteggiamento cominciava a essere quello di uno spagnolo (in Inghilterra non si guarda cos intensamente n si fissa nessuno, tantomeno una preadolescente, tantomeno se si  un maschio adulto), cap che era catturato da quei lineamenti fra loro quasi identici, ma molto pi evocativi nella bambina, pi inequivocabilmente apprezzati in un altro momento della sua vita. Lo attiravano come un magnete, cercava di seguirla per le sale e di non perderla fra la gente. Non aveva nessun senso unidea del genere, quella Claire doveva essere nata quando lui aveva gi compiuto la trentina, come minimo. Non era possibile che fosse stata presente in un momento passato della sua vita.
 Claire era molto bionda, aveva lineamenti fini ma unespressione quasi selvatica e decisa che denotava un carattere impetuoso. Aveva belle sopracciglia che si incurvavano verso lalto via via che si allontanavano dal centro, pi scure dei capelli. Aveva una bocca molto rossa, la bocca tipica dei bambini e dei giovani, con gli angoli leggermente piegati allingi, che le conferivano unespressione in certi momenti di sdegno e in altri di malinconia, come a preannunciare una persona difficile in futuro, per gli altri come per se stessa. Ma sorrideva spesso e allora gli angoli della bocca le si sollevavano con entusiasmo e allegria, scoprendo due incisivi separati, un giorno sarebbero stati la perdizione di un uomo, o di molti. Gli occhi erano interrogativi, percorrevano una statua di cera dopo laltra con rapidit e acume, forse era per quella rapidit che non si fermavano a lungo su nessuna, lei e suo fratello continuavano a spostarsi eccitati da una parte allaltra, Guarda, Derek, questo  Napoleone, io lho gi studiato, o Prima ho visto Darth Vader, Claire. Torna indietro, te lo sei perso.
 Era solo questione di tempo, presto lattenzione viva della bambina si sarebbe posata su Tom Nevinson e sul suo sguardo fisso, su quelluomo che appariva e spariva, che seguiva il loro stesso itinerario divagante e che per di pi la osservava con curiosit e insoliti occhi meridionali. Ma quando se ne accorse, invece di spaventarsi, Claire gli restitu la curiosit con la coda dellocchio, con la timidezza o la modestia che corrispondevano ai suoi anni. Forse per lei era evidente che nello spionaggio di Toms non cera nulla di torbido o di morboso, ma pura ammirazione e simpatia. Simpatia e lavorio mentale, come quello di chi decifra un enigma. Per i bambini che non hanno ancora raggiunto ladolescenza e che vengono spesso ignorati, attirare lattenzione di un adulto ha un che di lusinghiero e confortante. Si sentono speciali e meritevoli di attenzione, importanti per qualche momento. Questo dovette succedere a Claire (Derek era pi infantile e distratto, probabilmente non si era accorto di nulla). Adesso la bambina continuava a divertirsi su e gi, ma a ogni nuovo spazio espositivo si fermava a controllare, senza darlo a vedere, se Tom Nevinson, o David Cromer-Fytton, continuava a renderle il suo simpatico omaggio visuale o se si era gi stancato e disinteressato. Lo faceva con discrezione e anche con pudore, ma senza il minimo timore. In fin dei conti, che cosa poteva succedere l, in un luogo cos affollato, cos pieno di divertimento?
 Quello che Toms non vide mai, neppure per un istante, furono dei genitori o insegnanti che li accompagnassero. Sembravano troppo piccoli per essere andati al Madame Tussauds da soli. Forse i grandi, i genitori, li aspettavano nel negozio del museo o al bar, oppure fuori, a loro la visita non interessava. Era una bella giornata, forse li attendevano tranquillamente in un parco o prendendo qualcosa in un bar allaperto. Il padre e la madre, o soltanto uno di loro, la madre. La madre, la madre di cui dovevano avere ereditato il viso. E di colpo gli si accese una luce: quei bambini... No, la bambina, la bambina era la viva immagine di Janet, entrambi le assomigliavano, ma la bambina aveva lineamenti femminili e la somiglianza era assoluta, come una riproduzione in miniatura, su scala ridotta. Ecco, ecco da quale parte della sua vita remota veniva quella bambina. Janet. Per lui era stata Janet e basta in quegli anni giovanili di sporadici incontri sessuali, e solo dopo, quando lei era gi morta, ne aveva appreso il cognome, da allora mai dimenticato. Quella piccola Claire sembrava la figlia, anzi, era la figlia che non avrebbe mai potuto avere la povera Janet Jefferys.
 Quasi mai aveva pensato a Janet Jefferys in ventanni e pi, il suo volto gli si era fatto irreale, era andato morendo nel suo pallore fino a quel preciso istante, quando aveva visto quella che avrebbe potuto esserne la figlia, o quando laveva riconosciuta, piuttosto, la somiglianza era straordinaria. Allora, come se avesse avuto davanti una fotografia, rivide con chiarezza i suoi lineamenti fini ma selvatici e decisi, i suoi capelli sfolgoranti probabilmente tinti, di un bagliore scandinavo, a volte sembrava un casco doro illuminato da un sole nascosto, un sole che raggiungesse soltanto lei fra le nuvole fuggevoli di Oxford, in strada era inconfondibile, la sua bocca molto rossa e gli incisivi separati che le infantilizzavano il sorriso, esattamente come a quella bambina, solo che la bambina era ancora una bambina. E rivide anche la sua figura in movimento e il suo corpo nudo o seminudo, non poche volte laveva vista cos, e lultima aveva avvicinato gli occhi e le dita al suo sesso turgido e non lavato, dopo esserci stato dentro. Da allora erano passati mille anni. Da quella sera lui aveva vissuto molte vite e lei si era fermata, invece.
 In realt aveva smesso immediatamente di pensare a Janet. La notizia del suo assassinio lo aveva scosso, ma gli era mancato il tempo per assimilare la cosa, per spaventarsi e addolorarsene comera dovuto, come avrebbe fatto in altre circostanze, se non si fosse visto lui colpito, coinvolto direttamente. Aveva avvertito subito il pericolo che incombeva su di lui, e contro legoismo della giovent non c arma che valga: aveva dovuto occuparsi di se stesso, far fronte alla minaccia. Io non lho uccisa, questo lo so bene,  gli era passato come un lampo nel pensiero,  ma se lo avessi fatto, la mia prima preoccupazione sarebbe non essere beccato e restare impunito; perfino chi uccide accidentalmente, involontariamente, inorridisce per qualche istante e poi pensa a proteggersi, a mettersi in salvo e a fare in modo che la sua esistenza non vada allaria e nemmeno cambi, anche se quella della persona da lui uccisa  cambiata al punto che ormai lha perduta e non ce lha pi. Quellassassinio aveva messo fine alla sua, di esistenza, in un certo senso gli aveva rubato quella che lui si era tracciato. Lui aveva accettato le condizioni e si era votato alla causa, e non era bello ricordare lorigine di quello sconquasso, un terremoto, al quale aveva cercato di non pensare per tutti quegli anni, era gi un peso abbastanza grande doversi occupare degli obiettivi che ogni volta gli venivano assegnati, in ogni missione. Se cera qualcosa di buono nellansia continua e nella finzione ininterrotta, era che gli impedivano di ossessionarsi sul motivo iniziale di quellinsensatezza. Spesso lo aveva dimenticato, dimenticando anche la povera Janet. In fondo la loro era stata una relazione superficiale, strumentale, quasi igienica. Per entrambi, anche se per Janet aveva avuto un ruolo, anche, unansia di intimo risarcimento, era stata una di quelle rappresaglie strane, per mera soddisfazione personale, delle quali il destinatario non verr mai a sapere. Hugh Saumarez-Hill, il nome gli venne al primo colpo, uno di quei cognomi composti che non si dimenticano. Non doveva aver avuto molta fortuna quel Membro del Parlamento degli anni Settanta, o non una grande visibilit. Non che Toms si interessasse di politica, gli era abbastanza indifferente chi comandava, nel suo lavoro le opinioni passavano in secondo piano. Si teneva informato lindispensabile per fare il suo mestiere con cognizione di causa, questo s. Ma di certo quel whig non aveva avuto ruoli di spicco in tutto quel tempo, altrimenti si sarebbe saputo qualcosa di lui e sarebbe comparso di pi sui giornali. Non aveva ricoperto alcun ruolo importante finch aveva governato il suo partito, ed era probabile che la sua promettente carriera, come quella di tanti laburisti, si fosse vista stroncata con lascesa al potere della tory Margaret Thatcher e del suo successore John Major, tra luna e laltro erano al numero 10 di Downing Street da una quindicina danni. Hugh Saumarez-Hill poteva essere tuttora un parlamentare, ma uno dei tanti, quindi alla fine non era affatto Qualcuno con la maiuscola, come gli avevano detto la stessa Janet e Tupra o Blakeston, doveva essere stato Blakeston. Che spreco, in ogni caso, le migliaia di belle speranze che finiscono nel nulla, il mondo ne  pieno, e in politica  facile fallire per un solo errore, unalleanza sbagliata, un calcolo sfortunato. A meno che Janet non lo avesse ricattato e fatto cadere o fermato brutalmente, come aveva annunciato a Toms che forse avrebbe fatto, vendicarsi della sua grettezza e delle sue scarse attenzioni, del suo infinito procrastinare e della sua presunzione, i dettagli non li ricordava. Quella sera era stata la prima, lunica in cui Janet gli aveva parlato del suo amante londinese, e in cui Tom le aveva chiesto di lui. Toms Nevinson si ripet stupefatto quel pensiero, a meno che Janet... Che stupidaggine, da quella sera Janet non aveva pi potuto far niente. Non aveva pi potuto n vedere n sentire n palpare n ascoltare n parlare, n arrabbiarsi n sorridere n guardare n leggere, leggeva The Secret Agent sdraiata sul letto, di colpo gli parve un avvertimento ironico, ecco lui che cosera diventato... E se invece s, se invece avesse potuto fare tutto questo, e anche mettere al mondo due bambini, quelli che adesso erano davanti a lui al Museo Madame Tussauds in quella oziosa mattina del 1994? Erano troppo identici a Janet Jefferys giovane per non essere figli suoi, per non essere usciti da lei. Giovane? Solo cos lei era esistita.
 Non  possibile ammettere un sospetto senza che questo immediatamente prenda il sopravvento, invada interamente il campo e si impadronisca di tutto, almeno finch non verr escluso, e se quei bambini erano rispettivamente di undici-dodici anni e di nove-dieci, questa let che lui attribuiva loro, lei avrebbe dovuto averli un po tardi, fra i trentatre e i trentasei anni o gi di l, eventualit perfettamente plausibile. Se fosse stata ancora viva, adesso ne avrebbe avuti quarantasei. Se fosse stata ancora viva? Tutti questi pensieri frastornanti gli si affollarono nella mente in pochi secondi, fu una rapida successione di lampi. Laveva forse vista morta? No, lui non aveva visto il cadavere, come del resto nessuno aveva mai trovato il suo, perch non esisteva. Quel poliziotto, Morse, che gli aveva dato la notizia nelle stanze di Mr Southworth, sembrava un uomo onesto e ragionevole. Ma ora Tom sapeva bene, e da molto tempo, che un modesto poliziotto obbedisce sempre agli ordini che riceve, soprattutto se i suoi superiori a loro volta li hanno ricevuti dai servizi segreti, questi sono sempre al di sopra di ogni autorit, eccezion fatta per alcuni comandanti delle forze armate e altissimi funzionari dello stato, oppure agiscono allinsaputa di questi se non c altra soluzione. Potevano averlo costretto a mentirgli, a mettere in scena quella pantomima, e per quanto a Morse potesse non piacere prendere in giro un povero studente sciocco, un credulone troppo facile da spaventare, non avrebbe potuto rifiutarsi, nemmeno dire una parola, senza giocarsi la carriera e forse il posto.
 Lui aveva forse visto la notizia sui giornali o in televisione? Ah, Tom non li aveva neppure guardati in quei giorni, occupato e angosciato comera, e poi conoscendo i fatti di prima mano, perch avrebbe dovuto ricorrere ai notiziari o alla stampa? Forse aveva letto un titolo dellOxford Times da qualche parte, ma sapeva  lo sapeva adesso  quanto  facile per loro, per noi, far s che un giornale inserisca una notizia che pu tornare utile, perfino inesistente, di solito basta fare appello al senso del dovere e al patriottismo, alla difesa del Regno, soprattutto con le testate minori. Ci di cui invece era sicuro era che il caso non era stato risolto, che non era stato trovato un colpevole (la gente smette di farsi domande e si annoia dopo pochissimo tempo). Forse perch un colpevole non cera n poteva esserci. N lui n Hugh Saumarez-Hill n luomo che aveva visto arrivare e suonare a un portone appena ne era uscito lui, mentre fumava una sigaretta allangolo fra St John Street e Beaumont Street, comera lontano ormai tutto quanto. Comerano lontane le sigarette Marcovitch che lo avevano tradito e che ormai non si fabbricavano pi da secoli, da quei fatti erano passati secoli, perch adesso dovevano tornare in mente con tanta insistenza a una persona cos diversa e mutevole, a Mr Rowland e a Mr Cromer-Fytton e ad altri che si andavano dileguando nella nebbia delle identit prese a prestito e ormai abbandonate, responsabili di cose superflue, il mondo senza di loro sarebbe stato identico a quello che era con loro. S, probabilmente aveva scongiurato delle disgrazie, ma ne aveva provocate altre, era assurdo cercare di fare un bilancio, impossibile, in realt, non sempre era venuto a conoscenza delle conseguenze delle sue azioni, aveva acceso un fiammifero per poi fuggire senza assistere allincendio. Tutto questo lo riconduceva a Toms Nevinson, lunica identit che gli rimaneva in quellattesa vuota; stava ridiventando sempre pi il vecchio Toms Nevinson, lo ritrovava, il fidanzato di Berta Isla e il marito di Berta Isla, quello che veniva da Madrid e quello da cui cominciava tutto.
 Ma come facevano a sapere che sarebbe andato a trovare Janet quella sera? Era stato un incontro imprevisto, come sempre; era passato da Waterfields al mattino e l avevano dato inizio alle effusioni, se ne ricordava, i dorsi dei libri di Kipling davanti agli occhi e il desiderio rinviato a pi tardi. Che sciocchezza, pens, Janet aveva avuto tutta la giornata per avvertirli, Tupra, Blakeston, forse Wheeler. Janet si era prestata alla commedia, non guadagnava granch come commessa di libreria e non aveva speranze che la situazione cambiasse con il suo amante londinese, Hugh Saumarez-Hill o un altro Hugh, chi lo sa; non sarebbe stato un problema per lei andarsene da Oxford e sistemarsi da unaltra parte, quei bambini avevano un lieve accento dello Yorkshire, gli era parso, non esagerato, comera logico se la madre era oxoniense, sono le madri a trasmettere laccento e la lingua, principalmente,  la loro voce quella che i bambini sentono per prima. Dovevano averle fatto una buona offerta, una nuova vita, un impiego pi solido e una somma ragguardevole fin da subito, lei non aveva niente da perdere e nemmeno doveva nulla a Tom, lui era solo una distrazione, uno sfogo, un palliativo alla solitudine e alla noia di certi marted o mercoled o gioved, un dispetto al negligente Hugh di cui questi nemmeno si accorgeva. E comunque Tom se ne sarebbe andato lo stesso da Oxford e non si sarebbe pi ricordato di lei, sarebbe tornato a Madrid dalla sua fidanzata spagnola di sempre, che cosa poteva importargliene di tendergli una trappola. Toms era uno di passaggio, Toms era un granello di polvere, cenere sulla manica di un vecchio. Non cera da fargliene una colpa n da muoverle dei rimproveri, se davvero era ancora viva nello Yorkshire, con un marito e due figli, Claire e Derek, e non era morta pi di ventanni prima strangolata con una calza. Una brutta morte immaginata.
 Aveva perso di vista quei bambini volatili e sfuggenti, Claire e Derek; era rimasto assorto, i ricordi, le congetture e le ipotesi lo avevano distratto. Percorse di buon passo le sale senza trovarli, si maledisse per un istante, attese alluscita del tunnel o della camera degli orrori o come diavolo si chiamava, caso mai vi si fossero introdotti, ma senza successo; fece altri giri per il museo, usc nellatrio, si affacci nel negozio di souvenir e l con sollievo li vide: dovevano aver finito la visita e fra poco se ne sarebbero andati. Qualcosa doveva pur scoprirlo, loccasione non si sarebbe pi ripresentata, doveva chiedere loro qualcosa, non sapeva che cosa n come, senza allarmarli, senza destare sospetti, senza dare adito a malintesi, nel 1994 rivolgersi amichevolmente a dei bambini costituiva gi un problema, se non un atto vizioso in s, cominciava lepoca delle suscettibilit estreme e dellisteria. Stavano osservando con avidit certe riproduzioni in plastica di alcune delle figure di cera, grandi allincirca come i vecchi soldatini di piombo. Esprimevano la loro ammirazione ma non le toccavano, le guardavano soltanto, allineate su uno scaffale, ce ne saranno state una decina, probabilmente non potevano permettersele, non avevano denaro a sufficienza. Infatti li vide contare poche monete, di sicuro calcolavano se, messe insieme, potevano bastare per comprarne almeno una. Non cera ancora traccia di insegnanti n di genitori, di adulti che li sorvegliassero; erano soli, forse insieme si bastavano, o forse erano orfani e vivevano con una zia giovane e irresponsabile che per levarseli di torno li lasciava liberi. Erano vestiti in modo normale, non sembravano n ricchi n poveri, bambini del ceto medio come ce ne sono migliaia, se Janet fosse morta sarebbero stati orfani di madre, e subito Tom si corresse, rendendosi conto di mescolare tempi e piani: se Janet fosse morta quando era stata uccisa, non sarebbero stati figli suoi, non li avrebbe avuti. Si avvicin, si mise a osservare anche lui le statuine, quelle dei personaggi pi popolari: erano in vendita Winston Churchill (ma non la Regina, forse per rispetto), Indiana Jones ovvero Harrison Ford, James Bond ovvero Sean Connery (per quanti attori lo avessero incarnato, quello vero era sempre Sean Connery in smoking), Shakespeare, il generale Gordon e la piccola regina Vittoria, Napoleone e Montgomery con il suo basco e i suoi baffi e il suo frustino (Blakeston lo avrebbe certamente comprato), Elvis Presley e Lawrence dArabia sul cammello (doveva costare un po di pi), Sherlock Holmes e il dottor Watson e Long John Silver, Oscar Wilde con bastone, guanti e capelli al vento, e Alice nel Paese delle Meraviglie e una figura che ricordava il vecchio Fagin per il lungo pastrano e la barba caprina, Mr Pickwick e Mary Poppins e il mostro di Frankenstein e Dracula, immancabilmente pi famosi e memorabili i personaggi immaginari di quelli storici, sebbene a volte non sia facile distinguerli.
  Qual  il vostro preferito?  chiese loro dopo qualche attimo, gli parve lapproccio pi innocente possibile.
 I bambini si voltarono, la bambina gli fece un involontario ammicco di riconoscimento. Non era spaventata n diffidente, cera simpatia sul suo volto (il vivo ritratto di Janet Jefferys), la stessa che gli aveva mostrato sentendosi osservata.
  Il mio  Sherlock Holmes,  rispose con prontezza.
  Il mio Indiana Jones,  disse il bambino con entusiasmo (i bambini sono grati dellinteresse per i loro gusti e le loro opinioni).
  E il suo?
 Toms fece finta di rifletterci con impegno. Poi disse, per incuriosirli:  Il mio vero preferito qui non c, purtroppo, e nemmeno in tutto il museo.
  No? E chi ?  chiesero incuriositi, quasi allunisono.
  William . Lo disse in inglese, Just William, e aggiunse: William Brown, in suo onore aveva battezzato suo figlio Guillermo, che ormai doveva essere un ragazzo e credersi orfano di padre.
  E chi ?  chiese Derek con un misto di delusione e sorpresa.  Per forza non c, non lo conosce nessuno. In che film si vede?
  Io s che lho sentito,  intervenne Claire,  ma non so come sia fatto, non lho mai visto. Non viene da un film ma da certi libri vecchi.
  S,  di quando ero piccolo io, quei libri erano abbastanza vecchi gi allora, capisco che non lo conosciate,  concesse Toms.  Quindi, di quelli che ci sono qui, scelgo anchio Sherlock Holmes, sono daccordo con te . Claire ne fu compiaciuta, la sua espressione era trasparente, molto pi di quella di Janet Jefferys. Un adulto confermava la sua scelta, era lusinghiero per lei. 
  E quale pensate di comprare? Vedo che state mettendo insieme i risparmi.
  Stiamo deliberando,  rispose la bambina, us proprio questa parola.  I soldi ci bastano per uno solo .
 Non costavano molto, ma per i bambini tutto  caro.
  Ah, e come farete a tornare a casa se rimanete senza niente? O abitate qui vicino?
  No, noi non abitiamo a Londra, signore, siamo in visita turistica,  era Claire che reggeva il discorso; Derek contemplava assorto la fila di pupazzetti che non poteva comprare.  Nostro padre ci aspetta in un pub qui fuori. Lui ci riporter in albergo. Rimaniamo solo unaltra notte qui, domani torniamo a casa.
 Tom Nevinson o David Cromer-Fytton vide la possibilit di rendersi simpatico, o di rendersi ancora pi simpatico.
  Vediamo, lasciatemi indovinare di dove siete, e se indovino facciamo una cosa: vi offro quattro statuine, due per ciascuno, per la soddisfazione di aver vinto.
 Il bambino si mostr interessato quanto scettico.
  Tanto lei non pu indovinare. La Gran Bretagna  enorme e ci sono tanti posti.
  Voi siete di York o dei dintorni,  decret Toms con sicurezza.
 I fratelli lo guardarono a bocca aperta, pieni di ammirazione.
  Come ha fatto a capirlo? Ah, ha imparato da Sherlock Holmes, vero?
  Tutti abbiamo molto da imparare da lui, senzaltro,  rispose Toms.  Ma io sono bravo a riconoscere gli accenti, e a imitarli. E adesso mantengo la parola data: sceglietene quattro.
  Davvero? Lha detto sul serio? Moltissime grazie.
 I due bambini erano talmente felici da non aspettare la conferma, che tuttavia Toms offr allistante (Assolutamente sul serio. Una scommessa  una scommessa e le scommesse sono sacre).
 Gli voltarono le spalle e si misero di nuovo a deliberare su quali quattro scegliere, o su quali due e due, senza dover spendere un penny. Mentre loro si decidevano, Tom continu con le domande:
  E la mamma? Non  venuta?
 Claire volt la testa per rispondergli, ma solo un attimo, ora nemmeno lei era capace di staccare gli occhi dalle statuine.
  La nostra mamma  morta un anno e mezzo fa, signore. In un incidente dauto . Lo disse senza drammaticit, come qualcuno che ormai si  abituato a dare troppe volte quella spiegazione.
 Quindi  morta,  pens Tom, con una specie di sollievo che non dur un secondo.  Per non quando avrebbe dovuto.
  Mi dispiace molto,  disse,  mi dispiace terribilmente.  Come si chiamava? Voi due mi ricordate moltissimo unamica che avevo quando ero giovane, non ne so pi niente da secoli. Quasi come se voi poteste essere figli suoi. Quasi . E pens: Diranno Janet. E sono orfani di madre. Di sicuro ora diranno Janet.
  Si chiamava Janet,  disse la bambina, girando di nuovo la testa, guardandolo con la coda dellocchio, pi per educazione che per curiosit, per non dargli completamente le spalle mentre gli parlava. Ma di quella presunta amicizia non le importava nulla.
  Ah, che coincidenza, come la mia amica,  rispose Tom. Ma cerano migliaia di Janet in Gran Bretagna.  Janet che cosa?  insistette, doveva insistere, unopportunit del genere non gli sarebbe capitata mai pi.
  Janet Bates, come noi.
 Questo  il nome da sposata, quindi,  pens Tom.  Alla fine Saumarez-Hill non lha voluta, come avrebbe potuto lasciare la moglie per una commessa di libreria? Lui era un Mp e stava per diventare Qualcuno, allepoca. In politica non c riuscito, che io sappia. Cos lei aveva sposato tardivamente un comunissimo Bates dello Yorkshire, anche uno dei soldati di Shakespeare portava quel cognome, uno di quelli traditi da Enrico V avvolto nel suo mantello, soldato semplice, se non ricordo male.
  Volevo dire quando era ragazza. La mia amica non era ancora sposata quando lho conosciuta. Voi sapete il cognome da nubile della mamma?  Potevano benissimo ignorarlo, le mogli inglesi non lo conservano, a differenza di quelle spagnole, a differenza di Berta Isla.
 Il piccolo Derek si volt con aria perplessa come se fosse la prima volta che sentiva quellespressione, maiden name, come se non gli fosse mai venuto in mente che sua madre avesse potuto chiamarsi in un modo diverso da quello di sempre, del loro sempre. Ma la maggiore, Claire, lo sapeva. Toms glielo lesse negli occhi prima ancora che aprisse le labbra. Dir Jefferys,  pens,  di sicuro adesso dir Jefferys.
  Io lo so,  disse Claire.  Da giovane la mamma si chiamava Janet Jeffries . 
 A Tom suon cos detto da lei, ma in realt la pronuncia era identica o quasi, fra Jeffries e Jefferys. Troppe coincidenze perch la madre dei bambini e Janet non fossero la stessa persona. Soprattutto per la somiglianza, soprattutto per quella somiglianza sbalorditiva, erano due copie esatte di lei. E non avrebbe chiesto loro di compitarne il nome.
  Era la sua amica?
  No,  rispose Toms Nevinson.  La mia amica si chiamava Rowland, Janet Rowland . 
 Prefer lasciar perdere, ritirarsi, perch esporsi ad altre domande? Lui non era tenuto a raccontare la verit a quei Bates di York, non li conosceva. Di fatto da met della sua vita, da una vita, non era tenuto a raccontarla a nessuno, nemmeno alle persone pi vicine, soprattutto da quel momento in poi.
 Derek scelse il suo Indiana Jones preferito e il mostro di Frankenstein. Claire il suo Sherlock Holmes con linseparabile Watson, come avrebbe potuto portare a casa luno senza laltro, tutto solo, quella bambina s che era leale, non come la sua finalmente defunta madre che aveva tanto tardato a morire. Lui, invece, non era morto, o lo era solo per una sentenza, e una sentenza di morte presunta viene annullata da unaltra sentenza quando il morto ricompare vivo. 
 Tom pag di buon grado, consegn loro il pacchetto con le statuine e li salut alluscita con una stretta di mano, che colpa ne avevano quei bambini. Loro non gli chiesero come si chiamava. Ma se lo avessero fatto avrebbe saputo cavarsela: disponeva gi di molti nomi, forse non tanti come Tupra. O Reresby, o Dundas o Ure.
  Lei crede che il Professor Wheeler fosse al corrente di tutto questo, che avesse avuto parte nellinganno, che sapesse tutto fin dal principio?  chiese Toms a Mr Southworth, e aggiunse:  Fu lui il primo a cercare di cooptarmi, e ricordo di quando lei stesso mi disse che quasi nulla di quanto accadeva a Oxford gli sfuggiva, tantomeno un assassinio. Che probabilmente era venuto a conoscenza dellaccaduto ancora prima di me, e disponeva di maggiori informazioni. E infatti cos mi parve quando gli parlai per telefono.
 Mr Southworth rimase pensieroso per qualche momento, i suoi piccoli occhi onesti rivolti verso linterno, come impegnati in un esame di coscienza, in uno sforzo di approfondimento. Non guardava pi lorologio, si era dimenticato della sua lezione. Poi si pronunci con sicurezza:  No. Sono sicuro di no, anche lui fu ingannato, gli nascosero che si trattava di una morte falsa. Io non so molto di servizi segreti, ma non li credo capaci di uccidere uninnocente solo per reclutare un uomo. Ma certamente di fare pressioni e ricattarlo, di inscenare una commedia, questo non deve essere difficile per loro .
 Sospir ironicamente.
  Immagino che questa sia la loro essenza, no? Inscenare commedie.
  Questo posso garantirglielo,  lo interruppe Tom.   semplice routine, ordinaria amministrazione. Lei non sa di quante persone disponiamo, e quante siano insospettabili .
 Si rese conto di usare ancora la prima persona plurale, includendo se stesso. Come Tupra e Blakeston in quella remota mattina. Ma non si corresse. Col tempo avrebbe imparato a tirarsene fuori, il suo pensiero si sarebbe abituato.
  E quanto instancabili. Una volta che uno si  imbarcato nellimpresa, una volta che  salito sulla ruota, le istruzioni le aspetta e le sollecita, non si vorrebbe fermare mai, ha bisogno di sentirsi produttivo. Una commedia si pu inscenare per qualsiasi motivo, anche per questioni marginali. La si mette su in un amen, il mondo  pieno di volontari, spontanei o prezzolati .
 E nel dirlo gli usc la parola spagnola, santiamn, che gi allora suonava un po antiquata. Come il castigliano di Mr Southworth, che ignorava probabilmente il sinonimo pisps, per fare un esempio.
  Peter lo conosco molto bene da uninfinit di anni, lui non ti avrebbe mai teso quella trappola. E non avrebbe permesso ad altri di farlo, se fosse stato avvertito. Una cosa del genere  contraria al suo carattere, al suo senso dellonore. Sono convinto che ancora oggi lui creda che quella ragazza fosse stata strangolata. Ammesso che qualche volta gli capiti di ricordarsene, certo. Immagino di no, lo ammetto. Ha troppe cose accumulate nella testa, troppe.  nato nel 1913, figurati, e agli antipodi.
  Eppure il Professor Wheeler  stato il maestro di Tupra, come lo  stato per lei e per me. Lei gli avrebbe fatto uno scherzo simile?
  Io no, ma io sono io e non mi occupo delle cose di cui si occupa quellindividuo. E nemmeno lo avrei fatto a te, che sei stato mio allievo. Sei andato a parlare con quel Morse, con il poliziotto? Potrebbe essere ancora qui, ormai sar ispettore, almeno. Fu lui a darci la notizia nei particolari, lui aveva visto Janet morta . 
 Alz le sopracciglia incredulo e aggiunse con quanto restava del candore che quel giorno stava perdendo:  Inaudito.
  No. Ci ho pensato. Ma non lo far, non avrebbe senso,  rispose Tom.  Lui non mi racconterebbe n ammetterebbe nulla, potrebbe perfino dirmi che non mi ha mai visto, da quella visita sono passati pi di ventanni e di sicuro non ce n traccia. Avr certamente eseguito degli ordini, e oggi non sar disposto a riesumare panni sporchi antidiluviani. Non sar nemmeno autorizzato a farlo, quello che la Corona insabbia rimane sotto la sabbia fino alla fine dei tempi. Al massimo cercherebbe il fascicolo, che probabilmente non  mai esistito, dato che lomicidio non c mai stato. Pensi, Janet Jefferys aveva perfino conservato il suo nome, non lavevano costretta a sparire, a cambiarlo, bast che se ne andasse da Oxford. E se mai esistesse un fascicolo, giusto per le apparenze, ci sar scritto Caso irrisolto o aperto, tutto qui. Sarebbe una perdita di tempo e servirebbe solo a far vergognare quelluomo, sembrava una persona retta. Io so che cosa vuol dire eseguire degli ordini anche quando ti danno il voltastomaco. Sono comprensivo.
 Mr Southworth, uomo pacifico e dedito agli studi, era visibilmente costernato da quelle pratiche, per lui appena scoperte. Il suo forte senso dello stato gli impediva di indignarsi come se accettasse che nulla si pu opporre alla giustizia pi elevata. Sembrava annichilito, stupefatto.
  E Tupra e Blakeston, che cosa ti hanno detto?  mi chiese con scarsa speranza.  Non hai parlato con loro? Non hai preteso spiegazioni? Devessere stata opera loro, di sicuro. Peter  da escludere. Non andare a trovarlo, te ne prego. Sarebbe un grande dolore per lui sapere che il suo consiglio ha avuto per te queste conseguenze. Conseguenze irreparabili. Lui si sar limitato a segnalare che potevi essere utile, di certo non poteva prevedere quale uso avrebbero fatto delle sue informazioni, una manovra cos contorta . 
 Mr Southworth proteggeva il suo vecchio amico come avrebbe fatto con un padre. Anche se ormai Toms si era calmato, dopo essere comparso completamente fuori di s in quelle stanze accoglienti, il suo ex professore aveva percepito che adesso era un uomo pericoloso, alloccorrenza spietato.
  Certo che deve aver insistito parecchio sulla mia utilit, se si sono presi quel disturbo.
  Be, il tuo dono per le lingue  straordinario, estremamente raro. Soprattutto fra noi britannici, negati per lapprendimento delle lingue. Ne esistono pochissimi come te, questo lo sai .
 Non volle aggiungere altro per scagionare il suo maestro. Pens che sarebbe stato controproducente insistere.
  Non si sono degnati di vederti, Tupra e Blakeston? Rimangono solo loro, per forza lhanno ideata loro la commedia.
 Allinizio non si erano degnati, ma poi certo che Tom aveva parlato con Tupra. Fu questa lansia che lo colse, parlare con Tupra, mentre si allontanava dal Museo Madame Tussauds in direzione di Dorset Square, verso la sua mansarda. Ma poi aveva deviato dal quel tragitto, aveva passato ore a vagare per la citt, si era perfino avvicinato alla zona proibita, a un paio di edifici del Sis e del Foreign Office. Era rimasto per un pezzo in strada a guardare, domandandosi se Tupra fosse l, in quel momento, oppure fuori, in viaggio. No, non era il caso di entrare e fare una piazzata, lo avrebbero fermato gli uomini della sicurezza o gli uscieri. Doveva prepararsi il discorso e non avere fretta. Ma non cera niente da preparare, in realt, i rimproveri vengono fuori da soli, cos come le accuse inconfutabili, vengono fuori da soli e vengono ascoltati col volto rigido dalla vergogna, Tupra non poteva negargli che Janet Jefferys era vissuta a York per molti anni. Ma nonostante questo doveva aspettare, era meglio non incontrarlo sul suo terreno, era meglio vederlo fuori da quei palazzi, uno dei quali senza nome. Mancavano un paio di giorni al prossimo incontro con il suo contatto, il giovanotto flaccido con londa sulla fronte; avrebbe trasmesso a Molyneux la sua richiesta e stavolta Tupra non poteva rifiutarsi di vederlo. Anche se Tupra era capace di tutto e non conosceva la vergogna. 
 Toms Nevinson cammin e cammin e continu a camminare finch scese il buio e si sent molto stanco, e mentre tornava alla sua mansarda, l sulla piazza, prima di andare a chiudervisi di nuovo, si rese conto che in ogni caso era finita, che ormai era giunta al termine quelleterna fase della sua vita che si era trasformata nellunica vita che aveva, errante e ingannevole e dispersa. Qualunque fosse stato lesito dello scambio di vedute che aspettava, non era pi disposto a tornare allattivit di cui ancora quella mattina aveva sentito la mancanza, prima di andare in cerca del chiasso del museo, prima di vedere i bambini Claire e Derek. La minaccia che aveva pesato su di lui per pi di ventanni, sempre pi sbiadita e dimenticata, non esisteva e non era mai esistita, se non nella sua ingenuit e nel suo panico di studente, un vero agnello. Era troppo tardi per lamentarsene: la vita messa da parte, le altre vite non aspettano e le sue erano trascorse, quella vera e quella parallela, gli erano sfuggite entrambe. Delle altre minacce, quelle venute dopo e ormai improbabili, quelle che si era attirato sotto diversi nomi e in diverse lingue e dialetti, non gli importava pi nulla, non sarebbe stato cos grave che prima o poi una di quelle avesse finito per compiersi e lo avesse tolto di mezzo, non c pi niente che importi quando ormai  chiaro che una finzione  finita.
 Vide la polvere nellaria, la vide con chiarezza meridiana nella piazza sfigurata dalla sua resa, dal suo sfinimento, e pens: Si ritorna solo quando non si ha pi dove andare, quando non ci sono altri luoghi e la storia  finita. Questa storia finisce qui, a Dorset Square, in questo punto e in questora.
 Si prese qualche secondo per inquadrare quel pensiero, per assimilarlo e considerarlo definitivo, e poi guard al futuro, ossia al passato: Posso solo tornare da Berta e alla nostra casa di calle Pava, se lei mi vorr ancora.  lunica cosa rimasta in piedi, e che forse mi aspetta senza sapere di aspettarmi. Berta non si  rifatta una vita, questa lespressione consacrata dalluso, non si  risposata, anche se  vedova da molti anni. Posso solo sperare che valga anche per lei quella citazione di Mr Southworth: Elle avait eu, comme une autre, son histoire damour, Aveva avuto anche lei, come chiunque altra, la sua storia damore, e che io sia la sua, da morto e da vivo.
  Si ricorda da dove veniva questa citazione?  chiese improvvisamente a Mr Southworth, ripetendogliela, non voleva dimenticarsene, da troppo tempo la conservava nella memoria.
  Me la recit quella mattina, quando mi disse che non sempre riconosciamo le storie damore degli altri, nemmeno quando ne siamo loggetto.
 Parlava di quello che Janet poteva provare per me.  ovvio che non provava nulla, altrimenti non si sarebbe prestata allimboscata.
 Mr Southworth sciolse le gambe e le riaccavall con quel suo gesto caratteristico, punto sul vivo e incuriosito, facendo volare le falde della toga. Ascolt con attenzione le parole, le sillab senza emettere suono, cercando di ricordarsi da dove venissero.
  No, impossibile, non ne ho idea,  rispose quasi subito con fastidio.  Adesso mi ci tormenter chiss per quanto. Sar stato qualcosa che avevo letto allora. Potrebbe essere Stendhal, ma anche Flaubert o Maupassant o Balzac. O Dumas, va a sapere. E chi lo sa che cosa provava lei. Forse si vendic della tua indifferenza, del fatto che la vedessi solo come un passatempo. Non potrai mai saperlo, questo  sicuro.
  Di a Tupra che devo vederlo al pi presto, Stevie.  sorta una questione urgente che non pu aspettare. Devessere adesso, subito,  disse a Molyneux non appena questi sedette nel salone dellalbergo. Non solo lo chiam per nome, mentre di solito usava il cognome e basta, come lui era stato chiamato Nevinson senza Mr molto tempo prima, da Blackwells e allEagle & Child, il giorno della decisione. Us un diminutivo che lo infantilizzava, non Stephen e nemmeno Steve, ma Stevie, cos era nota anche una poetessa eccentrica, Stevie Smith, di moda quando lui era arrivato a Oxford e morta poco dopo. Molyneux di sicuro non ne sapeva niente, ma non importava: sentirsi chiamare a quel modo avrebbe accentuato in lui la sensazione di ricevere un ordine.
 - Va bene, va bene,  si scherm.  Mi dica di cosa si tratta e io glielo trasmetter, Mr Cromer-Fytton.
Quando sar possibile, Mr Tupra  sempre molto occupato . 
 Molyneux non os chiamarlo David o
Tom, rendergli la pariglia. In fin dei conti Toms era un suo superiore in grado e aveva molta esperienza.
  Devo vederlo adesso, e ti assicuro che a lui interesser. Oggi stesso, domani, non pi tardi. E se non  a Londra, che torni. Qualcuno sapr come rintracciarlo. Digli soltanto questo: che ho conosciuto i figli di Janet Jefferys.
 Molyneux, nonostante il tono imperativo di Tom, era petulante e indagatore di natura. Quel giorno non aveva pi la lacca sulla fronte e nemmeno i capelli bicolore, aveva ritrovato un aspetto normale, non pi nobile, soltanto meno ignobile.
  E chi sarebbe? Che problema c con questi figli? Che cosa sono, bambini o adulti? Non vedo nessuna urgenza, soprattutto se sono bambini.
  Tu diglielo, Stevie. Lui capir e lurgenza la vedr lui. Vuoi scommettere che mi d un appuntamento allistante?
 Molyneux non scommise, avrebbe perso. Quella sera telefon a Toms un po seccato, da parte di Tupra.
  Dice Mr Tupra che dispone di un momento domani a fine giornata. Chiede se passa lei dalledificio senza nome, ha detto cos, o se viene lui allalbergo o in qualche altro posto dalle sue parti, come preferisce. Alle sette di sera .
 Non riusc a fare a meno di intromettersi. 
  Senta, qual  ledificio senza nome?
 Toms non rispose. Voleva portare con s la piccola rivoltella che lo aveva accompagnato negli anni tranquilli della citt di provincia, la sua Charter Arms Undercover del 1964, nel caso che Tupra lo irritasse eccessivamente, sminuendo la gravit di tutto quanto, nel caso che meritasse uno spavento, sarebbe stato il minimo dopo quello che aveva fatto, per quanto il tempo tolga importanza anche alle cose pi importanti. Non lo avrebbero fatto entrare con unarma nelledificio che lui ben conosceva e al quale Molyneux non aveva ancora avuto accesso. Propose un bar poco lontano dalla sua mansarda, l sarebbero stati soli e nessuno lo avrebbe perquisito. Anche se non era del tutto sicuro che Reresby fosse solo. Bertram Tupra non cambiava. Toms non lo vedeva da molto tempo e non era cambiato, era di quegli uomini la cui et si arresta a partire da un certo cristallizzarsi, o dal momento in cui acquistano una forza di volont quasi forsennata, che sembra permettere loro di non invecchiare pi di quanto giudichino tollerabile. (Ma Tupra poteva averla acquisita nelladolescenza o anche prima, cera sempre stato qualcosa di dissonante con le sue maniere, i suoi abiti, il suo accento, le sue conoscenze: una traccia indefinibile delle sue origini delinquenziali, sottoproletarie, irte di difficolt). Nell aspetto differiva appena da come gli era apparso la prima volta, a Oxford, dove entrambi erano stati studenti, non era facile immaginarsi Tupra impegnato nello studio della storia medievale, era stata quella la materia in cui si era laureato, se ben ricordava. Di certo si tingeva le ciocche sulle tempie, propense a formare dei boccoli, ma questo era lunico vezzo artificiale che si permetteva, una cosa lieve. Erano sempre l gli abbondanti ricci sul cranio prominente, la bocca molle e come priva di consistenza, una gomma da masticare non ancora indurita. Erano sempre l le ciglia esagerate pi da donna che da uomo, la carnagione lucida in modo inquietante e di un bel colore ambrato, le sopracciglia come sbaffi di fuliggine tendenti a unirsi nel mezzo (doveva fare uso frequente delle pinzette), il naso rozzo e come spaccato da antichi cazzotti, il suo sguardo comprensivo e lusinghiero, frontale e alla giusta altezza, scherzoso e pallido, impegnato a sondare il passato e a renderlo presente mentre lo scrutava, a concedergli rilevanza senza considerarlo sorpassato n insignificante. A differenza di quasi tutti, per i quali ci che si  concluso non conta pi.
 Toms Nevinson era cambiato molto di pi, di sicuro. Non solo per le maschere che si era visto costretto a improvvisare o a indossare nei suoi anni di messinscene e soppiantamenti, era arrivato a un punto in cui non gli era pi possibile sapere qual era il suo vero volto, se avesse o no la barba, oppure i baffi, se portasse gli occhiali, e i capelli corti o lunghi, biondi o bruni o brizzolati, se avesse delle cicatrici, se fosse magro o robusto, flaccido come Molyneux o ancora muscoloso, se potesse tuttora dirsi un belluomo (da quando aveva conquistato linfermiera Meg era passato del tempo). O piuttosto come sarebbe stato quel volto se si fosse evoluto naturalmente e senza obblighi, se lui avesse potuto disporre della sua esistenza normale. Si domandava se sarebbe stato riconoscibile per la gente del suo passato, e per chi; se lo avrebbe riconosciuto Berta Isla, che lo conosceva dai tempi della scuola. E poi si sentiva stanco e malridotto, a volte un po ottuso, interiormente invecchiato, come se dentro avesse dieci o forse quindici anni pi dei suoi quarantatre ancora da compiere. La vita itinerante logora, e anche la vita clandestina, e finta, e vicaria, e usurpata, e ingannevole, e confinata e defunta. Questo era stata la sua vita, in gran parte o per la maggior parte. Quando si sentiva pi acutamente cos, gli tornavano alla memoria i versi di un poema giovanile di Eliot: I grow old... I grow old... I shall wear the bottoms of my trousers rolled, che non era sicuro di saper tradurre mentalmente nella sua prima o nella sua seconda lingua, come faceva con quasi tutto, non era sicuro n dellordine n delle priorit. Gli sembrava importante conservare le assonanze, non tanto il metro: Sto invecchiando... sto invecchiando... porter il fondo dei pantaloni risvoltato, o il pi colloquiale e fedele: Divento vecchio... divento vecchio...
 Questo pens prima di tutto, Divento vecchio, quando vide Tupra seduto davanti a lui (era gi al bar, lo stava aspettando), con un sorriso cordiale e sereno, quasi affettuoso, come se si fossero visti regolarmente per tutto il tempo in cui non si erano incontrati neppure una volta, immune allappassimento dellet. Aveva qualche anno pi di lui, non molti, ignorava esattamente quanti, ma sembrava decisamente pi giovane, era convinto che lo sarebbe sembrato sempre, doveva disorientare le persone che non lo conoscevano, quelle che gli venivano presentate, quelle che reclutava, le donne che seduceva. Aveva unespressione serena, bench sapesse che cosa lo aspettava, una richiesta di spiegazioni se non peggio, una furia del passato fatta presente. Quella noncuranza infastid Toms. Lui non si era tolto limpermeabile e non lo avrebbe fatto (prevedeva un incontro breve), mise la mano in tasca come nella citt di provincia, tocc il calcio della pistola con il pollice e lindice, solo per accertarsi che fosse sempre l. Oppure per farsi coraggio, non si  mai liberi dallintimidazione di chi ha cominciato con lintimidazione.
  Quindi hai conosciuto quei ragazzini, i Bates, ho capito bene? Mi hai costretto a fare delle indagini,  gli disse Tupra affabilmente.  Com successo? Io neppure sapevo che esistessero, come puoi immaginare non seguo certo le tracce di quelli che occasionalmente ci servono e ai quali poi diamo una mano, secondo limportanza del servizio reso. Ad alcuni abbiamo migliorato di molto la vita o labbiamo addirittura risolta. Nessuno si lamenta della nostra generosit. Anche tu te ne sei giovato, Nevinson. Non poco, e non  finita qui .
 Usava sempre quel plurale corporativo e tornava a rivolgersi a lui come nei primi tempi, non aveva mai smesso di farlo, aveva sempre alternato il Tom con il cognome secondo le circostanze, le urgenze e le preghiere, pi di una volta lo aveva pregato, negli anni Tupra si era trovato a dipendere da lui in pi di unoccasione, a dover contare sulla sua pazienza e sul suo ingegno, sulla possibilit di abbattere i suoi scrupoli che alla fine cedevano sempre, sulla sua audacia e capacit di resistenza, sulle sue rinunce. Aveva gi messo le mani avanti e Toms lo cap immediatamente: stava per rivoltargli la frittata. Era come se lo stesse avvertendo: Se sei venuto per farmi delle rimostranze, sappi che mi devi della gratitudine. Se hai qualcosa da rinfacciarci, pensa a quello che abbiamo fatto per te e al tuo tornaconto. Dal risultato di questo nostro incontro dipender la tua situazione futura, che potr essere accettabile ma potrebbe anche trasformarsi in un disastro e forse in un tormento.
  Ero davvero cos importante, Bertram, per farmi quello che mi avete fatto? Mi avete strappato via la vita che non avevo cominciato, ero ancora ai primi passi,  disse Toms con aria seria, tremenda.
 Non intendeva lasciarsi contagiare dalla cordialit leggera del suo capo, era ingannevole. Stava per non essere pi il suo capo, o non lo era gi pi, lui lo sapeva e Tupra senzaltro lo indovinava. Era tutto tranne che un idiota, e se cera una dote naturale che aveva era la capacit di prevedere le reazioni della gente, di intravedere quello che aveva nelle vene. Toms non sarebbe mai pi stato ai suoi ordini, se ne sarebbe andato. La polvere rimaneva sospesa nellaria, a indicare la fine.
 Tupra tir fuori una sigaretta dal suo pacchetto egizio e la accese con uno Zippo dalla fiamma tremolante. Non si preoccup di soffiare il fumo di lato, anche Toms fumava.
  Giudica tu, Tom. Quante missioni hai portato a termine? Quante con successo? In quante hai fallito, senza rimedio, intendo? In una, in una soltanto, ho riguardato il tuo stato di servizio stamattina. Sei stato utile o superfluo? Dovrebbe lusingarti, piuttosto, sapere che ti abbiamo visto fin dallinizio come una risorsa importante, come qualcuno che sarebbe stato efficace nella difesa del Regno. Come te non ce ne sono molti, e lo sai. Noi siamo soddisfatti, malgrado il tuo lungo periodo di inattivit, e dovresti esserlo anche tu.  stato uno scambio alla pari, semmai con un saldo a nostro favore; ci abbiamo guadagnato entrambi.
 Lirritazione di Toms cresceva, torn a sfiorare la pistola, lo aiutava a calmarsi, a contenersi.
  Un saldo a favore? Io ci avrei guadagnato? Sono pi di ventanni che mento a mia moglie senza avere intenzione di farlo. Dodici che sono morto per lei e per i miei figli, che ormai non conosco. Quanto ai miei genitori, non sono potuto andare nemmeno al loro funerale. Mi sono giocato la pelle, e quella della mia famiglia. Mi avete imposto una vita che io avevo gi rifiutato, non mi avete lasciato scegliere la mia.
  Ah,  disse Tupra,? ma certo. Doveva venir fuori, prima o poi, la pretesa dei signorini del nostro tempo, ce lhanno nella testa tutti, indipendentemente da dove nascono. Ma quando mai la gente ha scelto la propria vita? Nel corso dei secoli le esistenze sono sempre state gi segnate, salvo rarissime eccezioni. Era normale, non una tragedia. La maggior parte delle persone non si muoveva da dovera, nasceva e moriva in campagna, in un villaggio o in una citt modestissima, pi tardi in un miserabile sobborgo. Nelle famiglie numerose un figlio maschio era destinato allesercito, un altro alla Chiesa, se avevano la fortuna di essere presi, almeno cos non morivano di fame; e li si salutava presto, li si perdeva di vista quando non erano neppure ai primi passi, per usare il termine che hai usato tu. Alle bambine si cercava marito se erano graziose, a volte un vecchio, non di rado un tiranno, e se no si insegnava loro qualcosa di utile, come cucire, ricamare, cucinare, magari qualcuno le avrebbe prese a servizio; altrimenti finivano in convento, a fare le serve senza paga. Questo nelle famiglie che potevano permetterselo, non ti dico in quelle che mancavano di tutto. Il signorino non ha scelto la sua vita. Come ha sempre fatto tutta lumanit fino allaltro ieri, e anche oggi la scelta  molto illusoria. Il desiderio di progredire e prosperare  sempre stato lecito, la storia  piena di gente che ha fatto carriera. Ma quanti ci riuscivano o ci riescono ora? Sempre una porzione minima. La maggioranza vive la vita che ha senza fare domande, o ringraziando per quello che ha avuto in sorte, questa  la norma; affronta i problemi di ogni giorno e con questo ne ha gi abbastanza. Non poter scegliere non  unoffesa,  la consuetudine. E continua a esserlo in gran parte del mondo, cos come lo  da noi, malgrado lillusione collettiva. Non crederai mica che io la mia vita labbia scelta, o che Blakeston abbia scelto la sua, o che labbia fatto la regina? La regina meno di tutti gli altri. Di che cosa mi stai parlando, Nevinson, di che cosa? Mi parli di privilegi straordinari, dei quali per di pi tu hai goduto. Ti  stata forse puntata una pistola alla tempia in quel pub di Oxford? Sei stato costretto con la forza? Blakeston ti ha forse girato il braccio dietro la schiena e ha minacciato di spezzartelo? Certo che la tua vita lhai scelta. E non mi dire che non ti  piaciuta.
  Unaccusa di assassinio  peggio che spezzare un braccio,  os replicare Tom con scarsa convinzione. Con quanta rapidit Tupra aveva minato di nuovo la sua sicurezza, lo aveva di nuovo intimidito. Tocc il calcio della rivoltella per la terza volta, fu come un gesto superstizioso o come una fantasia. Poteva sempre smettere di parlare, se parlando perdeva. Sparargli una rivoltellata e chiudere il discorso, metterlo a tacere. S, era solo una consolazione teorica, una fantasia: adesso che si vedeva libero con assoluta giustificazione e ragione; adesso che poteva tornare da Berta se lei lo avesse accolto, non aveva intenzione di finire nel carcere cui si era voluto sottrarre in quel pub a Oxford. Gli era piaciuta quella vita? Forse s, in un certo senso, come a un drogato piace la sua droga,  tutto quello che gli resta. Ma laveva anche odiata e patita. Ne avrebbe sentito la mancanza, era contento che fosse finita, ne avrebbe sentito la mancanza. Era nata da un inganno, era tutta infangata. Le avrebbe detto addio. E ne avrebbe sentito la mancanza.
 Tupra lo guardava con freddezza, adesso. Non era tipo da avere pazienza con le debolezze, con le lamentele, con le rimostranze altrui, e nemmeno quando veniva contraddetto. Era cordiale, s, perfino simpatico, quando si trattava di istruire, di spiegare, di argomentare e di convincere. Era comunicativo e allora riusciva a fare in modo che il suo interlocutore si sentisse importante e stimato, alcuni finivano per considerare un onore che lui chiedesse loro di lavorare per lui e li ritenesse preziosi. Ogni tanto Tom aveva provato quella sensazione, non sempre. Conosceva la sua durezza, la sua drasticit, aveva visto come se ne serviva per imporre la sua volont con la persuasione o con la forza, gli era capitato di essere testimone di un principio di pestaggio, Tupra si era fermato in tempo, forse perch sapeva che bastava. Adesso colse la sua espressione di stanchezza. Non di delusione, era di quegli individui che sono gi delusi in partenza, prima che ce ne sia motivo, lo danno per scontato. Tom, in fondo, era uno dei tanti, Tupra non aveva il tempo di pensare ai guai di ciascuno.
  Tu avevi la possibilit di affrontarla, quellaccusa,  gli disse.
  Se tu lavessi affrontata, alla fine...
 Se tu lavessi affrontata avresti scoperto che quellaccusa non stava in piedi, era priva di fondamento, si sarebbe sciolta al sole come un ghiacciolo. E avresti ripreso tranquillamente la tua banalissima vita . Toms and su tutte le furie sentendolo parlare con tanta disinvoltura di quella vecchia trappola, di quella vecchia messinscena, come se non ci fosse niente di strano nellinganno, niente di condannabile. Non cera neanche un accenno di scusa implicita nel suo tono di voce, non cera la minima traccia di vergogna. Gli aveva adulterato lintera esistenza e per lui erano solo inconvenienti del mestiere. 
  Cosa vuoi che ti dica se hai scelto male, se non hai saputo reggere alla paura. Se hai ceduto. Io non ne sono responsabile, mi limito a fare il mio dovere, a procurare al Regno il meglio del Regno. E poi, pensa che questo ti ha procurato una vita fuori del comune, un destino singolare, e ci sar chi sapr leggertelo in faccia. Il pi delle volte sulla faccia della gente non c niente da leggere, non si vede niente .
 Una pietra illeggibile, pens Toms Nevinson. Non valeva la pena di prendersela n di discutere con un soggetto simile, era come la gola del mare, che tutto inghiotte senza turbarsi.
  Me ne vado, Bertram. Smetto. Torno a Madrid. Qui ho finito.
  Nulla te lo impedisce, Nevinson. Nulla te lo ha mai impedito. Tanto pi che ormai sei inattivo da tempo. Non sentiremo la tua mancanza come qualche anno fa. Se mi permetti di essere prosaico, possiamo considerarti ammortizzato, ci riteniamo serviti .
 Si accese unaltra sigaretta e Toms una delle sue, un modo per controllarsi.
  Quindi, la decisione  tua .
 Tupra pass allistante dal piano funzionariale a quello amichevole.
  Se torni a Madrid e rimani l in pianta stabile, sar molto facile trovarti. Come ti ha gi spiegato Molyneux, non vediamo pi grandi rischi per quanto ti riguarda. Ma ci sono, tienilo presente, non abbassare del tutto la guardia. Anche se dovessero passare anni senza che compaia nulla allorizzonte .
 Fece schioccare le dita per chiamare la cameriera, un gesto meridionale, per nulla britannico.
  Per noi i rischi ci sono sempre, fino alla morte .
 Era un gesto garbato da parte sua includersi, dichiararsi partecipe di quella condanna.
  Li correr, non sar la fine del mondo,  rispose Tom.  Si corrono tanti rischi tutti i giorni, si pu morire per malattia, per un incidente, per una rapina. Sarebbe un eccesso di presunzione credere che qualcuno si ricordi di me. La gente  occupata dal presente, io appartengo ad altri tempi. Le nuove generazioni pensano ai fatti loro, se ne fregano del passato, non si sentono toccate. E io ormai appartengo al passato.
  Di solito  cos,  disse Tupra.  Ma pu esserci sempre qualcuno che  rimasto fermo dovera e ricorda. In genere qualcuno che ricorda c, anche uno solo. Ma non  detto che si prenda la briga di fare qualcosa. Si tende a lasciar correre, quando ormai i fatti sono acqua passata e non c rimedio. Si conserva il rancore e basta. Ma non ti fidare troppo. Ogni tanto capita che il rancore spinga una persona ad alzarsi da dovera seduta e a fare due passi. Bastano quelli.
  Ancora una domanda, Tupra .
 Anche se adesso si mostrava preoccupato per lui, non gli veniva da
chiamarlo con il nome di battesimo. Aveva deciso di non insistere con le rimostranze, ma il suo risentimento cresceva, contro Tupra e contro chiunque, dal momento che lui era impermeabile.
  Che parte ha avuto il Professor Wheeler nel mio reclutamento, in tutta la faccenda?
 Tupra rispose subito, senza la minima esitazione, e suon sincero, chi lo sa:  Niente, Wheeler non era al corrente. Ti aveva scoperto e segnalato, tutto qui. S, e poi aveva provato a sondarti senza successo, non era stato molto persuasivo. Il resto lo abbiamo fatto noi. Per lui quella ragazza era morta come lo era per te. Si era reso conto della coincidenza, del colpo di fortuna, ma lo aveva accettato come tale, o cos disse. O non disse niente .
 Abbozz un mezzo sorriso.
  Ovviamente non potevamo informarlo, con Wheeler non si sa mai. Lui  molto pi decente di noi,  davvero un uomo daltri tempi. Forse avrebbe mandato tutto allaria. Avrebbe fatto delle questioni. Probabilmente ti avrebbe avvertito.
  Meglio ingannare anche lui, secondo te. Sinceramente, mi riesce difficile crederlo. Lui  stato in guerra, e in guerra si perdono gli scrupoli. Non so se poi si ricuperino .
 Tupra non rispose, non ce nera bisogno.
  E quel poliziotto, quel Morse? Lui s che sapeva. Aveva esaminato il cadavere, nientemeno.
  Non prendertela con lui, nei tuoi ricordi. Enfield Morse, mi  rimasto impresso quel nome di arma da fuoco, come chiamarsi Winchester o Remington o Smith & Wesson. Se devo dire la verit lui ha cercato di rifiutarsi in tutti i modi, un uomo con una forte coscienza morale. I suoi superiori si sono imposti perch facesse il suo dovere, ordini dallalto e via dicendo. Adesso sar per lo meno ispettore capo. La carriera lo avr risarcito del rospo che ha dovuto ingoiare. Avrebbe perso il posto, credo, se si fosse intestardito. C altro, Nevinson?
 Per Tupra quelli erano aneddoti, ne aveva da raccontare a bizzeffe e a volte gli piaceva ricordarli. Aveva tirato fuori il portafogli per pagare, la cameriera era molto indaffarata e non arrivava.
  Non lo so. Non credo .
 Nevinson rimase a fissare il tavolo con occhi pensierosi, o come se dentro gli si fosse fatto il vuoto.
  La verit  che ormai  tardi per tutto.
  Non per tornare, forse,  gli disse Mr Southworth per tirarlo su di morale; per strapparlo al suo stupore, almeno. 
  Hai parlato con tua moglie, lhai chiamata?
  No. Non  qualcosa che si possa fare per telefono,  gli rispose Toms, con lo sguardo ancora velato; fisso, ma velato.
  E nemmeno per lettera. E poi non sono sicuro, devo pensarci. Non ho dove andare, questa  la verit. Tornare da Meg e Valerie  escluso. Andare di nuovo a rinchiudermi l. Con tutto il bene che voglio alla bambina, loro fanno parte del mio lungo esilio, del mio tempo senza nome e senza un volto, ormai non so pi qual  il mio vero volto. Per mi domando se tornare non sia la cosa peggiore che io possa fare a Berta, e contro di lei io non ho nulla, anzi. Lei non saprebbe cosa farsene di me, dove mettermi e nemmeno come trattarmi. Per non parlare dei miei figli.
  Capisco la difficolt. Difficolt  dire poco, non vorrei essere nei tuoi panni. E con Tupra,  stato tutto?  gli chiese Mr Southworth.
  C ancora una cosa da parte mia, Nevinson,  disse Tupra, agitandogli il portafogli davanti agli occhi, per farlo tornare in s, almeno un poco.  Anche se non sarai attivo, rimarrai legato a noi. Niente di eccessivo, non allarmarti. Ci informerai dei tuoi spostamenti e recapiti, com ovvio. Il tuo contatto sar sempre Molyneux, probabilmente, finch non cambier, se cambia. Tu ci hai reso un buon servizio ed  per questo che da anni sovvenzioniamo la tua famiglia . 
 Questo fu il verbo che us, senza mezzi termini. Non disse aiutiamo e nemmeno ci preoccupiamo.
  E come se non bastasse te ne sei fatta unaltra, non so come ti sia venuto in mente. Senza il nostro contributo ti sar molto difficile mantenerle. Insomma, se torni a Madrid verrai reintegrato allambasciata o al British Council, ora vedremo; nella peggiore delle ipotesi allInstituto Britnico, l c sempre qualche posto scoperto e saresti un ottimo professore con le tue capacit. A meno che tu non voglia trovarti unaltra occupazione per conto tuo, liberissimo di farlo, ti auguro ogni fortuna. Ma se cos non fosse, il tuo stipendio sar a nostro carico, come quello che riceve da anni tua moglie. Noi non abbandoniamo chi ha difeso il Regno, sia chiaro. Ma ci disinteressiamo di chi viene meno al dovere, di chi parla troppo e rivela quello che non deve. Tua moglie ti far delle domande se ricompari, non potr farne a meno; forse non solo lei, anche i tuoi figli, che non capiranno che cos successo e vorranno sentire le tue avventure; ma soprattutto lei, che ne sa gi pi degli altri. Raccontale quello che ti pare, che i morti non ti hanno voluto, che sei stato vittima di amnesia, non ti creder, fa lo stesso. Ma non dirle niente di vero, se non vuoi che ti ritiriamo il mantenimento, ogni copertura economica .
 E torn a usare una parola offensiva, mantenimento, nientemeno.
  Il provvedimento avrebbe effetto immediato, ma non sarebbe lunico. Potremmo mandarti a processo. Sei ancora soggetto allOfficial Secrets Act e lo sarai vita natural durante, non lo dimenticare. A quello del 1911 e a quello riformato dell89, la sostanza non cambia, se mai tu volessi prenderti la briga di confrontarli .
 Finalmente la cameriera arriv e Tupra le tese una banconota. Mentre aspettava il resto aggiunse:  Per capirci:  come se tu avessi fatto parte del Pwe di Sefton Delmer.
 Discorso superfluo. Toms era un veterano, non se ne sarebbe mai dimenticato. Non era pi il ragazzo impressionabile e intimorito del suo primo incontro con Tupra. E poi aveva impresso nella memoria, per i secoli dei secoli, quello che aveva detto Ted Reresby quel giorno, Ted Reresby per la vistosa docente del Somerville di nome Carolyn Beckwith, si ricordava anche questo (forse Tupra se lera portata a letto quella sera): Noi non risultiamo da nessuna parte, n in forma ufficiale n ufficiosa. Siamo qualcuno e non siamo nessuno. Ci siamo ma non esistiamo, ed esistiamo per non ci siamo. Facciamo per non facciamo, Nevinson, o non facciamo quello che facciamo, o quello che facciamo non lo fa nessuno. Accadiamo, semplicemente.
 Quelle frasi gli avevano fatto pensare a Beckett e non ci aveva capito quasi nulla. Adesso non gli ricordavano pi Beckett e le capiva molto bene, perch anche lui cera passato, era accaduto molte volte. Ora sarebbe cessato, invece.
 Reresby non lasci neanche un penny di mancia. Di solito era generoso, perfino sprecone per lo spirito parsimonioso dei suoi connazionali. Fu il suo modo di punire la cameriera per la lentezza con cui lo aveva servito. Lui dava a ognuno il suo premio e il suo castigo, questo Tom lo sapeva. Si alzarono, e quando furono fuori, in strada, Tupra gli tese la mano, come sanno fare solo gli inglesi quando si accommiatano per lungo tempo, o per sempre, loro non se la stringono tutti i giorni. Toms tir fuori la sua dalla tasca dellimpermeabile in un gesto automatico, pi da spagnolo che da britannico, aveva sempre badato a non tradirsi con certi dettagli sciocchi. Senza soluzione di continuit sarebbe passato dallaccarezzare il calcio della rivoltella a toccare il palmo di Tupra. Gli parve troppo, questo, e anche salutare a quel modo chi gli aveva fatto un danno, tanto pi un danno irreparabile, irreversibile, preistorico. Quindi rimise la mano in tasca, non gliela strinse. Tupra ritir la sua con naturalezza, ne approfitt per accendersi unaltra sigaretta con la sua fiamma tremolante. Non si mostr offeso. Probabilmente non gliene import assolutamente nulla, non lo avrebbe punito per questo.
  Addio, Tupra .
 Non avrebbe avuto molte opportunit di rivolgersi a lui in futuro, e pens che non gli sarebbe mai pi venuto da chiamarlo come lo aveva chiamato spesso, con il nome di battesimo, come un compagno di fatiche e di battaglie. Lo era stato in alcune occasioni, questo non poteva negarlo.
  Addio, Nevinson, e buona fortuna. Salutami tua moglie, quando sarai a Madrid. Una donna molto gradevole, e anche intelligente .
 A Toms pass per la testa un pensiero, ma lo escluse subito: Spero che non le abbia messo gli occhi addosso.
 Non era il momento per le domande inutili e retrospettive.
 Tupra aggiunse con un sorriso di incoraggiamento:  E credo che, malgrado una radicata tradizione, preferir che tu non sia morto.
 
 PARTE DECIMA 
 Per un certo periodo non fui sicura che mio marito fosse mio marito, o forse avevo bisogno di non esserne sicura e per un po giocai a non esserlo. A volte credevo di s, che lo fosse, a volte credevo di no, e a volte decidevo di non credere n una cosa n laltra e di vivere la mia vita con lui o con luomo che assomigliava a lui ma trasformato, pi vecchio, tornato da chiss quale nebbia senza che fosse mai stato nel mondo dei morti. Quindi di lui non si poteva dire: Noi moriamo con quelli che muoiono: ecco, se ne vanno, e noi andiamo con loro. Per si poteva dire: Noi nasciamo con i morti: ecco, essi tornano, e ci portano con loro. Ma anchio ero invecchiata per conto mio, in sua assenza.
 Finch avessi deciso di non credere in niente e di andare avanti mi sarei sentita al sicuro. Era come ritrovare quello stato di attesa e di incertezza che fa bene a tutti noi, che ci aiuta ad andare da un giorno allaltro, non c niente di peggio della sensazione che tutto  a posto e inamovibile, o saldamente avviato; che tutto quello che doveva succedere  gi successo o sta progressivamente succedendo, che non ci saranno ansie n sorprese fino alla fine, o solo quelle che in realt non sono tali, quelle prevedibili, per quanto ci possa sembrare contraddittorio. La maggior parte degli abitanti della terra si adagia nella propria quotidianit e si limita a veder cominciare le giornate, a vederle tracciare un arco fino a esaurirsi e a concludersi: cos sarebbe piaciuto vivere a me quando ero giovane e non avevo davanti nulla se non un futuro pianeggiante, non un presente n un passato accidentati. Ma ora che ho conosciuto tuttaltro, e che mi sono dovuta adattare, questo  ci che desidero: chi si abitua a vivere nellattesa non ne accetta mai del tutto la fine,  come sentirsi togliere una met dellaria. Cos per un certo periodo Toms  stato lui e non  stato lui. Io lo osservavo con diffidenza mista a soddisfazione, luna contribuiva allaltra, per assurdo che possa sembrare, o addirittura non avrebbe potuto sussistere senza laltra, si alimentavano a vicenda, e la diffidenza era lattesa, il suo prolungamento e la sua sopravvivenza.
 Non lo riconobbi quando comparve sulla piazza, com ovvio. Mi ero affacciata a uno dei balconi la mattina presto, come tante altre volte, una domenica in cui Guillermo ed Elisa erano rimasti a dormire a casa di amici. Era lalba, o quasi, perch proprio quella notte era stata anticipata lora, o ci era stata rubata, a vantaggio di quella che idiotamente viene chiamata ora legale. Erano passati dodici anni da quando Toms si era staccato da me a Barajas per raggiungere le isole Falkland, secondo le mie congetture, e ormai quella guerra era dimenticata come le due guerre anglo-afghane o come la guerra di Crimea, come le nostre guerre del Marocco, come quella del soldato amato dalle donne, Luis Noval, con la sua statua cos brutta. Chi mai pu ricordare i morti: come se non fossero mai esistiti, cancellati un po prima di quelli che invece riuscirono a portare a casa la pelle.
 Era una mattina fredda, con una luce giallognola che faceva presagire la neve, per questo ero uscita sul balcone con il cappotto, pensavo che non avrei resistito a lungo. Avevo da ripassare Moby Dick per uno dei miei reiterati corsi, anche se lo conoscevo bene: la sera prima ero andata a dormire rigirandomi nella testa inutilmente una frase del primo capitolo che forse contiene un mistero o forse no, noi professori andiamo allarrembaggio dei testi: S, come tutti sanno, meditazione e acqua sono sposate per sempre. Perch quel tutti?
 Con quella domanda superflua ero riuscita a prendere sonno. Ma poi mi ero svegliata inquieta, troppo presto per una tranquilla domenica mattina, forse per il calo repentino della temperatura o per la vaghezza di quellora arbitraria. E infatti dopo un paio di minuti cominciarono a cadere dei fiocchi di neve, lenti e impalpabili al principio, senza vigore, troppo pochi per darmi fastidio. Ebbi un brivido pi psicologico che fisico, mi strinsi nel cappotto senza abbottonarmelo, mi appoggiai con i gomiti alla ringhiera e guardai da una parte e dallaltra, cera poca gente in quellora incerta, i passanti si potevano contare. E mentre lo stavo facendo  uno, due, tre, quattro, cinque, sei; e sette  vidi una figura che si avvicinava dalla parte del Teatro Real con una piccola valigia e una mano alzata ogni qualche passo, come se timidamente volesse salutare qualcuno. Faceva quei pochi passi e si fermava, posava la valigia a terra e dava unocchiata intorno, alzava appena il braccio e poi faceva un altro breve tratto. Non ne vidi la faccia finch non fu abbastanza vicino, o la vidi solo in parte, e quello che vidi non lo riconobbi assolutamente. Era un tipo di mezzet, piuttosto robusto e con una barba molto incanutita, come quella che hanno nei film i membri dellequipaggio dei sottomarini, folta e corta, o diciamo controllata. Indossava un impermeabile scuro con cintura, nero o blu, e un berretto con la visiera, pi francese o olandese che spagnolo, un copricapo oggi anacronistico che forse gli serviva per proteggersi dalle imminenti precipitazioni e che mi impediva di discernere i lineamenti. Cera in lui qualcosa che faceva pensare al marinaio di ritorno da una traversata, immagine incongrua a Madrid, non pertinente. Avevo limpressione che stesse salutando, che mi avesse vista sul balcone e che per questo alzasse la mano ogni tanto per poi subito abbassarla  era un attimo?, come se volesse attirare la mia attenzione e poi non pi, come se si pentisse di quel gesto, e questo fosse involontario, e lo annullasse dopo che gli era sfuggito. O forse la abbassava perch non vedeva da parte mia una risposta, non avrei certo salutato uno sconosciuto con una valigia  magari ubriaco  in una mattina di neve inaspettata con cos poca gente in giro. Volevo solo godermi brevemente quei primi fiocchi per poi immergermi nel novembre dellanima, prima che infuriassero, facendosi pi grossi ed energici, ammesso che accadesse. Accadde, ma non me ne accorsi abbastanza in fretta da rifugiarmi in casa e chiudere la finestra, quelluomo mi aveva distratta. Era arrivato davanti al portone e allora si era scostato bruscamente, era andato nel giardinetto con la statua del soldato e si era seduto su una panchina. L tir fuori una sigaretta e la accese, e lo vidi fumare assorto di profilo, ora lo distinguevo male, seminascosto dagli alberi. Sentii un rumore di zoccoli e anche lui lo sent, tanto io quanto lui ne cercammo la provenienza, una coppia di guardie a cavallo avanzava per calle San Quintn in direzione di plaza de la Encarnacin, un cavallo bianco e uno nero, sul primo i fiocchi erano invisibili, sul secondo si distinguevano per contrasto, presto lo avrebbero trasformato in un cavallo pezzato. Giunti allaltezza di calle Pava svoltarono in direzione del Teatro Real, strano che pattugliassero cos presto, in tutto quel silenzio, con la piazza quasi vuota. Non riuscivo a staccare gli occhi da loro, passarono sotto il balcone, li segui finch si allontanarono lasciando una scia di escrementi a portata di naso, diciamo. Allora cercai di nuovo con lo sguardo lolandese errante ma non lo trovai, era sparito mentre io mi distraevo con i cavalli sotto la neve. Vidi il mio cappotto cosparso di fiocchi, anchio ero coperta di neve, e immaginai che mi si fossero ridotti cos anche i capelli, imbiancati. Prima di tornare al mio surrogato della pistola e della pallottola dovevo asciugarli.
 Suon il campanello, era lultima cosa che mi sarei aspettata. Chiusi la finestra e mi avvicinai alla porta senza fare rumore, per precauzione accostai locchio allo spioncino, non erano ore per le visite e nemmeno per le consegne, tanto pi che era domenica. 
 Il marinaio era l, col suo berretto ancora in testa. Se ne stava a occhi bassi, non capivo se in segno di modestia o di pazienza, cos a testa china aveva il volto nascosto dalla visiera, tranne la barba. Fui tentata di non dire nulla, di far finta che in casa non ci fosse nessuno. Doveva aver sbagliato appartamento. Strano che fosse salito, il portone era chiuso a chiave, al citofono non aveva suonato, forse gli aveva aperto il vicino da cui voleva andare, o la vicina che lo avrebbe ospitato, e poi si era confuso di porta o di piano. Non so perch gli rivelai la mia presenza.
  Chi ?  chiesi.  Chi cerca? Credo si sia sbagliato .
 E aggiunsi un particolare superfluo nella sua evidenza:   prestissimo.
 Allora lui si tolse il berretto con un gesto rispettoso, come qualunque uomo educato che mi avesse avuta davanti. Gli vidi i capelli, pi scuri della barba, la fronte stempiata. Alz la faccia. La lente dello spioncino deforma, eppure quella faccia mi pareva di conoscerla. Mi pareva soltanto, vagamente. Non ci si aspetta mai che ricompaia un morto, anche quando il suo corpo non  mai stato trovato. E nemmeno si aspettano gli scomparsi, i fuggiaschi, gli esuli.
   tutto tranne che presto, Berta,  disse quelluomo.  Non mi riconosci, vero? Non mi sorprende, anchio mi riconosco appena. Sono Toms, ed  tutto tranne che presto. Pu darsi che sia troppo tardi.
 Gli credetti e non gli credetti, tutte e due le cose insieme, impossibile saperlo. Ma in ogni caso che cosa potevo fare, che cosa potevo fare se non aprirgli la porta?
 Ora  passato un anno e mezzo dallapparizione del fantasma, quella domenica fredda di inizio primavera. Toms Nevinson, o colui che gli sta assomigliando sempre pi e che lo sostituisce, che conserva ricordi che possono essere soltanto suoi e che forse non ha nessuno al mondo, non vive esattamente con me e con i ragazzi.  stato lui per primo a escluderlo, a non pretendere questo privilegio; anzi, ha ritenuto necessario rimanere staccato, non era affatto il caso che condividessimo permanentemente i nostri spazi. Ha addotto varie ragioni, e tutte di buon senso, che coincidevano con le mie: Guillermo ed Elisa dovevano abituarsi a lui e accettarlo, ammesso che ci riuscissero; io avevo una vita indipendente da molti anni, la mia vita da donna sola o da vedova, lui non pretendeva che gli facessi posto pi di quanto non decidessi o desiderassi; e poi, anche se questo non lo us come argomento, o non apertamente, mi parve di capire che non si sentiva del tutto al sicuro e non voleva che corressimo alcun rischio per causa sua. Per molti mesi la cosa pi esplicita che disse al riguardo fu:  Credo di poter vivere tranquillo malgrado i brutti scherzi che ho fatto per anni a non poche persone, quella era lindole del mio lavoro. Ma le circostanze cambiano, i nemici non sono pi nemici, il tempo passa, alcuni si ritirano, altri si nascondono, invecchiano, si stancano; in tanti muoiono e quasi tutto viene dimenticato. Ma non si sa mai. Pu esserci sempre qualcuno che  rimasto fermo e ricorda, e non si placa.
 Come un tempo, come sempre, non ottenni risposte concrete alle mie domande, presto smisi di fargliene; non ho mai saputo che cosa ne fosse stato di lui in quei dodici anni di assenza, di assenza e di morte, o meglio di falsa morte.
  Non sono autorizzato a raccontarti nulla,  mi diceva, mi dice.  Anche meno di prima, ho firmato un accordo supplementare di riservatezza assoluta per mettere fine alle mie attivit e tuttavia continuare a ricevere gli aiuti. Li perderemmo se parlassi e andrei sotto processo. Puoi stare certa che finirei in galera .
 Io comunque persi il mio stipendio dellOrganizzazione mondiale del turismo. Quando Toms torn a occupare il suo posto allambasciata  uno pi alto, in realt, e meglio pagato  , si ritenne che non ce ne fosse pi bisogno, sarebbe stato come raddoppiare i compensi.
 Toms prese un piccolo appartamento in affitto molto vicino, quasi una soffitta, allaltro capo di plaza de Oriente, in calle Lepanto, pi o meno dove sorgeva secoli fa la Casa de las Matemticas. Perci non vive esattamente qui con noi. Ma  a due passi e viene a trovarci spesso, sempre di pi, col mio consenso e quello dei ragazzi. Non pu raccontare loro avventure che senza dubbio li appassionerebbero nella loro et ancora sognatrice, ma se li  conquistati con le sue perfette imitazioni di ogni genere di persone, persone che loro conoscono. Come faceva a scuola. Al principio lo avevano accolto con diffidenza, Elisa con timidezza evasiva, Guillermo con indissimulabile fastidio. Ma in questo anno e mezzo lui  stato un padre cos prudente, perfino delicato, capace di fare domande senza opprimerli, di interessarsi a loro senza scadere nelladulazione, quasi chiedendo permesso a ogni incontro, come se davvero fosse un intruso piovuto dal cielo e non colui che li mantiene e li ha mantenuti in larga misura indirettamente (perfino quando lo si credeva defunto), che loro a poco a poco hanno cominciato ad accettarlo e addirittura a sollecitare la sua compagnia. Lo trovano divertente con le sue voci e le sue scenette e i suoi accenti, e intuiscono che non  una persona con un percorso di vita banale, danno per scontato che ha vissuto esperienze bizzarre se non misteriose (lui non si trattiene dal fare qualche allusione, discreta quanto intrigante) che un giorno riveler. Su questo si sbagliano, ma dal momento che non lo sanno, poco importa: lo guardano aspettando qualcosa, con perenne curiosit. La sua presenza li stimola, almeno per il momento. Fanno sempre pi affidamento su di lui e si stanno abituando, e il giorno in cui non potr pi fare altrimenti sono certa che Toms racconter loro qualche storia inventata per accontentarli, il materiale narrativo non gli manca. A volte penso che per lui sia un gioco da ragazzi conquistarsi la fiducia dei suoi figli cos giovani, immagino che in passato ci sia riuscito con personaggi feroci e pieni di rancori, gente perennemente in guardia, incline al sospetto, con la diffidenza come principale compagna e invariabile scudo. Lo hanno addestrato per questo, per vincere ogni resistenza.
  dimagrito in fretta e non  pi stato luomo appesantito che ha bussato alla porta con il berretto olandese in testa, quello non glielho mai pi visto. Molto presto  sparita la barba da capitano Nemo ed  apparso meno invecchiato, a parte i capelli bianchi. Allora gli  comparsa una cicatrice sconosciuta, che gli attraversa il mento, e non mi  neppure passato per la testa di fargli delle domande. Appena ha ricominciato a lavorare allambasciata ha ripreso a vestire in giacca e cravatta, ogni tanto indossa un brutto abito gessato, non so se per accentuare la sua met inglese, il gil  davvero ridicolo. Va a lavorare tutti i giorni e svolge brillantemente le sue funzioni, o cos mi racconta, un po se ne vanta, come se con questo potesse impressionarmi. Mi ha chiesto di accompagnarlo ad alcuni ricevimenti e cene, per fare bella figura, e io non ho avuto difficolt ad accettare occasionalmente linvito, come ai vecchi tempi, dopo essermi mostrata restia per alcuni mesi. In fin dei conti non abbiamo mai divorziato, sono stata vedova per errore, e lerrore ormai  dissipato.
 Gli  stato pi difficile con me che con i ragazzi, per loro era una novit, per me uno spettro che tornava. Ma anche con me  stato rispettoso e prudente e non ha mai cercato di forzare nulla, io lo osservavo con disapprovazione quando veniva a trovarmi al principio e mi domandavo ancora se fosse lui, o se potesse ancora esserlo dopo tutto quel tempo, tutto quel tempo senza telefonare neppure una volta per dirmi: Berta, non sono morto.
  Non potevo, non potevo, devi capirlo. Per anni nessuno doveva sapere che ero vivo, se si fosse saputo era quasi sicuro che sarei morto veramente. E poi, erano ordini,  si giustificava.
 Io pi o meno lo capivo, razionalmente, eppure lo guardavo in silenzio e pensavo: Quanto poco ho contato per te, nella nostra vita. Che ruolo insignificante ho avuto nella tua, che si  svolta altrove.
 Provare rancore  inevitabile, so che ne prover finch vivo. Perfino se lui dovesse morire prima di me, mi porter sempre dentro questo rancore, ci sono rancori postumi che non si spengono con la scomparsa di chi ne  stato la causa.
 Ma non mi piaceva vedermi indurita e meschina, io non mi ero rifatta una vita, come si usa dire, e nulla si perde del tutto se non  stato soffocato e sostituito. E poi si scopre  per la verit senza grande sorpresa  che ci sono lealt immeritate e fedelt inesplicabili, persone nei confronti delle quali si  mossi da una determinazione giovanile o addirittura primitiva, e che il primitivismo prevale sulla maturit e sulla logica, sullodio degli ingannati e sul risentimento. Cominciai a permettergli di stare di pi in casa con noi, si fermava a cena qualche volta e una sera dopo cena non se ne and, neppure quando i ragazzi si ritirarono a dormire. Lo accolsi nel mio letto talvolta afflitto e talvolta indifferente, per il quale erano passati altri uomini senza lasciare traccia, e l ebbi conferma che lui era lui o una parte di lui, che non era cambiato cos tanto nel suo lunghissimo viaggio verso il patibolo, verso il fuoco, cera andato vicino ma non li aveva raggiunti; lo stesso modo di fare lamore dei suoi lontani periodi di insonnia o dormiveglia, lo stesso piglio quasi animalesco nellintrodursi dentro di me, solo con meno vigore (avevamo quarantaquattro anni, ora), come se volesse che il corpo ingannasse per un attimo lo spirito o lo confondesse o mettesse a tacere. Lui non parlava di quello che aveva vissuto, ma senzaltro i suoi ricordi e le sue esperienze gli occupavano la mente di continuo, quando era solo e quando era al lavoro e quando era con noi, in ogni istante, e aveva bisogno di liberare la mente con latto fisico, per quanto durasse solo qualche minuto. Non potei non aprire le braccia per trattenerlo pi che per accoglierlo, come se stesse andando via invece di essere tornato. E quando finimmo gli passai il dito sulle labbra meno compatte e pi pieghettate di un tempo, mentre il disegno era rimasto quello di sempre. 
 Non solo lincertezza e lattesa, anche lirrazionale aspettativa, le fantasie, diventano essenziali per il nostro cuore, e rinunciarvi non  pi possibile. Possono diventare essenziali fino allo strazio e al dolore, fino alloffesa, e finiscono per dare forma al nostro modo di convivere col mondo. Non era e non  il mio caso. Ma accoglierlo nel mio letto significava esaudire una speranza irreale che non per questo era annullata, perch quella notte e quelle che seguirono e seguono, secondo il mio capriccio  sono poche, sono state poche  , le considero eccezioni che non hanno motivo di ripetersi, non come un ritorno. Vedremo, andremo avanti, tutto rimane incerto come quando Toms oscillava fra i vivi e i morti, e sembrava addirittura essere ormai fra questi ultimi. E non significa nulla, nulla, che quando lui  tra le mie braccia mi attraversi la mente come un lampo questo pensiero che ritorna: Quanto poco ho contato per te, nella nostra vita. Che ruolo insignificante ho avuto nella tua, che si  svolta altrove. Per vedi, adesso sei qui, con me, qui dentro. Come dico,  solo un lampo, subito dopo non lo vedo pi.
 C stata unevoluzione in Toms in questo anno e mezzo, per certi aspetti.  parso abituarsi in fretta a vivere di nuovo a Madrid e al suo prestigioso incarico allambasciata, ha conosciuto nuove persone, ha stretto amicizie superficiali, ne ha ricuperate una o due del passato nella misura del possibile, misura esigua dato il tempo trascorso. Ma dietro quellapparente normalit io lo vedevo sulle spine, teso. Trasaliva con facilit a ogni rumore non riconoscibile, per non parlare dei tumulti, come se temesse di poter essere aggredito: che qualcuno si ricordasse di lui, che qualcuno, rimasto fermo al passato, venisse da lontano a cercarlo, o mandasse altri a farlo.
 In una sera destate, mentre bevevamo qualcosa senza dirci nulla ai tavolini allaperto di un bar di Rosales (non riuscivamo ancora a parlarci con un minimo di continuit, era linizio), ci fu un principio di rissa che non aveva nulla a che fare con noi, solo che ci trovavamo a poca distanza dai due individui che si erano messi a discutere e a insultarsi e a spingersi e a dare in escandescenze, tanto che uno dei due ruppe una bottiglia di birra e si avvent sullaltro con quellarma tagliente. Vidi un secondo di terrore negli occhi di Toms, come se luomo della bottiglia potesse tagliare la gola a lui, e non allaltro, che nel frattempo aveva afferrato uninefficace sedia di vimini. E subito dopo, immediatamente, lo sguardo gli si indur, si alz in piedi senza pensarci due volte, and da quel tizio e, addirittura prima che questi potesse vederlo, con una mano gli immobilizz il braccio armato e con laltra gli moll un pugno secco, non so esattamente dove, che lo gett a terra. Fu come vedere un sacco appeso cui avessero tagliato la corda. Luomo rimase accasciato, privo di sensi, come se fosse morto per quellunico colpo. Ebbi limpressione che Toms avesse fatto altre volte qualcosa di simile. Allora, nel 94 (rileggo e rivedo e rivivo questi appunti dopo due decenni o pi, da molto tempo ho smesso di prenderli), questi alterchi si risolvevano senza una denuncia e senza che necessariamente intervenisse la polizia. Lo stesso Toms aiut il caduto a tornare in s, si accert che non gli fosse successo niente di grave, lo affid alle cure degli altri ubriachi che erano con lui (di colpo sobri per lo spavento), e ce ne andammo. Mi fece un po paura quella reazione violenta, ma mi tranquillizz accertarmi che era capace di difendersi, e che quindi avrebbe saputo difendere noi se un giorno ce ne fosse stato bisogno. 
 Eppure ora, un anno e mezzo dopo, vedo che ha perso quel suo continuo stato di tensione e di allerta.
 Adesso, invece, si mostra spesso malinconico e passivo. Quando viene a casa e io sono occupata e i ragazzi sono fuori, passa molto tempo a guardare dalle finestre dei balconi, a fissare gli alberi che sono stati soltanto miei per anni e anni. Si siede sul divano e si astrae, mentre io preparo le lezioni nel mio studio. E quando torno nel salone ed  calato il buio, lo trovo ancora l, come se per lui il tempo non fosse passato. Non so a che cosa pensa n che cosa ricorda, non so in che cosa sprofonda e non lo sapr mai. Mi dico che tutti abbiamo le nostre tristezze segrete. Anche noi che siamo rimasti fermi e non ci siamo esposti a grandi scosse. Oppure, come scrisse Dickens, se non sbaglio, che insegno in certi corsi, mi dico che ogni creatura umana  destinata a costituire un profondo e segreto mistero per tutte le altre. Una considerazione solenne, quando giungo in una grande citt di notte,  che ciascuna di quelle case oscuramente raggruppate racchiude il suo segreto; che ogni stanza racchiude il suo segreto, che ogni cuore che batte nelle centinaia di migliaia di petti che l si celano , in alcuni dei suoi pensieri, un segreto per il cuore che gli  pi vicino! E c in tutto ci un senso di spavento...
 Quando vedo Toms cos, meditabondo e abbattuto o forse abbandonato alle sue rimembranze, mi assale lo sgradevole ricordo delle parole di Miguel Ruiz Kindeln nella peggiore delle mattine: Se ne esce sempre male,  mi aveva detto con laccendino ancora aperto in mano, riferendosi alla situazione in cui Toms era andato a cacciarsi.  Ne ho conosciuti diversi e in genere ne escono squilibrati o morti. Quelli che sopravvivono finiscono per non sapere pi chi sono. Perdono la loro vita o se la ritrovano spezzata in due. Alcuni cercano di tornare alla normalit e non ne sono capaci, non sanno inserirsi nella vita civile, o il pensionamento li schiaccia. Non importa let. Quando non servono pi o sono bruciati, vengono ritirati senza riguardi; li mandano a casa o a vegetare in qualche ufficio, e ce ne sono che non hanno ancora trentanni e languiscono con la consapevolezza che il loro tempo  finito. Rimpiangono i giorni dellazione, della vilt, dellinganno e della frode. Rimangono ancorati alle loro gesta pi torbide, e a volte sono oppressi dai rimorsi: quando si fermano e si rendono conto che quello che hanno fatto  servito a poco o nulla. E capiscono che non erano indispensabili, che nessuno li ringrazia per i loro sforzi e il loro talento, per la loro astuzia, la loro pazienza e le loro rinunce, in quel mestiere non esiste la gratitudine, neppure lammirazione. E scoprono che quello che per loro  stato importante non lo  per nessun altro,  solo un passato ignorato...
 Non sta sempre cos, assolutamente no. Conosce giorni di grande attivit, ha imparato ad amare il suo nuovo o vecchio lavoro e pi volte lanno va tuttora in Inghilterra come un tempo; ma adesso sono soggiorni brevi, di una settimana al massimo, e di l mi chiama quasi ogni giorno, verso sera, una volta conclusa la sua giornata. Quando  a Madrid, per, lo assalgono con sempre maggiore frequenza questi momenti di rimuginio, o forse di resa. Come se, diversamente da quanto accadeva nei primi tempi, quando era sempre sul chi vive, ora avesse accettato che non potrebbe fare nulla contro qualcuno che si ricordasse, contro qualcuno che non avesse mai trovato pace e che venisse a fargli pagare antiche pendenze, come se non se la sentisse pi di fuggire o di difendersi; come se fosse stanco di attendere o stanco di avere paura, e allora si preparasse a dirsi: Finalmente mi hanno trovato. Non devo lamentarmi. Ho avuto una proroga. Inutile e senza senso, ma una proroga nelluniverso. E dato che queste prima o poi finiscono, cos sia.
 Non so. Una sera andammo insieme al cinema. Alla fine del film, mentre si accendevano le luci, stava per rimettersi limpermeabile che aveva tenuto sulle ginocchia, quando ne cadde una piccola rivoltella, la moquette attut il rumore. La guardai attonita prima che lui se ne accorgesse e la raccogliesse in fretta per rimetterla in tasca. Nessun altro aveva visto, per fortuna.
  E quella pistola?
  Niente, niente, non preoccuparti. Solo che sono abituato ad averla. Da molti anni, cerca di capire.
  La porti sempre dietro?
  No, non sempre. Sempre meno.
 Quindi ora non so se si difenderebbe o se non esclude di spararsi, un giorno, caso mai fosse lui quello che  rimasto fermo al passato e al ricordo e che non riesce pi a sopportare di essere ancora sulla terra. Quando lo vedo guardare gli alberi seduto sul divano di casa, mi domando senza insistenza quali cose orribili abbia accumulato in tanti anni, mentre io non avevo alcuna parte nella sua vita, in quella da morto come in quella da vivo.  una benedizione ignorarle,  bene che non li autorizzino a raccontare niente, che senso avrebbe aggiungere un racconto a ci che semplicemente accade? La maggior parte della gente sostiene il contrario, che nulla accade e basta. Ricostruiscono laccaduto e lo ripetono fino alla fine dei tempi, non permettono mai che finisca.
 Spesso mi dico che non c nulla di particolare nel fatto che io non conosca mio marito, esattamente come chiunque altro. Lo scrisse anche Dickens, se  sua la citazione che mi  rimasta nella memoria: Il mio amico  morto, il mio vicino  morto, il mio amore, lamata del mio cuore,  morta;  linesorabile consolidarsi e perpetuarsi del segreto che da sempre era in loro... Nei cimiteri di questa citt che attraverso, c forse un dormiente per me pi imperscrutabile dei suoi indaffarati abitanti, nella loro individualit pi intima, o di quanto lo sia io per loro?
 Toms stesso, fin da giovanissimo, fin dalladolescenza, non era mai stato interessato a conoscersi n a decifrarsi, n a capire che tipo di individuo era. Gli pareva un esercizio da narcisi e una perdita di tempo. Forse in questo non  cambiato, malgrado il lungo tratto di vita percorso, o forse sapeva gi tutto dai primi passi della sua coscienza.
 E allora perch io dovrei affannarmi a comprendere chi non si osserva? Abbiamo tante pretese: pretendiamo di conoscere a fondo la gente, soprattutto quella che si assopisce e respira sul cuscino accanto al nostro. Qualche notte rimane a dormire nel mio letto, molto di rado, o mi fermo io nella sua mansarda di calle Lepanto; se i ragazzi hanno bisogno di me sono vicinissima, basta una telefonata o una corsa, sanno attraversare la piazza senza esporsi alle auto, sono gi grandi.
 Nemmeno adesso Toms dorme profondamente;  inquieto e afflitto e mormora nel sonno, per dorme. Quando lo guardo avrei voglia di accarezzargli piano la nuca e sussurrargli: Stai fermo e tranquillo, amore mio. Non ti muovere e non ti girare, cos scivolerai nel sonno profondo senza accorgertene e a poco a poco smetterai di pensare a quello che c dentro i tuoi incubi. Meno male che non mi dici a che cosa pensi per tante ore, a tutte le ore, addormentato e sveglio. Hai sempre qualcosa che non va e io non so che cos, per fortuna,  meglio che io rimanga davanti alla pagina bianca. So che ne hai di buoni motivi, il tuo destino  che la tua mente non possa mai riposare.
 Ma mi trattengo e non glielo dico, non glielo dir per tutti gli anni che gli restano da vivere. Lo tengo per me e mi limito a pensarlo. Dirglielo sarebbe un regalo troppo grande, e lui non capirebbe:  stato lontano da me per tanto tempo, ha osato dichiararsi morto, ha lasciato il suo corpo su una costa distante.
 Certe volte, quando guarda assorto dai vetri del balcone, si tocca con lunghia del pollice la cicatrice sulla guancia che non esiste pi da secoli, cancellata quasi subito da unoperazione chirurgica. Allora penso a che cosa pu pensare nel rievocare quel segno che nessuno vede pi, che solo lui ricorda, e di cui solo lui sa che cosa lha causato veramente, probabilmente non una rapina ma un gesto pi premeditato, una vendetta o un castigo. Forse pensa che, tutto sommato, lui appartiene a quel tipo di persone che non sono protagoniste neppure della propria storia, una storia che altri hanno sconvolto fin dal principio; e che scoprono nel mezzo del cammino che, per unica che sia ciascuna vita, la loro non meriter di essere narrata, o vi si far cenno solamente quando si narrer quella di un altro, pi avventurosa e degna di nota e soprattutto pi scelta. Nemmeno come intrattenimento in un lungo dopopranzo o in una serata accanto al fuoco senza sonno.
 Questo  ci che avviene alle vite che, come la mia e come la sua, in realt come tante e tante, stanno solo in attesa.
 Aprile 2017.
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FINE.